Notifiche …dalla tua vita

Siamo tutti spesso presi dall’arrivo o invio di notifiche, in particolare quando usiamo cellulari, e anche quando diamo più importanza alle “notifiche” che inviamo a noi stessi con i nostri rimuginamenti su noi stessi, sugli altri, sulle situazioni. E in certi momenti, se siamo giù di umore o annoiati, o se non ci sentiamo visti e capiti, o cercati, tendiamo un po’ a concentrarci (o…chiuderci?) in ansiose ricerche di notifiche da parte degli altri, che ci convinciamo possano farci stare meglio, che possano  farci sentire amati, visti, cercati. Sicuramente è bello ricevere notifiche, messaggi da parte degli altri, in particolare da coloro a cui teniamo di più;  a volte  però installiamo abitudini, (costruendole noi giorno per giorno, momento per momento), dove iniziamo a sostare lungo i “bordi” della nostra vita e della nostra giornata, rimandando ciò che abbiamo da fare, evitando ogni scelta che comporta anche una fatica, ogni situazione dove dovremmo usare tempo, pazienza, maggiore attenzione, ed evitiamo o rimandiamo perché ci consideriamo già troppo  indaffarati, o arrabbiati, o scoraggiati, o sommersi da troppe preoccupazioni e situazioni. A noi sembra in quei momenti di essere pienamente nelle situazioni, ma in realtà a volte senza accorgercene del tutto, ci abituiamo a guardare ciò che accade, e ciò che viviamo, e gli altri, da “spettatori” della nostra vita, come se fossimo fermi su una collina intenti a guardare un panorama distante  e cercare di capire cosa succede e cosa fanno o non fanno gli altri, soprattutto nei nostri confronti. Preferiamo a volte chiuderci come se fossimo in una bolla di sapone, con i nostri visi bassi e lo sguardo per esempio sul cellulare, o “ripiegati” nei nostri pensieri e dispiaceri,  e non ci accorgiamo della vita che abbiamo davanti, proprio in quel momento,  da poter vivere, forse perché ci convinciamo che quello che sta succedendo davanti a noi è “banale”, non tanto importante, o che  comunque è solo uno scorrere del tempo, le solite abitudini, le solite persone, i soliti problemi….le solite cose da fare….e non ci accorgiamo che quando ci chiudiamo esprimiamo, senza volerlo davvero,  chiusura, lontananza, apparente indifferenza, che coloro che hanno a loro volta paturnie o insicurezza, (perché creature imperfette come noi, e con ferite interiori anch’esse), interpretano come un dover  “stare alla larga” da noi, mentre magari in realtà noi stiamo solo concentrandoci su un nostro problema.

Di fondo noi  vogliamo “essere con” gli altri, esprimere a loro il nostro affetto, quanto sono importanti per noi, di fondo vogliamo esserci davvero, far parte delle situazioni, dei gruppi che riteniamo importanti, ma poi….siamo a volte tentati di dirci che non è quello il momento di entrare pienamente in quella situazione, non è quello il momento di interagire, o di far capire all’altro che ci interessa ciò che è, ciò che sta facendo, ciò che vive e che per lui è importante: ci sembra più facile e rilassante metterci in un angolo, non per forza un angolo fisico di una stanza o un luogo, ma anche un angolo dei nostri pensieri, del nostro rimuginare su qualcosa, su noi stessi, sugli altri. Arriviamo a volte ad avere l’illusione che “mentre” noi ci ritiriamo nei nostri rimuginamenti e ripiegamenti, mentre preferiamo cercare notifiche, segni di attenzione da parte degli altri, (o dal vivo o tramite cellulari o altri mezzi di comunicazione), arriviamo a credere in una parte di noi che “nel frattempo”, il tempo deciderà quasi magicamente di aspettarci, di sospendersi, in attesa che noi rientriamo con tutto di noi stessi in quella situazione, con quelle persone, e invece…non cogliamo le “notifiche” che in quel momento la vita, gli altri, le situazioni ci stanno inviando, si a noi, proprio a noi, cosi come siamo, proprio a noi, anche con le nostre imperfezioni, con le nostre insicurezze e difficoltà….e a volte il nostro stare solo “ai bordi” della vita, produce una azione apparentemente“forte” verso gli altri: se per esempio ci convinciamo che quella persona, o un nostro caro, o un figlio, o gli amici “sanno già” quanto ci teniamo a loro, non considereremo importante per esempio metterci accanto a loro e interessarci a ciò che stanno facendo, a ciò che hanno dentro di loro, perché “tanto” siamo già presenti nella stessa situazione con loro, e riteniamo che basta solo esserci presenti fisicamente, ma così ci perdiamo tante occasioni per costruire più empatia, più comunicazione vera, più amore e affetto, più amicizia. A volte, se siamo scoraggiati o poco sereni, potrebbe sembrarci una fatica troppo grande entrare pienamente nelle situazioni, essere davvero con gli altri, forse per timore che se ci interessiamo davvero a loro, perderemo la possibilità di avere la loro attenzione su ciò che interessa noi, che per noi è importante, perderemo tempo …..ma è davvero così?

Perché a volte crediamo che interessarci a ciò che interessa all’altro sia solo una cosa noiosa, pesante, che ci “annullerà”?

In realtà, se decidiamo di non dar retta alle nostre paturnie e ripiegamenti su noi stessi, e se, meglio ancora, decidiamo di consegnarle nelle Mani amorevoli di Qualcuno, Dio, che sa custodirle (e sa aiutarci a rielaborarle e a renderle occasioni per imparare ad amare), possiamo scoprire che interessandoci davvero alla vita, anche quando non si esprime come vorremmo noi, scopriamo cose nuove, ampliamo la nostra capacità di interessarci e di gustare la vita e le persone, e di solito possiamo sperimentare un aumento di gioia, o di pace interiore,  un aumento della capacità di poter amare da parte nostra non prima di “essere con” davvero, ma “mentre” ci decentriamo e proviamo a guardare davvero gli altri, a interagire davvero. Forse a volte siamo tentati di credere che i dettagli, le “piccole” cose non siano importanti come mezzi per trasmettere la nostra attenzione e il nostro amore agli altri….. e a volte ci perdiamo anche la bellezza delle persone che sottovalutiamo: per esempio se vediamo una persona ripiegata su se stessa, o in un angolo, o che sembra solo chiusa e non parla, o che sembra non volersi interessare a noi e alle situazioni, o sembra non voler partecipare, interagire, non è detto che sia per forza cosi e che la nostra interpretazione sia esatta: invece di interpretare  ciò che l’altra persona  fa o non fa, vuole o non vuole, con il filtro delle nostre paure e convinzioni (convinzioni tipo “so che è sicuramente così, non vale la pena di scoprire se l’altro  ha altri motivi o intenzioni, io so intuire bene”),proviamo a mettere un po’ in discussione l’interpretazione che diamo sull’altro e i suoi atteggiamenti, proviamo  a cercare di ascoltare veramente l’altro e capire se davvero non vuole interagire perché in quel momento vuole stare per conto suo, oppure se è solo timidezza, o altro; osiamo più  gioia, proviamo cioè ad allenarci a cogliere e ad ascoltare  le “notifiche” da parte degli altri e della vita,  proviamo a non etichettare, a non giudicare, a non dare per scontato gli altri e cosa vogliono o non vogliono. E proviamo a trasmettere noi belle notifiche, notifiche che costruiscono, dialogano e parlano con l’altro anche per comprenderlo e farsi comprendere e non ne parlano alle spalle, che mettono pace, che vanno incontro, che accolgono e ascoltano….

Caro lettore, non perdiamoci la bellezza dell’”essere con”, scegliamo di amare, anche quando non siamo amati, o non siamo visti o capiti, scegliamo di esserci davvero …con tenace umiltà, con il ricominciare con amore ogni volta, e ogni volta che non cogliamo le notifiche della nostra vita…ricominciamo, perdoniamo noi stessi e gli altri, e ricominciamo, con la novità dell’Amore che sempre Lui, Dio, ha per noi e ci dona…

Puoi vedere la tua vita in due modi: o come una serie di scoccianti incombenze e imprevisti e situazioni fastidiose, o come una occasione continua per imparare ad amare in ogni momento presente:  e ancora: puoi vederla o come una serie di messaggi senza senso, e notifiche con cui distrarsi e allontanarsi dall’amare, o come una serie di “notifiche” che anche quando hanno in sé a volte  dolore o fatica possono essere vissute con un senso e un atteggiamento diverso e possono produrre frutti misteriosi ma reali.

E una notifica dalla tua vita, sempre presente, anche quando non la cogli subito è che ….Dio ti ama immensamente, sempre, è davvero con te. Anche ora, in questo momento.

 

 

 

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