Essere davvero con…i nostri desideri

Quanti desideri abbiamo dentro di noi! e spesso siamo convinti che solo realizzando quel desiderio o quei desideri allora saremo felici, allora si che finalmente la vita andrà meglio. Che rapporto abbiamo con i nostri desideri?  Come li viviamo?

I nostri desideri sono tanti, di vario tipo, e hanno la caratteristica, pur essendo diversi da quelli delle altre persone, di avere in sé il “bisogno” e l’intensità del “dover” essere realizzati, come condizione per sentirci amati e felici. Anche perché spesso ci convinciamo e pensiamo che se abbiamo quei desideri, in fondo in fondo vuol dire che sono buoni o comunque “necessari” per la nostra felicità. E che amarezza e dolore, che scoraggiamento viviamo se non possiamo realizzare ciò che desideriamo, che rabbia a volte se “dobbiamo” rinunciare a ciò che vorremmo!

E poi con Dio come la mettiamo? A volte, pur credendo in Lui o ammirandolo, temiamo in fondo in fondo che se ci fidiamo di Lui, che se amiamo come Lui ci chiede di amare, dovremo annullare i nostri desideri e affrontare solo una serie di maggiori e spiacevoli rinunce, fatiche, sofferenze.

E a volte, quando stiamo soffrendo molto o moltissimo, succede pure che chiediamo aiuto a Dio, perché ci tolga subito quella sofferenza, perché ci aiuti nella “aridità” interiore che sentiamo a volte, o perché cambi quella situazione o noi o l’altro, o ci dia un segno forte e chiaro, e…..rimane quel dolore, rimane quella aridità, rimane quel problema, e sembra che Dio non voglia proprio accontentarci nei nostri desideri , e a volte siamo tentati di pensare che Lui non esiste  o non ci ama, e ci diamo come motivo la Sua “non” risposta e il Suo “non aiuto” a realizzare ciò che Gli chiediamo…

E può anche succedere a volte che ci abituiamo (scegliamo di abituarci) a reagire (in realtà a scegliere di reagire) a chi non accontenta i nostri desideri, compreso Dio,  a chi li ostacola, compresi imprevisti e situazioni, con grande rabbia distruttiva, con amarezza, sarcasmo, ripicche o lontananza.

Ci autoinganniamo quando crediamo che siamo davvero con i nostri desideri, quando, preferiamo sempre e comunque rendere “tesoro” quel o quei desideri,  quando li rendiamo  la “condizione “per essere sereni o poter amare a nostra volta, quando facciamo dipendere la nostra serenità, gioia e costruttività, il nostro collaborare, aiutare e impegnarci nel bene, dal fatto se potremo subito realizzare quei desideri, e se comunque nessuno ci impedirà ciò che vogliamo. A volte forse ci sembra quasi che i nostri desideri siano l’unica “strada” e l’unico “modo” per vivere una bella e felice giornata, e se le situazioni sono diverse, se presentano nel quotidiano sofferenza, fatiche, cose diverse, molto diverse da ciò che volevamo fare e affrontare, se tutto sembra impedire di portare avanti i nostri desideri e realizzarli, anche quelli che produrrebbero bene e amore vero, allora a volte ci chiudiamo, ci sentiamo tanto tanto tristi, sconfitti, impotenti, addoloratissimi, delusi, ed esprimiamo rabbia e lontananza anche con parole cattive (che a noi sembrano solo parole per far capire quanto soffriamo o quanto gli altri ci stanno facendo dispiacere), smettiamo di dare cose buone o la nostra attenzione e comprensione, amorevolezza, e preferiamo far pesare agli altri quanto hanno “rovinato” quei nostri desideri cosi importanti e fondamentali per noi, anche quando sono obiettivamente desideri buoni, per fare del bene. Già perché siamo spesso o a volte tentati, quando soffriamo, di credere e convincerci che sono gli altri che ci rovinano tutto o quasi, che sono i loro atteggiamenti, le loro scelte, che è la vita che rovina i nostri piani e desideri, e che quindi siamo solo impotenti vittime davanti ai problemi e non possiamo fare niente di bene, non possiamo amare perché gli altri o qualcosa o la vita ci “obbligano” a reagire male, con scoraggiamento e chiusura, è “colpa” loro….

Tutto ciò può succedere se non siamo davvero con i nostri desideri.

Ma se invece vogliamo imparare e allenarci a essere davvero con i nostri desideri, abbiamo bisogno di convertirci a Lui, anche se siamo convinti di essere già bravi credenti impegnati, anche se ci crediamo buoni e vittime della cattiveria e incomprensione degli altri…anche se finora forse abbiamo pensato che Dio sia da tenere lontano per paura di soffrire di più o annullarci.

In questo caso, rispetto ai nostri desideri, cosa può voler dire convertirci, e convertire i nostri desideri?

Qui metto qualche spunto che secondo me è importante, ma sono sicura che ognuno di voi potrebbe far emergere in sé buoni spunti anche per sé stesso e gli altri, perché l’Amore dona mille spunti a ognuno di noi, “talenti” che dobbiamo imparare a dissotterrare dalle nostre paure e convinzioni per il bene nostro e degli altri:

accettiamo di avere tanti e a volte contraddittori desideri in noi. Accettiamo che non siamo perfetti e che a volte abbiamo anche desideri che non ci porterebbero un bene e non ci metterebbero nella strada dell’Amore, ma sulla strada del contrario del vero Amore.

Per “accettare” in questo caso non intendo l’assecondare e mettere in pratica  ogni nostro desiderio, ma accettare di essere imperfette creature, accettare che Dio e la Sua Misericordia ci seguono e ci amano con Amore forte anche quando vorremmo perderci, anche quando vorremmo seguire strade che non sono nell’Amore, ma che sembrano sul momento portarci gioia e riempire vuoti, ma in realtà hanno mezzi e obiettivi non buoni per noi stessi e per gli altri.

Accettiamo che abbiamo sempre una grandissima possibilità, perché ce la dona Dio ogni giorno, ogni minuto, ogni istante: la possibilità di confrontare i nostri desideri, (anche quelli che sembrano solo impellenti e solo urgenti e buoni), con Dio, la possibilità di orientare davvero i nostri desideri, la possibilità di farci aiutare da Dio, dal nostro Papà meraviglioso, a decidere, decidere davvero, quali desideri provare a realizzare e vivere, quali desideri invece mettere nel Suo Cuore Misericordioso e permettere a Lui di rielaborarli, cambiarli, renderli un bene e non qualcosa che farebbe del male.

Essere davvero con i nostri desideri significa anche secondo me accettare di non renderli tesori, obiettivi principali e fondamentali, ma viverli come spinte ad amare di più, “incoraggiamenti” a costruire con amore, a impegnarci per costruire, e continuare a costruire e amare anche quando le cose sembrano andare solo male, anche quando ci sono problemi, dolori, imprevisti, perdite, cambiamenti che non vorremmo.

Chi ci può aiutare a rimanere nell’amare anche quando siamo delusi, non capiti, anche quando gli altri non capiscono e non accettano i nostri desideri?

Solo Dio, solo Lui.

Solo Lui ci sa rimettere nella giusta prospettiva, solo Lui sa rendere il nostro cuore un danzatore di amore anche in mezzo a ghiaccio, fatiche, problemi, perché solo Lui è davvero il nostro Tesoro… Seguire Dio e accordare e riaccordare i nostri desideri ogni volta con Lui e il Suo Amore, ci aiuta a essere più obiettivi, ci aiuta a coltivare una nostra libertà interiore, ci aiuta ad avere motivazione e forza di amare e costruire anche quando soffriamo o non si può realizzare un nostro desiderio o più desideri. Convertirci e riconvertirci a Lui e al Suo Amore, ci dona, tra i tantissimi Suoi doni preziosi, anche il dono di rendere solidi nel modo giusto i nostri desideri da sostenere, ci dona fede e coraggio di coltivare e costruire i desideri di cose buone e di amare davvero ricominciando ogni volta anche dopo sbagli, ferite, scoraggiamenti, problemi e tentazioni, dolori, chiusure.

Essere con Lui ( e spesso se ci sentiamo lontani da Lui è sufficiente anche un piccolissimo granello di senape di fede, un desiderio di volerLo nella nostra vita e nel nostro cuore, o un rimetterci ad amare anche quando  e mentre sentiamo aridità verso Dio o la vita), ci aiuta anche a smettere di usare i nostri desideri che non possiamo o non dobbiamo realizzare (perché per esempio non sarebbero un vero nostro bene e un vero bene per gli altri) per incolpare noi stessi o gli altri, per esempio quando non accettano ciò che desideriamo, e ci aiuta anche a sostenere la  nostra libertà interiore quando è buono e giusto continuare a coltivare nostri desideri di bene anche quando gli altri ci vorrebbero scoraggiare o non ci capiscono o ci ostacolano. Noi siamo creature imperfette e miste, non abbiamo in noi la saggezza perfetta per capire ogni volta come vivere i nostri desideri, che cosa farne dei nostri desideri. Lui ci aiuta anche, se Glielo permettiamo, ad avere fede e motivazione per a volte rinunciare a un nostro desiderio per noi importante per un bene maggiore, per amare meglio gli altri,  e ci aiuta a non far pesare agli altri anche indirettamente questa nostra rinuncia, perché ci insegna a rinunciare, quando è necessario per il nostro bene e il bene degli altri, per amore, un amore che rimane con una certa gioia e che non punisce, non incolpa, non giudica. Lui ci aiuta anche a comprendere e accettare gli altri anche quando desiderano cose molto diverse da noi, anche quando i loro desideri non assomigliano ai nostri, e sa, con Amore di Padre, sempre attento e Saggio, aiutarci a trovare insieme agli altri “strade” che si vengono incontro, ci aiuta a voler costruire “ponti” che tengano conto di noi stessi e degli altri e delle loro diversità. Con amore.

Quanto è bello poter essere con… davvero i nostri desideri! “Perché là dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore… (Matteo, cap 6 v 21)

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