Il diario segreto del nostro cuore

 

“Caro diario…”, quante volte ho iniziato questa frase in qualcuno dei miei diari, di ragazza e poi di adulta. E voi? Avevate o avete un vostro diario segreto sul quale annotare tutto o ciò che più vi colpisce e le vostre riflessioni? Anche chi non ha mai scritto un diario segreto personale, in realtà ha in sé un proprio “diario” segreto:

e che cosa è questo diario, da cosa è formato?

È un “diario” giornaliero, formato da tutti quei pensieri, dialoghi interiori, riflessioni che ognuno di noi fa durante la giornata, su tanti eventi o su tutti gli eventi che vive e che succedono, e  su se stesso e gli altri.

A volte forse non ce ne rendiamo del tutto conto, ma ognuno di noi durante la giornata annota dentro di sé, e nel suo cuore, non solo ciò che succede, ma soprattutto le interpretazioni, i pensieri, i desideri che ha e costruisce su quello specifico evento, su quella specifica persona, su un dolore, problema  o una  gioia che vive e affronta. E tutti in qualche modo ci facciamo influenzare da ciò che annotiamo nel nostro “diario” segreto del cuore: ciò che ci influenza non sono tanto gli eventi o i comportamenti delle persone, o i problemi o le situazioni, ma come noi le interpretiamo, a cosa diamo importanza e a cosa no, e che significato diamo a quel particolare evento, o dettaglio, o comportamento, o pensiero.

E per bisogno di sicurezza, rendiamo le nostre interpretazioni e giudizi “sicure certezze”, verità assolute che ci dimostrano che “è così, e non può essere altro che così”.

Ma spesso, la vita e gli altri ci sorprendono, e a volte ci accorgiamo, quando siamo disponibili e aperti a comprenderlo, che spesso gli altri, anche coloro che siamo convinti di conoscere benissimo, non sono esattamente come li pensiamo noi, e che spesso la nostra sensibilità sempre molto forte, ci suggerisce, quando ha paura e viene particolarmente colpita da ciò che è diverso e poco chiaro, netto, evidente, che quella persona e quella situazione e quel  problema sono lì solo per complicarci la vita, per crearci ostacoli a ciò che vogliamo e per ferirci o rifiutarci, e che hanno intenzioni “chiaramente” ostili, e che sicuramente, se per esempio non amano fare tutto o quasi tutto ciò che facciamo noi, o non hanno sempre gli stessi tempi, desideri, obiettivi e opinioni come le nostre, allora “sicuramente” non ci vogliono bene e rifiutano “sicuramente” tutto di noi, non gli piace nulla di noi, e che quindi facciamo bene noi a non interessarci a loro, a non cercarle, a non parlargli, a ignorarle, e a non collaborare e chiedergli di partecipare, collaborare in qualcosa perché “è talmente evidente” che ci disprezzano, ci ignorano, ci rifiutano su tutto, che vogliamo difenderci dal farci vedere “deboli” perché affezionati a loro o perché vorremmo migliorare il dialogo con loro e farci conoscere davvero.

E in quei casi, nel nostro diario segreto annotiamo “non mi va proprio di conoscere davvero quella persona, di capire cosa le interessa e cosa ritiene importante e perché, non mi interessa capire le sue diversità e i suoi gusti e desideri così diversi dai miei”.

Quante incomprensioni, quanti giudizi reciproci, quanti muri mettiamo tra noi e gli altri e tra noi e i problemi e le situazioni quando ci ostiniamo a scegliere e interpretare così.

E spesso anche gli altri, per loro paure e pregiudizi, fanno così verso di noi.

Ognuno considera di fondo spesso importante ed efficace solo il proprio diario segreto personale, solo ciò che annota, e che ritiene importante e bello nel suo diario: in fondo in fondo abbiamo tutti un grande bisogno di rassicurazione, che andiamo bene così, che siamo amati e apprezzati, voluti, così come siamo, ma per cercare di avere questo tipo di sicurezza sbagliamo a volte  metodo e obiettivo: ci convinciamo che l’unico modo per avere questa rassicurazione, per avere situazioni e  rapporti con le persone chiari, belli, profondi, sicuri, gioiosi, sia….annullare il più possibile le differenze:

in teoria lo sappiamo di fondo tutti che ognuno è unico, e che le differenze e diversità sono normali, ma in pratica, soprattutto nei dettagli della vita, preferiamo darci sicurezza anche in cose tipo: “se parla e si esprime così, significa questo, è sicuro che è così. Se non fa quei gesti e non ha quelle attenzioni e altruismo per me significa sicuramente che è solo capace di egoismo, se non mi parla per primo o non mi cerca vuol dire che mi disprezza e non trova niente di prezioso in me”, e chi più ne ha più ne metta!

Cosa possiamo fare?

Una delle cose che possiamo fare è…cambiare il nostro modo di notare, interpretare e annotare nel nostro diario segreto ciò che viviamo, ciò che vediamo negli altri, nei problemi, nelle situazioni. Il modo in cui interpretiamo, annotiamo ed evidenziamo dentro di noi, sulle pagine del nostro diario del cuore ciò che gli altri fanno o non fanno, e che sono o non sono, e il “senso” delle sofferenze, problemi, imprevisti e situazioni, ci influenza in modo molto forte non solo sul nostro modo di pensare e guardare agli altri e alla vita, ma ci influenza anche nelle nostre azioni ed emozioni, per cui se annotiamo per esempio che quell’atteggiamento dell’altro e quel problema sono “segno” di quel tremendo egoismo, di una incapacità ad amare, indifferenza e antipatia, e “segno” che possiamo solo chiuderci, scoraggiarci, vendicarci, e convincerci di essere incapaci ad affrontare i problemi, allora inizieremo a comportarci di conseguenza, e a sentirci giusti se escludiamo, ignoriamo, giudichiamo e puniamo l’altro, e inizieremo a sentirci solo i buoni vittime della cattiveria della vita e degli altri.

Cosa può rendere un diario segreto del nostro cuore un diario che ci aiuta, invece di abbrutirci e convincerci che solo i nostri criteri e desideri, solo le nostre tradizioni, abitudini e valori sono quelli giusti e buoni?

Per esempio lo scoprire alcuni piccoli “segreti”, che a volte trascuriamo e non annotiamo nel diario del nostro cuore: un piccolo segreto è che…tutti, ma proprio tutti, viviamo un “misto” di bene e male, egoismo e altruismo, gioia e dolore, capacità e difficoltà  a riuscire subito in qualcosa, dolcezza e durezza, e chi più ne ha più ne metta. Questo piccolo “segreto” da annotare in ogni pagina quotidiana del nostro diario segreto del cuore, ci aiuta a ricordare per esempio che noi non siamo i buoni e gli altri i cattivi egoisti, e che noi non siamo incapaci e gli altri capaci, e viceversa. E ci aiuta anche  a poter così permettere a noi stessi di pensare agli altri e guardarli e interagire in un modo diverso. Un altro piccolo segreto è “si può sempre ricominciare, non una sola volta, ma ogni momento presente”: spesso preferiamo, per scoraggiamento o altri motivi, continuare a interagire, considerare gli altri solo in un certo modo anche per timore che “ormai” non possiamo ricominciare in altro modo, cambiando un po’ alcuni aspetti nostri di interagire. Invece possiamo.

Un altro piccolo segreto è: “anche gli altri hanno i loro diari segreti del cuore dove annotano molte cose, ma le annotano secondo la loro personale sensibilità, diversa dalla nostra, una sensibilità  che ritiene importanti a volte o spesso  cose diverse da ciò che è importante per noi, e che coglie solo alcuni aspetti e interpreta con suoi personalissimi significati. E come noi anche gli altri a volte si concentrano solo su alcuni aspetti e  si fanno influenzare da loro paure, da loro pregiudizi, da loro scoraggiamenti o bisogno di sicurezza”. Tenere presente, anche nel nostro diario del cuore, che è “normale” che tutti viviamo annotando solo alcuni aspetti che ci colpiscono, e  che nessuno possiede la capacità e la verità assoluta, né la bravura ed empatia assoluta, e  non per cattiveria, ci può aiutare a voler andare verso l’altro, verso gli altri, e a volerli capire e aiutare a cogliere ciò che non colgono di noi, e a voler capire con loro, perché fanno così, e perché noi facciamo in un altro modo, e cosa davvero è importante per loro e cosa per noi  e perché. E trovare insieme “ponti” e “strade” comuni. E ora caro lettore, prova a individuare anche tu qualche “piccolo” segreto da annotare per comprendere meglio te stesso, gli altri, e  per poter avere voglia di amare davvero, e di cambiare ciò che va cambiato, interpretazioni, giudizi, obiettivi…e  cambiare un po’ il tuo diario segreto personale  e cambiare il tuo modo di interpretare e di annotare.

 

 

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