Stare  nella bellezza

Qualche tempo fa stavo camminando in un bosco di montagna con mio marito e mio figlio, e mentre camminavamo osservavo il panorama, e rimanevo colpita dalla bellezza dei fiori, degli  alberi e delle piante che erano lungo il cammino: fiori molto belli, vistosi, evidenti.

A un certo punto, mentre con mio figlio guardavamo in basso l’erba e i sassi ai bordi del sentiero, mi sono accorta di un piccolo, nascosto fiore, un fiore con sfumature blu e violette, che emanava tutta la sua bellezza … e sono rimasta estasiata da tanta bellezza e umiltà contemporaneamente.

Una mia prima riflessione guardando quel fiore è stata su come quel fiore, con grande tenacia e gratuità, emetteva bellezza e il suo colore intenso pur essendo nascosto, in basso, difficilmente trovabile a prima vista, praticamente facilmente ignorato da tutti, per il semplice fatto che, a differenza degli altri fiori e piante che erano evidenti lungo il sentiero, per scoprire e vedere quel fiore bisognava sforzarsi di guardare in basso, bisognava sforzarsi di cercare tra l’erba e in un punto che di solito sfugge dalla possibilità di essere trovato e cercato.

E sono rimasta colpita da come quel fiore, pur non essendo in “prima fila”, pur non essendo trovabile e visibile facilmente, continuava a donare bellezza, gratuitamente, senza scoraggiarsi, senza aspettare prima di essere visto, considerato, senza essere trovato o ammirato. Gratuitamente. Senza chiedere niente in cambio, senza dipendere da se e quanto le persone lo vedevano e lo apprezzavano. Quel  fiore aveva deciso di “stare” nella bellezza. Quel fiore non rinunciava a donare bellezza e gioia, a “essere con” Qualcuno che continua a renderlo bello nonostante tutto.

E ho pensato a quanto ognuno di noi a volte o spesso è tentato di “stare” nella bellezza con se stesso e gli altri solo quando è facile, solo quando la bellezza si vede subito ed è evidente.

Che ne facciamo della nostra bellezza e della nostra capacità di amare? della nostra gioia e dei nostri talenti? Li mettiamo in un “archivio” per usarli solo nelle (secondo noi) migliori occasioni o quando siamo sereni e le cose vanno bene? Che ne facciamo delle nostre “ferite” dolori, difetti e limiti? Li usiamo per diffondere lamentele, per vendicarci, per punire e pretendere, per creare “muri”, durezza, lontananze, o li usiamo per “stare” lo stesso, con amore, nella bellezza di fondo che sempre abbiamo? E per renderli “strumenti” per far passare amore, umiltà, vicinanza e comprensione? Li usiamo per intuire e “cogliere” tenacemente con amore e fiducia la bellezza (e  il bene, i talenti,)  negli altri anche quando fanno di tutto per dare il peggio di sé?

A volte è difficile  forse avere voglia di credere nella nostra bellezza e amorevolezza di fondo, soprattutto quando in noi vediamo e scopriamo con meraviglia e un po’ di  dolore  e delusione tanti difetti, egoismi, lentezze,  tante ricadute in sbagli, e quindi forse siamo tentati più di disprezzare noi stessi o “nasconderci” per timore di essere a nostra volta disprezzati, rifiutati, non amati.  E spesso facciamo così anche con gli altri: davanti a problemi, difetti, sbagli, lentezze e diversi gusti e idee degli altri siamo tentati di credere che è più facile e più “sicuro” considerarli cattivi, sbagliati o strani, indifferenti o addirittura quasi irrecuperabili, e non proviamo neanche a credere che anche in chi non è come vorremmo, anche in chi ci fa dispiacere o non ci capisce o ci esclude, c’è tanta, ma proprio tantissima bellezza e possibilità di bene, non per merito suo, ma perché Qualcuno, Dio, lo ama immensamente con gioia come ama immensamente con gioia  ognuno di noi, personalmente. Se consideriamo i meriti nostri o degli altri tendiamo ad allontanarci dalla bellezza che è in noi e negli altri anche perché ci riempiamo di giudizi, paure, certezze granitiche, scelte che evitano il dialogo, ecc.

ma se iniziamo a scegliere la novità del cambiare logica e prospettiva, se decidiamo di fare come quel fiore blu violetto, che rimane nella sua bellezza anche se non valorizzato dagli altri e che continua ad amare donando bellezza e gioia così com’è e nel punto esatto in cui è, allora possiamo riscoprire molta più bellezza in noi e negli altri … perché allora il nostro criterio di quanto una persona ha valore o ha  meriti o bellezza non dipenderà più da quanto  e se quella persona  fa vedere il suo valore o da quanto poco sbaglia, ma il nostro criterio di bellezza sarà … Dio che ama e sa far  rimanere  ognuno di noi nella bellezza e nell’amare anche mentre siamo “mischiati” a dolori, sbagli, bruttezze o egoismi. Perché Lui è il Dio dell’impossibile …

 

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