Se io sottovaluto… e se l’altro mi sottovaluta

Se io sottovaluto una persona, sono convinta che non la sto sottovalutando, ma sto “solo” vedendo il suo lato peggiore per difendermi e per essere obiettiva … anche se poi la mia obiettività in realtà diventa, se sottovaluto e non cerco di conoscere davvero, solo difesa e lontananza dall’altro

 

Se io sottovaluto una persona dicendomi e dicendo agli altri che è “irrecuperabile” di fondo o su qualcosa e che “è fatta cosi”, (modo poco chiaro secondo me per dire di lei che è spiacevole o cattiva  senza rimedio), sto solo accettando secondo me che non si può fare niente per aiutare o amare quella persona, stimarla, andarle incontro, e mi sto giustificando sul perché non interagisco con lei, sul perché non la stimo o non entro in vera comunicazione con lei perché “tanto non capirebbe”:  e sul perché la escludo e la metto da parte, convinta a volte che non ha niente da darmi o da insegnarmi con il suo modo di essere unico, perché è diversa o inferiore secondo me.

Se io sottovaluto le difficoltà di una persona non è perché odio aver a che fare con le mie e sue difficoltà, ma “solo” perché secondo me una persona che osa mostrare cosi tanto le sue difficoltà è da zittire, è fastidiosa, e sono tentata di cominciare a considerarla poco brava e incapace di aiutare o di avere qualità.

Se io sottovaluto la bellezza e qualità di una persona, considerando strane o inutili alcune sue idee e qualità, mi dico che non è perché forse sono in  fondo in fondo tentata di vedere solo i suoi lati brutti o deboli perché altrimenti potrebbe essere secondo me più “splendente” e brava di me, ma perché una persona in gamba “deve” avere solo alcuni tipi di qualità già riconosciute e accettate da tante persone, e deve rientrare in alcuni canoni e abitudini, altrimenti è “strana”….

 

Se invece è l’altro  che mi sottovaluta, mi sento subito offesa e dispiaciuta, e trovo ingiusto che l’altro non voglia vedere anche la mia preziosità.

Se è l’altro che mi giudica irrecuperabile in qualcosa o tutto, e dice ad altri o a me che sono “fatta cosi”, allora inizio a capire  con dolore quanto è ingiusto sottovalutare cosi qualcuno, e mi ribello interiormente alla idea cosi brutta che l’altro ha di me, e inizio a dispiacermi. E inizio a sentire il dolore e fatica che sente l’altro quando è dispiaciuto e vorrebbe trovare un modo per farmi capire come mi sto sbagliando sul considerarlo fatto cosi e irrecuperabile …

 

Se è l’altro che sottovaluta le mie difficoltà e non vuole accettarle e comprenderle, allora d’improvviso inizio a trovare ingiusto che non si debba vedere le difficoltà e non si debba comprendere, aiutare, correggere ma con amore. E se vengo trattata male per una mia difficoltà mi chiudo cosi come fa l’altro a sua volta …. se viene giudicato.

 

Se è l’altro e non voler considerare e vedere le mie qualità e la mia unicità, o a vedere considerate inutili le mie idee e pensieri e capacità, allora mi sento ingiustamente giudicata, non capita, non apprezzata, appunto sottovalutata …

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