Dove sta il nostro cuore

 

Dove sta il nostro cuore?

Dove concentriamo la nostra attenzione, i nostri pensieri, le nostre scelte e obiettivi?

Con “cuore” intendo tutto ciò che vogliamo, desideriamo, tutto ciò che per noi è fondamentale e importante, prioritario. Certe volte siamo tentati, come tutte le creature umane, di crederci capaci sempre di stare o interamente in una situazione, o interamente in un’altra. O interamente in un pensiero, decisione ed emozione, o interamente in altri pensieri, decisioni, emozioni. Ci sentiamo e ci crediamo  “o tutto o niente”, ci convinciamo a volte che sia lì la nostra sicurezza, tranquillità, la nostra possibilità di controllare la nostra vita e l’affetto e il comportamento degli altri, nel “tutto o niente”: o c’è tanto, tutto amore nel nostro cuore verso qualcuno, oppure siamo cattivi, incapaci di amare, inferiori agli altri, meno capaci e meno amabili. O riusciamo subito a fare qualcosa, a imparare qualcosa, o sappiamo già fare qualcosa, oppure non proviamo più volte a migliorare e cambiare noi stessi, una situazione, un nostro atteggiamento o abitudine, perché crediamo a volte al “ o ci riusciamo sempre, tanto, tutto, o siamo falliti, incapaci, inutili, non amabili”.

E questa visione del “tutto o niente” la proiettiamo spesso anche sugli altri: o gli altri sono pieni di totale amore, affetto, amicizia nei nostri confronti, sempre, senza sbavature, errori, distrazioni, lentezze o incoerenze, oppure “vuol dire” che non ci amano, non ci vogliono davvero bene, ci sopportano, ci odiano o ci ignorano. O gli altri si comportano come è giusto e normale (che tradotto spesso significa “come vogliamo /pretendiamo noi da loro, convinti che le nostre abitudini, scelte, e desideri siano gli unici, i più importanti e urgenti da realizzare, e che gli altri devono solo obbedire e accontentarci se ci vogliono bene davvero) nei nostri confronti, oppure “vuol dire” che non ci vogliono bene, che sono cattivi, strani, e che vogliono farci del male apposta. E così il nostro cuore si mette dalla parte della rivendicazione, delle ripicche nascoste da pensieri tipo “così capisce quanto mi fa dispiacere, solo cosi capirà”, (e invece questo nostro atteggiamento davanti a un dispiacere peggiora tutto, e non facilita la comprensione e dialogo tra noi e gli altri).

Dove sta il nostro cuore?

a volte preferiamo che il nostro cuore fugga:   a volte fugge anche dal bene, dal bene che è possibile fare, a noi stessi e agli altri, a volte il nostro cuore fugge dalla pazienza, dall’accettare tempi di maturazione e decisione degli altri diversi rispetto ai nostri, e altre volte ancora il nostro cuore fugge dallo scegliere di amare anche nel dolore, anche nelle incomprensioni, anche nella fatica o nelle contraddizioni. CI sembra a volte di poter preservare il nostro cuore, e ciò che noi siamo nel profondo, dalla sofferenza, dalle delusioni, dai dispiaceri che gli altri ci procurano, in un modo….evitando: evitando di parlare con quella persona che ci ha ferito, evitando di continuare a guardare ogni persona con amore, anche quella che sembra troppo egoista, diversa, cattiva, e che a detta anche degli altri arreca dispiacere perché non ci sopporta, perché non vuole aiutare, non vuole capirci e farsi conoscere davvero.

Dove sta il nostro cuore?

tutte le volte che scegliamo di giudicare qualcuno, e che  ai nostri occhi è fin troppo evidente che è solo egoista e cattivo, tutte le volte che decidiamo con certezza che l’altro non ci parla, non ci cerca, non ci propone niente da fare insieme, non ci scrive, e rifiuta di fare qualcosa che gli proponiamo perché non gliene importa niente di noi, o perché sa pensare solo a se stesso, tutte quelle volte che decidiamo che è “sicuramente così, è chiaro, noi siamo intuitivi e capiamo cosa c’è dietro”, tutte le volte che decidiamo di interpretare l’altro e le sue intenzioni cosi, noi fuggiamo dal nostro cuore, noi decidiamo che non vogliamo amare, andare incontro lo stesso, e ci allontaniamo dal nostro cuore: non ci allontaniamo solo dall’altro o dagli altri, in quei momenti ci allontaniamo, spesso senza accorgercene, anche da noi stessi, dalla nostra amabilità, ci” imbruttiamo” perché decidiamo di non  amare.

Dove sta il nostro cuore quando pensiamo a Dio?

Abbiamo paura di Dio, Lo temiamo, Lo consideriamo un dio lontanissimo, indifferente a noi e a ciò che ci  succede? Il nostro cuore vuole spesso credere solo a un dio vincente(vincente come intendiamo noi la vittoria) sempre e comunque, in ogni aspetto della vita; il nostro cuore vuole un dio che ci risponda e presto, e come diciamo noi; il nostro cuore vuole un dio che risolva ogni cosa nei tempi e modi che vogliamo noi e che ci sembrano gli unici possibili se ci ama davvero, il nostro cuore vuole un dio che non gli parli di sofferenza, fatica rinuncia, un dio che non permetta mai che noi possiamo soffrire, faticare, confonderci, prendere un abbaglio, insomma un dio che ci obbedisca, perché in fondo in fondo spesso siamo convinti in una parte di noi che…noi si che sapremmo come fare, noi si che risolveremmo tutto e subito al posto di  Dio, che invece si permette di sembrare a volte assente e lontano proprio nei momenti in cui soffriamo di più o ci sentiamo soli, un Dio che non ci accontenta in ogni nostro desiderio ed esigenza, un Dio che non ci spiega i perché di ciò che ci accade, ma che…è con noi, che ci ama davvero, a volte in modi misteriosi, ma che è sempre con noi, e che agisce per amore nostro e per il nostro bene anche quando a noi sembra assente o disinteressato a noi: e sa consolare il nostro cuore. Più di quanto possiamo sperare.

Dove sta il nostro cuore?

spesso non ci avviciniamo molto alle situazioni, spesso ci fermiamo prima di amarle, spesso ci fermiamo qualche passo prima di avere fiducia anche e nonostante le “tempeste” e ciò che vediamo davanti a noi, e così ci perdiamo occasioni preziose per scoprire, anche con il nostro cuore, che in realtà decidere di “essere con” la vita, con gli altri, con Dio, ci aiuta, ci rende più in pace con noi stessi e con gli altri, persino con la nostra vita e ciò che ci accade. A volte forse ingaggiamo una lotta (di cui non siamo sempre consapevoli) con la vita e le situazioni, è come se una parte di noi dicesse, arrabbiata per vecchie e antiche ferite personali, “tu non mi avrai, non mi avvicinerò davvero alle situazioni, agli altri, a Dio, perché ho troppa paura di essere annullato, ferito, non capito, meglio affrontare tutto con finto distacco, meglio proteggermi stando alla larga dall’amare, dal dialogare, consolare, dall’ andare a trovare chi sta male o sembra solo egoista e chiuso, e dallo stargli accanto con empatia, attenzione, fede in Dio  e amore, per non avere delusioni, per non sentirmi debole, vulnerabile, per non rinunciare a controllare tutto, per non rinunciare a sentirmi onnipotente, forte”…

Dove sta il nostro cuore?

sta in adorazione di tutte quelle situazioni, sentimenti, desideri e pensieri che abbiamo e che vorremmo, per il solo fatto che sono nel nostro cuore, “realizzare”, raggiungere, e imporre agli altri, senza tener conto di cosa vogliono loro? E di cosa vogliamo veramente noi? Dove sta il nostro cuore? in adorazione di quella o quelle persone, nel voler essere visti, amati, considerati più degli altri da qualcuno, nel voler attirare l’attenzione, e nell’usare il nostro tempo e i nostri pensieri ed energie per essere visti, considerati, amati invece di guardare, amare, capire?

E davanti al male, che spesso si presenta sotto aspetti apparentemente vincenti, piacevoli, rassicuranti, dove sta il nostro cuore?

cosa decidiamo di farne di quello che sentiamo, che desideriamo, quando ciò che desideriamo non sarebbe un vero bene per noi e per gli altri, ma un male travestito da bene piacevole?

Cosa scegliamo quando sembra al nostro cuore che l’unica felicità e “via di fuga risolutiva” per noi sia dipendere dall’affetto e dalle scelte di qualcuno, o quando ci convinciamo, illudendoci, che la nostra felicità e la nostra pace sia ottenere e perseguire obiettivi che in realtà porterebbero distruzione nel nostro cuore e nella nostra vita, ma che sembrano soluzioni, veloci e facili? o quando crediamo che quella persona ha in mano la chiave della nostra felicità, e che quindi il nostro cuore deve attaccarsi a tutti i costi a lei? E lei a noi?

Dove sta il nostro cuore, quando a volte non siamo contenti di noi stessi, e preferiamo odiare noi stessi, non perdonare noi stessi, oppure preferiamo riempirci di rassicurazioni, attenzione da parte degli altri, interagendo con loro soprattutto parlando solo di noi, considerando importanti solo i nostri problemi e urgenze e desideri, o quando per rabbia verso noi stessi smettiamo di fare il bene, e peggioriamo le situazioni, perché “tanto ormai” non stimiamo noi stessi o siamo scoraggiati, vorremmo essere diversi, e non accettiamo come siamo, chi siamo, e le nostre caratteristiche uniche e personali?

Dove sta il nostro cuore …..

Il nostro cuore sta con noi, e spesso ha paura, si sente a volte solo e impotente. Il nostro cuore ha una grande “fame” e “sete” di amore, un amore costante, vero, infinito, e in una parte di sé, sa che tutto questo Amore cosi infinito e perfetto, lo può trovare solo nel Cuore di Dio, solo in Lui. Gli esseri umani possono esprimere una parte di questo Amore, ma sono creature, imperfette, deboli e contraddittorie come noi, “miste” come noi nei sentimenti, nelle emozioni, nei pensieri.

Dove il nostro cuore può trovare pace? Sicurezza? Vera Gioia e libertà interiore? Solo in Dio. Solo in Lui.

Dove il nostro cuore può trovare e ritrovare ogni giorno senso, motivazione ad amare anche quando vive situazioni o momenti di sofferenza,

dove il nostro cuore può trovare fede, forza e volontà, motivazione per tenersi lontano dal male e dal fare il male, e avere fede, prudenza, amore vero per non adorare nessuno, neanche se stessi,  e per non adorare nessuna situazione? Solo in Dio, solo seguendo Lui, solo adorando Lui, anche solo scegliendo di agire con amore, e reagire con amore, amore vero, gratuito, che quindi se ama davvero sa distinguere quando sta amando davvero e quando vuole solo prendere per sé, pensare solo a sé senza tener conto del vero bene suo e degli altri.

Dove il nostro cuore può trovare e ritrovare ogni giorno, ogni momento, motivazione, fede, forza e volontà per cambiare ciò che va cambiato, per ricominciare a costruire anche dopo “tempeste” e scoraggiamento o incomprensione, dove il nostro cuore può ritrovare la costanza, l’amare anche quando non è capito, o non è sereno, o non vede subito il senso, la chiarezza e motivazione? Solo nel Cuore di Dio.

Il nostro cuore lo ha creato Dio, anche quando non ce ne rendiamo conto e ci sembra impossibile, eppure è così. E solo nell’amare, nel mettere il nostro cuore e le nostre intenzioni guardando al Cuore di Dio, seguendo Lui, chiedendoGli di aiutarci a metterci ad amare davvero, chiedendoGLi di sublimare, cambiare e purificare le nostre intenzioni, i nostri pensieri, le nostre decisioni, solo così possiamo ritrovare un po’ di più noi stessi, solo così possiamo posizionarci vicino al nostro cuore in modo armonioso, anche con tutte le nostre contraddizioni, imperfezioni, paure, difficoltà, perché se seguiamo Dio e ci fidiamo di Lui e ci fidiamo e rifidiamo  del Suo Amore per noi, solo così possiamo interagire con il cuore degli altri senza ferirli, senza usarli, senza ignorarli o giudicarli, senza allontanarci da loro se ci fanno un dispiacere o se non li capiamo, solo cosi possiamo amare gli altri non per appropriarcene, ma per desiderare davvero il loro bene, e per contribuire alla loro vera libertà interiore, al loro bene, al loro crescere nell’amare davvero Dio.

Fidiamoci di Dio, Lui è davvero il nostro Tesoro, un Tesoro che non ci annulla, un Tesoro che non ci imprigiona in noi stessi e nei nostri limiti, un Tesoro che ci ridà la “vista” e ci rialza, ci ridà ogni volta la voglia, la gioia, la pace a e la capacità di amare davvero.

Perché là dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore.” (Matteo  6, 21)

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