Qualcosa che sia piccolo

 

Qualcosa che sia piccolo. Qualcosa che  sia una occasione per farci riscoprire che possiamo, possiamo ricominciare, possiamo fare qualcosa di bene e di buono, e che non c’è bisogno di aspettare immense nostre forze,  o la nostra totale serenità, la nostra perfetta bravura, o un tempo o un occasione speciale. Perché in realtà ogni istante, ogni momento presente, e ogni situazione può essere “luogo” e occasione per vivere qualcosa di bello, di speciale e importante.

Ci accorgiamo che è davvero così quando accettiamo di fare il piccolo passo di provare a fare anche ciò che a noi sembra poco, troppo poco, pochissimo.

Quando accettiamo di non aspettare tempi e situazioni perfette, o di avere prima serenità e nessun dispiacere o scoraggiamento.

Spesso infatti preferiamo rimandare ciò che potremmo già fare, cambiare, migliorare,

perché ci sembra troppo poco, troppo insignificante, poco utile ed efficace. Ci convinciamo che solo grandi scelte, grandi azioni, grandi serenità e grandi consapevolezze dei nostri talenti possano portare cambiamenti importanti e cose buone.

Ma continuando a credere così, ci perdiamo tanto, tantissimo in realtà, perché dimentichiamo che l’amore sa creare, costruire, fare bene, portare frutto già nel qui e ora, in ogni situazione, in ogni “misto” del nostro cuore, anche quando ci sentiamo  come persone “troppo poco”, o ci sembra che non abbiamo mai ciò che davvero ci serve per amare, scegliere, agire in un modo diverso, più costruttivo. E così a volte o spesso, per esempio preferiamo aspettare di avere occasioni speciali per parlare con l’altro, per cercarlo, per accogliere ciò che è, e per ascoltarlo, per fare qualcosa di bello insieme.

E così a volte rimandiamo, rimandiamo tanto. Oppure consideriamo importante, per fare pace con qualcuno, di poter fare grandi gesti di magnanimità nei suoi confronti, o che li faccia l’altro nei nostri confronti, e rendiamo insensibile il nostro cuore e la nostra attenzione a ciò che possiamo fare intanto come scelta e gesto che sembra piccolo, troppo poco, ma che come un seme nella terra sa lentamente ma efficacemente germogliare nel nostro cuore, nel cuore dell’altro, e  come azione.

In alcune situazioni non possiamo vedere subito qualcuno, avere tutto il tempo del mondo che vorremmo, o non possiamo fare ciò che di grande vorremmo fare, ma possiamo fare comunque nel qui e ora qualcosa per quella persona: possiamo pensarla con affetto, cambiando il nostro modo di pensarla e considerarla, possiamo pregare per lei, possiamo scriverle un piccolo ma affettuoso messaggio, possiamo telefonarle,

o possiamo dare anche un semplice bicchiere d’acqua a qualcuno, che come ci dice Gesù nel Vangelo è già un gesto importantissimo, di amore, che Dio non dimenticherà e ricompenserà : “E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».(Matteo 10, 42). Quando crediamo che possiamo amare e fare cose importanti e belle solo attraverso scelte grandi, cose grandi, e con temi apparentemente profondi o di un solo tema, tendiamo a sottovalutare ogni altro momento, ogni gesto, scelta, azione che potremmo in realtà fare.

In più, se puntiamo solo a cose “grandi”, e se suddividiamo il mondo e la vita in cose “grandi, importanti, speciali, per cui vale la pena impegnarsi” e “cose piccole, troppo piccole, inutili, poco importanti” . tenderemo a seguire come cosa principale il nostro orgoglio, il nostro bisogno di sentirci apprezzati, visti, il nostro desiderio di essere considerati dagli altri persone molto importanti, speciali, che sanno dare tanto di più di altri, che sanno amare e dare un bene più speciale, importante, degli altri “comuni esseri umani”.

E certo così non ci soffermeremo sul fare gesti per e con gli altri apparentemente tropo semplici, umili, nascosti, piccoli, lasciando che li facciano altri,

perché noi invece “dobbiamo” (secondo noi) concentrarci su cose più importanti, speciali, eclatanti, con se possibile effetti speciali sulla nostra intelligenza, bravura, bontà, sensibilità.

E’ molto umano, comprensibile, ci caschiamo tutti prima o poi in questa tentazione, e Dio, che è un Padre che ci ama immensamente, lo sa, e ci ama immensamente lo stesso, ed è sempre pronto ad aiutarci e cambiare i nostri pensieri, i nostri concetti di amore,i concetti di “piccolo” e “grande”, di “inutile” e “importante” perché abbiamo bisogno di convertirci ogni giorno, ogni momento, e non solo nelle idee.

Non riusciamo per ora a comunicare molto con qualcuno? O a perdonarlo interamente? Possiamo però, coltivare e valorizzare piccole grandi scelte per arrivare ad amare, comunicare, perdonare, scegliendo intanto subito, in ogni qui e ora, di pensare, decidere, fare qualcosa che ci avvicini all’amare davvero l’altro e noi stessi.  Ci sentiamo scoraggiati, o troppo egoisti, o poco bravi a fare qualcosa per e con qualcuno?

Possiamo intanto dare la nostra attenzione, il nostro esserci, il nostro “essere con” l’altro, e già questo donerà un clima diverso, migliore, e l’altro percepirà in qualche modo il nostro modo diverso di essere lì con lui. Non riusciamo ancora a risolvere una interazione con qualcuno con cui abbiamo incomprensioni?

Invece di aspettare che ci sia la totale soluzione, o la nostra totale disponibilità, o il nostro saper amare, e ascoltare, e dialogare, possiamo intanto cercare e trovare qualcosa che sia piccolo, ma non meno importante, ma che è anzi grandissimo, per comunque costruire o ricostruire un dialogo, una interazione con qualcuno, possiamo per esempio decidere di dire qualche parola che dia luce e affetto, anche se non riusciamo in quel momento a fare grandi discorsi, oppure possiamo  fare comunque un gesto, anche piccolo, di generosità e attenzione anche concreta verso  l’altro.

Senza aspettare il “tanto,  perfetto, assoluto, tutto”, perché, ricordiamoci sempre, ciò che rende speciale, importantissimo, grande, efficace, utile, anche ciò che sembra piccolo, poco, o troppo poco, è l’amare, l’amore, che sa coltivare, far germogliare, ricominciare, e sa vedere e donare e accogliere anche ciò che sembra inutile, poco importante, non degno di nota e attenzione, e sa andare al di là oltre l’apparenza del brutto, del difficile e basta, del poco luminoso o poco attraente e apparentemente poco interessante.

Consegniamo a Dio le nostre tentazioni di orgoglio e scoraggiamento, consegniamo con fede e amore a Dio anche il nostro desiderio di essere visti per il tanto che possiamo fare per gli altri, e accettiamo di lasciarGli convertire il nostro cuore, e a renderlo un cuore che ama davvero.

E se decidiamo di essere disponibili a lasciarci amare da Lui, a far passare anche attraverso il nostro amare, la nostra vita, e anche le nostre ferite, i nostri limiti, il nostro tempo, Lui e il Suo Amore, allora sperimenteremo la meraviglia e la gioia di quanto Lui ci sia e può agire anche in ciò che a noi sembra piccolo e inutile. Dio è il Dio dell’impossibile!

“ Signore, non si inorgoglisce il mio cuore
e non si leva con superbia il mio sguardo;
non vado in cerca di cose grandi,
superiori alle mie forze.
Io sono tranquillo e sereno
come bimbo svezzato in braccio a sua madre,
come un bimbo svezzato è l’anima mia.” (Salmo 130, 1-2)

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