Facilitare

 

Quanto vorremmo che gli altri e la vita ci facilitassero, rendessero più facile a volte o spesso ciò che dobbiamo fare, ciò che ci capita, e il nostro rapporto con gli altri e con noi stessi! E a volte facciamo dipendere la nostra serenità e la nostra forza da quanto avviene e da se e quanto ci viene donata questa facilitazione. Noi non abbiamo mai veramente il controllo e il “potere” sulla vita e su come sono gli altri e cosa vogliono o non vogliono davvero fare anche verso di noi,  ma abbiamo la possibilità sempre, ogni giorno, anche qui e ora, di mettere in moto e rimettere in moto ogni volta la nostra parte per facilitare noi tante cose, tanti aspetti, molti più di ciò che pensiamo e crediamo.

Possiamo sempre scegliere se facilitare o complicare ciò che siamo, la nostra vita, e il nostro rapporto con gli altri e con noi stessi.

A volte o spesso siamo tentati di convincerci che facilitare sia soprattutto sostituirci alle persone per gestire e risolvere tutto, per portarli nella nostra direzione e obiettivi, e preferiamo (per timore che gli altri non facciano le cose come le facciamo noi)  non aiutarli o accoglierli,  metterli da parte per evitare che possano agire, esprimere, fare le cose e interagire in un modo troppo diverso dal nostro: preferiamo insomma evitare la fatica e il rischio di non essere subito capiti, la fatica di dover trovare strade e soluzioni insieme diverse da quelle che ci sembrano le migliori, preferendo così escludere, allontanare, e contare solo su noi stessi: a volte associamo il fare cose diverse in modi diversi, il desiderare cose diverse, il dare importanza a cose diverse da noi da parte degli altri come un loro non volerci bene, non capirci, o come un loro essere “sbagliati”, “strani”, inferiori, testardi e ribelli nel perseguire loro modalità, abitudini, gusti, obiettivi così diversi da come siamo noi e da ciò che desideriamo profondamente noi. o crediamo che se non sono e  fanno come noi, sia un attacco a noi, un rifiuto verso di noi.

E cosi, mentre a noi sembra di facilitare una interazione, una cosa da fare, una situazione, a volte complichiamo l’interazione, perché, mettendo l’altro in un angolo e considerandolo solo incapace o troppo diverso nel fare e volere qualcosa, gli inviamo messaggi indiretti di non stima, e rifiutando che l’altro possa avere e donare idee diverse dalle nostre, desideri diversi, modalità diverse, e che possa collaborare con caratteristiche diverse dalle nostre e da ciò che noi riteniamo importante, in realtà complichiamo: mettiamo cioè distanze, a volte non evidenti, mettiamo muri, mettiamo indifferenza, anche se noi siamo convinti in quei momenti di fare finalmente bene ciò che va fatto, e siamo convinti di evitare in quei modi lentezze, problemi, fatiche nel dialogare e nel cercare punti in comune, strade che possono incontrarsi  anche quando modalità, idee, abitudini e desideri sono molto diversi.

E a volte confondiamo il complicare con il facilitare anche quando ad esempio siamo convinti che per “facilitare” i rapporti con gli altri conviene prendere scorciatoie e quindi non farci conoscere davvero, o che conviene mantenere atteggiamenti da parte nostra corretti, educati, gentili ma poco sinceri, preoccupati che gli altri possano vedere cosa davvero pensiamo di loro quando siamo arrabbiati, dispiaciuti, quando non li accettiamo perché crediamo che possono essere amabili e interessanti solo se hanno le nostre stesse idee, modalità, mete, gusti, desideri e tempi. A volte crediamo di facilitare il cambiamento di qualcuno anche usando un tono di voce e di cuore duro, teso, punitivo, giudicante, per, secondo noi, far sbrigare la persona a cambiare e accettare ciò che vorremmo,

oppure andiamo all’estremo opposto: per evitare  cioè che si creino incomprensioni con l’altro o che  veda quanto poco lo stimiamo o quanto siamo arrabbiati con lui, ci chiudiamo in silenzi pesanti, musi, o atteggiamenti molto gentili ma poco calorosi, complicando così l’interazione con quella persona, perché anche quando non vogliamo far vedere come pensiamo male di lui in  realtà in tanti modi il nostro modo di vedere e giudicare l’altro gli arriva in qualche forma, e per l’altro, come lo sarebbe anche per noi, vedere quanto complichiamo l’atmosfera e la nostra interazione con lui, diventa solo dispiacere e voglia di difendersi e nascondersi a sua volta con noi, mettendo anche da parte sua distanze e muri.

A volte secondo noi facilitare è anche, quando qualcuno ci parla di qualcun altro, in toni arrabbiati, delusi, giudicanti, allearci con lui e confermargli che si, fa bene a reagire ai dispiaceri e incomprensioni con gli altri che gli hanno fatto dispiacere trattandoli male, ignorandoli, ferendoli, giudicandoli, ma così complichiamo invece di facilitare, perché in realtà invece di aiutare la persona che si sfoga con noi a rasserenarsi, a guardare con umiltà e verità  anche la sua parte in cui sbaglia, in cui non vuole immedesimarsi per capire l’altro, contribuiamo indirettamente a guerre continue, muri, giudizi reciproci, che in qualche modo ritornano come un boomerang facendo male anche a noi, imbruttendo anche noi e il nostro cuore, invece di facilitare all’altro la possibilità di costruire ponti, il cercare di non giudicare ma parlare davvero con chi sta giudicando, invece di favorire riconciliazione e comprensione, dialogo tra le persone, empatia tra le persone.

Eppure se fossimo noi oggetto di parole, giudizi, da parte di qualcuno, vorremmo sicuramente che la o le persone con cui si sfoga su di noi fossero persone che gli vogliono davvero bene e che almeno un po’ vogliono anche bene a noi, se non altro perché vogliono davvero amare nella vita, e quindi cercare di voler bene anche a noi, e che quindi gli facilitano la possibilità di mettersi in discussione, e di aiutare la persona a farci capire dove si è sentita ferita e che comunque vuole ricominciare a costruire invece di distruggere, ignorare, vendicarsi su di noi.

C’è un modo di facilitare che può davvero facilitare: non per sostituirsi all’altro, non per deresponsabilizzare l’altro, ma per costruire davvero: come gli altri non hanno davvero il potere di cambiarci, di toglierci la libertà interiore, così anche noi non abbiamo questo potere, ma abbiamo il dono di poter, come tutti, facilitare occasioni, comprensione, interazioni più vere e più belle; facilitare rispettando l’altro, senza costringerlo o pretendere o giudicarlo male e cattivo se non fa come gli diciamo di fare. Facilitare senza deresponsabilizzare è in fondo amare, amare davvero.

Facilitare è rendersi per esempio raggiungibili, raggiungibili prima di tutto nel cuore, nella disponibilità a essere conosciuti davvero dall’altro, nella nostra disponibilità a poter e voler comunicare ciò che davvero siamo, vogliamo, non vogliamo, cosa pensiamo davvero, facilitare la possibilità anche concreta di spiegarsi reciprocamente davanti a fraintendimenti reciproci, dove ognuno è convinto di avere solo ragione e di essere ingiustamente giudicato e non capito, trattato con superficialità e poca sensibilità e attenzione.

Facilitare è anche secondo me facilitare lo scoprire da parte dell’altro che può amare anche quando vive problemi, anche quando soffre, e che anzi amare dona più pace interiore, più forza, più cambiamento nel vivere e affrontare qualcosa in modo più sereno.

Facilitare è anche “raggiungere” gli altri, l’altro, non per forza andando fisicamente da lui, ma raggiungerlo prima con il cuore, con l’empatia, e stargli accanto con amore  nei modi per noi possibili: quante volte raggiungiamo qualcuno ma poi non siamo aperti interiormente a conoscerlo davvero, e ci fermiamo all’apparenza, che per noi diventa certezza di come è, all’apparenza di cosa fa o non fa, dice o non dice, accetta o non accetta.

Facilitare è anche fare la nostra parte, che nessuno può fare al posto nostro, per farci capire più profondamente, per ascoltare e interessarci all’altro di più, in più aspetti, per dire parole vere e calorose, e fare scelte buone a con amore, costruendo prima calore per l’altro in noi, nel nostro cuore e nei nostri pensieri,

attraverso il nostro decidere di amarlo davvero, di guardarlo in modo diverso, come lo guarda Dio, con tanto amore, considerandolo prezioso anche quando sbaglia, anche quando sembra dare solo il peggio di sé. E così facilitiamo senza accorgerci anche nell’altro, negli altri, la voglia e la fiducia di guardarci anche loro con uno sguardo amorevole e non giudicante o rabbioso, con un atteggiamento e un modo di considerarci e conoscerci diverso, più empatico, più attento davvero a noi. Certo, la libertà dell’altro è la libertà anche di non reagire positivamente al bene che noi gli doniamo e costruiamo, l’altro è libero anche di rifiutare cosa gli diciamo, cosa vogliamo, come lo vediamo, l’affetto che gli doniamo, ma anche qui il facilitare noi stessi nell’accettare anche di non essere capiti subito, o apprezzati, o cercati, ci aiuta a costruire in noi più libertà più serenità, più amore, e quando doniamo amore, in qualche modo questo porta frutto, a volte frutti invisibili, ma stiamo certi che porta frutto, anche se a volte in modi e tempi diversi da ciò che vorremmo.

A volte ci complichiamo anche con Dio, quando per esempio pretendiamo che prima Dio ci risolva tutto, ci dia mille prove che ci toglierà ogni fatica e problema, e poi, solo dopo se va tutto bene allora ci fideremo di Lui e lo ameremo e lo seguiremo.

Ma ciò che in questo caso ci sembra un facilitare, e cioè credere e amare Dio solo dopo che ci ha dato tutto ciò che vogliamo, e come lo vogliamo noi, in realtà ci complica la vita, perché iniziamo pian piano a credere che Lui non esiste o che se esiste è cattivo o indifferente.

L’inquilino del piano di sotto, come lo chiamo io, il male, è sempre pronto a complicarci tutto, a farci credere che ciò che facilita complica, e che ciò che complica facilita e fa ottenere tutto ciò che vogliamo.

Facilitare non vuol dire non affrontare fatiche, imprevisti, problemi o dolori, ma vuol dire secondo me credere, scoprire e riscoprire ogni volta che si può amare, si può credere in Dio e fidarci di Lui anche durante tempeste, dolori, problemi, e che anzi solo amando  e seguendo Lui, si può vivere tutto, anche le prove dolorose della vita, in un  modo diverso, si può  ricominciare a coltivare pace interiore e amore anche subito dopo un  forte scoraggiamento, dolore, rabbia, perché non siamo mai soli in realtà.

Con noi c’è sempre Lui, sempre. Da soli non siamo capaci di capire nelle situazioni cosa è davvero facilitare e cosa è davvero complicare, dobbiamo avere una Guida sicura, che ci rispetta, che ci ama, che non ci forza, che ci conosce più di quanto noi conosciamo noi stessi e  gli altri, che sa quante risorse abbiamo perché ce le dona Lui: questa Guida amorevole e sicura è Dio. Fidiamoci di Lui, amiamo, e così anche quando dobbiamo vivere momenti e aspetti di complicazione, confusione, possiamo scoprire e sperimentare che possiamo vivere e affrontare in un modo diverso ciò che viviamo.

 

 

Tagged: abitudini, affetto, affrontare, aiutare, altro, amabili, amare, amore, anche, angolo, apparenza, arriva, aspetti, atmosfera, attenzione, bene, boomerang, calorosi, cambiamento, caratteristiche, collaborare, coltivare, complichiamo, comprensione, comune, comunque, concreta, confusione, controllo, costruire, credere, cuore, davvero, desideri, dialogare, Dio, dire, direzione, discussione, dispiacere, distanze, diverse. evidenti, diversi, dolori, donare, dopo, educati, esempio, esprimere, evitare, facile, facilitare, fare, fatica, fatiche, fiducia, finalmente, forza, fraintendimenti, frutto, gentili, giorno, giudicare, giudizi, guardare, gusti, idee, ignorare, imbruttendo, importante, importanza, imprevisti, incapace, incomprensioni, incontrarsi, indifferenza, indiretti, inquilino, interazione, interessanti, invece, lentezze, libertà, Lui, mai, male, messaggi, mete, mettiamo, modalità, modo, molto, momenti, moto, muri, musi, noi, obiettivi, occasioni, opposto, ora, ottenere, Pace, parla, parlare, parole, parte, peggio, pensiamo, perchè, persona, pesanti, piano, poco, ponti, possibilità, pretendere, prezioso, problemi, profondamente, punti in, qualcosa, quando, qui, quindi, rabbia, raggiungibili, ragione, rapporto, reagire, realtà, reciproci, ricominciare, riscoprire, sbrigare, scegliere, scoraggiamento, scorciatoie, Sensibilità, serenità, sfoga, sguardo, siamo, situazione, soli, soluzioni, sono, sostituirci, sotto, stima, strade, strani, subito, superficialità, tempi, timore, tono, tutti, Vita, vivere, voce, vogliamo, volere, volte

Articoli correlati