Soffermarsi

Qualche giorno fa, mentre ascoltavo una persona parlarmi e descrivermi argomenti di cui non conoscevo quasi niente, mi sono accorta che … erano argomenti su cui non mi soffermo quasi mai.

Dopo un primo momento in cui mi sono sentita quasi “superficiale” (frutto  forse della mia autostima non proprio enorme) e quasi inferiore nel non essermi  quasi mai soffermata con l’attenzione e il tempo  su alcuni argomenti, e dopo essermi un po’ arrabbiata con me stessa per aver perso a volte tanto tempo in distrazioni o altri argomenti o rimuginamenti invece che nello scoprire e approfondire cose belle, tra cui le bellezze della natura, e tanto altro, ho iniziato a comprendere un po’ di più che …

stavo cascando, con il mio giudizio su me stessa in quel momento,  nello stesso giudizio (che a volte ho avuto e ancora ho di tanto in tanto) sull’umanità, e cioè la mia tentazione di suddividere le persone, non sempre ma a volte, in due categorie: le persone “profonde”, capaci di grandi riflessioni, sentimenti, capacità di empatia ecc, e le persone “superficiali”, che non riflettono sui grandi temi della vita, e che vivono tutto (secondo me) con poca profondità ed empatia, senza guardare oltre le apparenze degli altri e delle situazioni.

 

Ritrovarmi in quel momento nella situazione interiore di sentirmi e vedermi io come “superficiale”, è stata una stupenda occasione per me per soffermarmi su alcune cose che non avevo capito o che non avevo ancora voluto vedere meglio: ritrovarmi in una “etichetta”, data addirittura da me stessa a me stessa, di “superficiale”, è stato da una parte doloroso, ma dall’altra mi ha “aperto” orizzonti nuovi sul poter comprendere e sul non giudicare;

istintivamente mi sono intanto ribellata al giudizio che stavo dando su di me, iniziando a ripescare alcune mie caratteristiche e scelte che mi confermavano il contrario, e cioè io “non sono” superficiale interamente, sono anche capace di soffermarmi, approfondire, riflettere, ecc.  in più, ho provato a cercare alcuni dei motivi per cui fino a quel momento non mi ero quasi mai soffermata su alcuni argomenti, situazioni, e anche su alcune bellezze del Creato e delle situazioni;

e ho scoperto che in me ci sono contemporaneamente più motivazioni: a volte la fretta o preoccupazione di sbrigarmi a usare il mio tempo solo per obiettivi o cose che secondo me sono più urgenti di altri, il mio timore di non saper conoscere, imparare, il mio concentrarmi troppo su me stessa e sui desideri che voglio realizzare presto, la mia impazienza, la mia paura a volte di non saper essere brava ad approfondire, soffermarmi, imparare, e tanto altro.

E poi ho “allargato” questa mia riflessione anche verso gli altri, e ho iniziato a sorridere teneramente con me stessa dicendomi che anche gli altri, forse con paure motivazioni e frette diverse dalle mie, non sono superficiali davvero, nonostante a volte alcuni atteggiamenti e scelte che potrebbero farmi credere questo, ma come me sono spesso concentrati su altro, forse a volte hanno timore a soffermarsi o soffermarsi troppo perché forse hanno in sé dolori, problemi e pesantezze che preferiscono non guardare bene temendo di soffrire troppo, e si dedicano a cose e argomenti e scelte che in qualche modo sono occasioni per “distrarli” dai loro pensieri, dolori e rimuginamenti.

Oppure che semplicemente preferiscono concentrarsi e dedicare tempo ed energie a situazioni e argomenti diversi da quelli a cui darei io tanto tempo ed energie da usare.

E ho ricapito, perché ho bisogno a volte di riscoprirlo e ricapirlo ogni giorno, non un solo giorno, che nessuno di noi “è” superficiale, ma ognuno di noi forse a volte ha la tentazione di scegliere anche di non soffermarsi, di non approfondire, di non guardare davvero in se stesso, per tanti e tanti motivi e paturnie.

Forse a volte ognuno di noi ha qualche aspetto “superficiale” da cambiare accettandolo prima come normale imperfezione, e devo dire che scoprire o meglio riscoprire anche in me alcuni lati “superficiali”, dopo un po’ di delusione con me stessa, subito dopo sono stata contenta, si, contenta di accettare in me imperfezioni che a volte giudico male negli altri, e allora mi sono sentita più umana e più capace, nell’accorgermi che anche io ho lati a volte superficiali, di essere raggiunta dall’Amore e dall’Aiuto Misericordioso di Dio, di quel Qualcuno che mi ama sempre, anche con tutti i miei lati non belli.

Penso che a volte non soffermarsi sia anche una scelta buona, quando per esempio si sceglie di non soffermarsi troppo sul male che qualcuno ci fa e scegliere invece di rimettermi subito ad amarlo gratuitamente, oppure di non soffermarci su cose non importantissime o urgenti, e quindi saper dare giuste priorità alle situazioni e alle scelte.

 Ora vorrei imparare un po’ di più a soffermarmi su tutto ciò che è bene e bello, consapevole che non potrò e non riuscirò sempre e in tutto a soffermarmi e riflettere e approfondire, ma consapevole anche che l’importante forse non è quanto sono brava a usare  profondità  e attenzione a tutto, ma quanto, nonostante le mie superficialità e limiti, sono amata da Qualcuno, e quanto, con il Suo Aiuto, posso amarmi e amare gli altri cosi come sono, anche nelle loro paure e “superficialità” apparenti…

Articoli correlati