Sei in  un infinito  Abbraccio

 

 

 

Caro lettore digitale, sei in un infinito Abbraccio.

E’ l’Abbraccio di Qualcuno che non ti lascia mai solo, anche se a volte o spesso, durante alcuni periodi e sofferenze, ti sembra sia esattamente il contrario. “Ma dov’è questo abbraccio, io non lo percepisco, sono illusioni, favolette raccontate e create per non affrontare la realtà concreta della vita, melassa e mollezze per affrontare meglio la durezza del dolore, dei problemi, di tutto ciò che non va come dovrebbe, e che fa tanto male. “, potresti forse a volte credere circa così ….

Circa così come tutti noi, come ognuno di noi, perché prima o poi, in alcune situazioni, ci sentiamo soli con noi stessi anche se circondati da tante persone, o ci sentiamo scoraggiati, sovrastati da troppe prove e problemi che sembrano caderci addosso tutti insieme contemporaneamente, come se non avessero nessuna delicatezza e pietà nei nostri confronti e nei confronti dei nostri affetti più cari. In effetti molte volte, in certe circostanze della vita interiori ed esteriori, sembra davvero che tutto ci sia tranne un abbraccio, e per di più un infinito abbraccio. Eppure….

Eppure sei in un infinito Abbraccio, e siamo tutti, ognuno in modo particolare, speciale e unico, in un infinito Abbraccio.

Perché non è un abbraccio umano, che va e viene, che a volte dipende dall’umore degli altri, dai loro problemi e egoismi, e chiusure, o da quanto siamo buoni e bravi noi,  ma è un Abbraccio che proviene da Colui che sempre ti ama, da Colui che non si distrae, non ti fa meritare la Sua attenzione, ma è con te, è vicino a te, ti “circonda” dolcemente e fortemente con il Suo Amore, la Sua Tenerezza, la Sua Pace e Gioia.

Spesso forse capita anche a te, come a me, come a ognuno di noi, di credere fortemente che la serenità, la gioia, la possibilità di amare e affrontare dipendano da ciò che succede, e solo da ciò che non ci fa troppo male, oppure da quanto tempo abbiamo, o da come ci sentiamo, e da cosa possiamo ancora fare o non possiamo più fare; oppure crediamo che dobbiamo meritare attenzione e amore anche da Dio e che ce li darà solo se  saremo “brave persone”, serie e impegnate, piacevoli e intelligenti, preparate, concrete e “buone”, che aiutano sempre gli altri…

Ma è davvero  così?

vorrei proporti alcuni spunti per provare a vedere quali sono gli aspetti del tuo cuore e della tua vita sui quali credi e senti che non ci può essere questo “abbraccio”, perché se ci fosse, per logica, secondo te non dovresti vivere cosi tante situazioni complicate, difficili, dolorose, non chiare, faticose…

e quando pensiamo cosi è facile, facilissimo incolpare tutti, incolpare anche noi stessi,  incolpare quella determinata persona che ci impedisce secondo noi di avere ciò che vorremmo, di essere sereni, e di incolpare  la vita, gli altri, ciò che succede o non succede, incolpare perfino Dio, che non agisce come vorremmo, che ci lascia nella sofferenza a volte anche se Lo preghiamo, che sembra non interessarsi a noi…e che non cambia ciò che desideriamo tanto cambiare, in noi, negli altri, nelle situazioni intorno a noi.

Ma che Dio è un Dio che pretende di abbracciarci senza toglierci dai problemi, spesso senza neanche farsi percepire vicino e presente, e che è così lento ad aiutarci?

Ma … .siamo proprio sicuri che sia così?

C’è qualcosa che non quadra: infatti se seguiamo e mettiamo in pratica il Suo modo di Amare, l’Amore come lo intende Lui, rifioriamo, ci nasce una certa pace e libertà interiore nel cuore, cambia il nostro sguardo verso noi stessi, la vita, gli altri, le situazioni, e verso Dio. Ma poi non riusciamo a capire e accettare che questo stesso Dio osa lasciarci nei guai, permette che ci sentiamo a volte soli, o devastati dal dolore, o impotenti e scoraggiati…

E allora a volte sorge un dubbio, soprattutto nel mezzo della crudezza del dolore e delle fatiche: ma è tutta una favola illusoria che siamo amati da Dio, che ci tiene in un infinito Abbraccio, vicino al Suo Cuore, nel Suo cuore, o è tutto vero? solidamente vero?

Oppure…

Oppure c’è un’altra spiegazione a queste apparenti contraddizioni da parte di Dio e della vita: forse non è l’Abbraccio del Suo Cuore e del Suo Amore che manca, ma…manchiamo noi o una parte di noi;

mi spiego meglio: se noi siamo, in una parte di noi, in fondo in fondo, convinti che siamo amati  e forti solo quando ci va tutto bene, che siamo considerati da Dio e aiutati solo se usa determinati modi e “strade”, e circostanze,  e che l’unico modo per sentirci amati da Lui è non avere problemi, imperfezioni, fatiche, dolori, allora….crederemo presto di più, molto di più alla prima sensazione di disperazione o scoraggiamento che, in quanto esseri umani, tutti prima o poi o in alcuni momenti o periodi della vita sperimentiamo, e lo sperimenta anche chi dice convinto a se stesso e agli altri che lui sta sempre bene, che non arriva mai a sentire sentimenti troppo “brutti”, intensi in senso negativo tipo forte rabbia, scoraggiamento buio, disperazione.

Caro lettore, sei in un infinito Abbraccio, anche quando non te ne accorgi e ti sembra impossibile quando vedi  quante difficoltà stai affrontando, quante paure e stanchezze, quanto dolore.

Certo, il male è male, il dolore è dolore, e fa male, fa tanto male, fa soffrire tanto. Ma contemporaneamente a questo, esiste una “strada”, che forse non frequentiamo sempre o spesso, che ci fa intuire che anche nelle peggiori situazioni e problemi te, io, noi tutti, conserviamo, anche quando non ci sembra, una certa libertà interiore, a volte anche piccola perché schiacciata da grossi dolori e problemi, ma c’è…

la libertà interiore che intendo è la libertà interiore che ci permette di scoprire che è vero, che siamo sempre in un infinito Abbraccio, e la possiamo cogliere o intuire di più quando  scegliamo di usarla, non solo quando siamo sereni, non solo quando veniamo capiti, voluti, cercati, inclusi, amati, ma…sempre, anche qui, ora, nel punto esatto del tuo cuore e della tua vita in cui sei….

Davanti alla concretezza della vita a cosa può servire credere che sei in un infinito Abbraccio?

Può essere importante e utile per credere e scoprire che, in quella stessa situazione in cui sei e ti trovi, puoi scegliere di agire, e guardare tutto  in un modo diverso. Puoi scegliere di smettere di sentirti  completamente impotente e che non puoi fare nulla per migliorare , anche se a te sembra poco, una situazione esteriore o interiore.

Puoi smettere di sentirti e crederti “vittima” di un “complotto” della vita che sembra farti accadere ogni imprevisto, dolore, problema tutto apposta per schiacciarti, per devastarti, per convincerti che niente vale la pena e che non ce la farai mai a stare in una maggiore serenità. Capisco che a volte è davvero difficile cambiare il proprio modo di voler affrontare una o più situazioni, sia perché sembra più comoda e conosciuta, sotto il nostro controllo, l’abitudine a reagire scoraggiati o arrabbiati a una situazione, sia perché certe volte e certi periodi sembra che tutto, ma proprio tutto accada per farti perdere speranza, forze, spazio e tempo per ricaricarti, per distrarti, per sperimentare una forma di serenità e pace, soprattutto quando ti accadono imprevisti, problemi, intoppi, ostacoli da ogni parte.

Eppure sei, anche in quelle situazioni cosi dure e dolorose, in un infinito Abbraccio.

Anche quando esteriormente non cambia niente, anche se sembra tutto peggiorare, anche se ti senti solo e gli altri non ti capiscono o non ti aiutano. Uno dei modi in cui puoi intuire questo Abbraccio, è la possibilità che hai sempre, nel tuo cuore, di ribaltare il tuo atteggiamento di fondo e …provare ad amare e  accorgerti di quanto amore disponi in te, che è sempre pronto per essere vissuto e donato, ti “abbraccia”, ti fa scoprire e vedere che hai già l’Amore in te, non hai bisogno di mendicarlo a qualcuno, non hai bisogno di  sentirti cattivo, incapace, irrecuperabile.

Puoi attingere a questo Amore donandolo, donandolo anche quando non capisci, anche quando soffri dentro te, anche quando vorresti fuggire da una situazione che ti costa fatica, anche solo perché per amare davvero è necessario che rinunci a quella parte di te che vorrebbe prendere l’altro, la sua attenzione, tutta per te, anche quando per amare davvero ti accorgi che è importante che rimani accanto all’altro, e gli doni vicinanza, empatia, anche quando non ti ricambia, anche quando non vede quanto gli vuoi bene, anche quando non ti dà ciò che vorresti, anche quando hai bisogno di “risintonizzarti” con lui in una frequenza diversa, che non sia egoismo, o anche quando hai voglia di  dargli il meglio di te con l’obiettivo principale di attirarlo a te, e invece intuisci e credi che  devi ( e puoi) amarlo gratuitamente,  per il suo vero bene, per donarti all’altro, per costruire insieme all’altro un bene più grande, più vero, più forte.

A volte forse sei tentato di non donare te stesso, la tua empatia, vicinanza, gioia, attenzione all’altro per timore di non saper amare, per timore di essere rifiutato, per timore di costruire vicinanza, per timore di essere “invaso” o senza più tempi e spazi per te, e così forse preferisci non andare per niente verso l’altro, rinunciando al bene e al dialogo che in realtà potresti costruire, senza importi, ma senza neanche decidere a priori che l’altro non vuole dialogare con te, che non ti capirà, che ti ferirà e apposta.

Sei in un Abbraccio infinito, chiedi a Colui che sempre è accanto a te e  ti abbraccia, Dio, la voglia e la gioia di amare, di credere davvero che sei amato, e che puoi amare, cosi come sei, e che puoi rendere anche le tue ferite e problemi, anche i tuoi dolori e fatiche, un “dono” per gli altri, che misteriosamente arriva agli altri e all’altro e “trasporta” e fa circolare  amore.

Non è la sofferenza,  o la fatica,  o una situazione difficile a essere dono per l’altro, ma l’amore che cerchi di metterci e il rendere dono per l’altro ciò che offri a Dio per amore, come preghiera, chiedendoGli di trasformarla in amore dono per gli altri: io ho sperimentato tantissime vote nella mia vita che questa forma di dono arriva veramente, come preghiera speciale, all’altro, e tantissime volte è “arrivata” anche a me da parte degli altri.

Umanamente sembra assurdo che ogni cosa che viviamo, gioia e dolore, possa essere trasformata in dono, ma nella logica dell’Abbraccio infinito, puoi credere e arrivare a volte a sperimentare che invece è proprio così. Sei in un Abbraccio infinito, e puoi, (anche quando non lo credi razionalmente e umanamente possibile), gustare quell’Abbraccio anche se non lo vedi concretamente, e anche imparando anche tu ad “abbracciare” gli altri.

Per abbracciare intendo non solo abbracciare con un abbraccio fisico, ma intendo di fondo imparare a guardare gli altri, anche i nostri cari, anche chi non capiamo e che di solito guardiamo con rabbia, dispiacere per il male che ci ha fatto o ci fa, con uno sguardo diverso, con una decisione diversa, non più di giudizio o interpretazione “certa”(certa secondo noi)  che abbiamo ragione perché “è evidente il male che fa l’altro e le sue intenzioni”, ma con un abbraccio  interiore, con la voglia di costruire dialogo e “ponti” con quella o quelle persone, decidendo dentro di noi di non farci scoraggiare o chiudere da quali reazioni avrà l’altro, da se ci amerà o ferirà, ma dal senso che ha anche lui come persona, che anche se non sembra è un dono in qualche modo anche per noi, e noi per lui. Come possiamo fare, caro lettore digitale, per avere voglia di abbracciare l’altro  già nel nostro cuore quando ci sentiamo proprio tanto feriti, esclusi, non capiti , non voluti o amati? Perché dovremmo fare questa fatica quando ci è più comodo dare il meglio di noi solo a chi ci ama e ci stima?

Per due motivi principali: perché ciò che doniamo o non doniamo all’altro , se lo amiamo o no è come un boomerang, e prima o poi fa male anche a noi se decidiamo di ferire, punire, non perdonare, escludere e ignorare, e perché ce lo chiede Lui di amare davvero, Lui,  Dio, Colui che è l’Unico che conosce davvero il cuore degli altri e il nostro fin nel profondo, dove non arriva nessuno, ed è l’Unico che sa davvero quanto l’altro è prezioso, e quanto lo siamo noi, e lo sa talmente tanto che ha deciso di “nascondersi” anche dentro coloro che non sopportiamo istintivamente, anche dentro  coloro da cui ci sentiamo giudicati, non capiti, esclusi, non amati e non considerati, e che giudichiamo. E questo è un ottimo motivo per avere voglia o almeno tentare di avere voglia di amare anche coloro che non ci piacciono o ci feriscono: per amare Lui in loro, e per poter cosi riscoprire di più quell’Abbraccio infinito, che c’è sempre per noi, anche quando ci rifiutiamo di amare, perdonare, capire, andare incontro, dialogare, perché non dipende da quanto amiamo e se amiamo, ma da quanto ci ama sempre Lui, da sempre e per sempre.

Quando non amiamo ce ne accorgiamo meno, ci chiudiamo allo scoprire che davvero siamo abbracciati con tantissimo Amore da Dio, ma quando decidiamo di amare comunque, decidendo di metterci anche il nostro  cuore e non solo una facciata formale, da “brave persone educate”, allora misteriosamente ma realmente sperimentiamo come un boomerang tanta gioia, o  a volte anche solo pace e libertà interiore, contemporaneamente a volte a fatiche, dolore, scomodità,

e soprattutto ritroviamo in noi quell’Amore possibile, quella dolcezza e tenerezza possibile anche in noi e tramite noi, quel Dio che tanto ci ama e che ci abbraccia, ci tiene per Mano, ci perdona, ci aiuta, non ci molla mai. Abbiamo un Padre meraviglioso, preghiamoLo, ascoltiamoLo, parliamoGLi, crediamoGli anche quando non fa ciò che diciamo e che vogliamo noi, anche quando non fa sparire i problemi, ma vuole e sa  cambiare e trasformare  il nostro cuore, se glieLo permettiamo, anche “durante” i problemi che viviamo,  Lui, il nostro Papà Buono, ci dona un Amore  che ci aiuta, e questo Amore rimane anche quando sentiamo solo aridità, rifiuto di Dio, paura, ed è sempre pronto a farsi ritrovare da noi. Perché c’è, è vero.

Da quanto tempo non sorridiamo più a noi stessi o agli altri di cuore? da quanto tempo non ci interessiamo, esprimendolo anche esteriormente, all’altro, a come sta, a cosa vive, al perché agisce in un certo modo,  di cosa ha bisogno, anche a chi non ci cerca, non ci telefona, non ci parla? Da quanto tempo non amiamo senza farci influenzare se gli altri ci salutano o no, ci amano o no, ci danno ciò che vogliamo o no? Sembra umanamente assurdo e inaccettabile amare anche chi non ci parla,  chi non ci ascolta, eppure nella Logica di Dio è questa la strada per amare davvero e realizzare noi stessi davvero, smettendo di decidere noi cosa è realizzarsi, (anche perché alla prima perdita di ciò a cui ci attacchiamo rischiamo di scoraggiarci tantissimo), smettendo di decidere noi cosa è amare e chi trattare bene e chi no.

Caro lettore, sei in un Abbraccio infinito: la tua tenerezza è un dono unico e speciale che solo tu puoi donare cosi agli altri, con le tue specifiche caratteristiche. Il tuo modo di sorridere, è unico, e solo tu puoi donarlo all’altro in questo specifico modo che è tuo, e che nessun altro ha come te, perché sei creato unico, come ognuno di noi, unico e prezioso. Il tuo modo di ascoltare davvero l’altro, cercando di capire le sue ragioni e ciò che per lui è importante, e le sue difficoltà e gioie, è unico e utile. Il tuo modo di dialogare, il modo in cui puoi dire parole costruttive, buone, che abbracciano, è solo tuo, speciale, e va usato anch’esso se vuoi amare davvero, concretamente. Tutto di te è un talento che puoi usare, anche i tuoi difetti, limiti, ferite, se li accetti con umiltà tenace, ricordando sempre che non sei perfetto e non sei Dio, e se li dai ogni giorno a Dio , accettando di  farglieli usare per far passare anche tramite te  il Suo Amore agli altri, e far emergere in te più pace interiore, più libertà interiore, più serenità e gioia.

Sei in un Abbraccio infinito, e puoi amare. Anche ora. E quando sperimenti che non vuoi, non ce la fai, sei scoraggiato, prova a chiedere aiuto a Dio, e rimettiti il prima possibile ad amare, anche in gesti piccoli, piccolissimi, che sembrano poco e invece contengono semi di costruzione, amore, eternità. Sei in un Abbraccio infinito, sei amato, tanto tanto amato. Sempre…

….(questo mio testo nasce  con una dedica speciale ai miei genitori, Vincenzo ed Elena, che mi hanno amata e fatta crescere in questo infinito abbraccio, e continuano ad amarmi anche da Lassù, con il loro infinito abbraccio, abbracciato e abbracciati  dall’Infinito Abbraccio di Dio…)

 

 

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