Fratello   buio

 

 

Il  buio che effetto ci fa? E non parlo solo del buio fisico, della notte, ma anche del buio del cuore: ci sono certe volte, certi periodi, certe situazioni o difficoltà in cui ci sembra che l’unica realtà sia il buio, un buio fitto, vuoto, che toglie speranza.  E vorremmo sempre avere e vivere in noi, nel nostro cuore e nella nostra anima, solo soli infiniti, panorami infiniti, luce e bellezza, solo il bene e solo ciò che ci fa bene.

E a volte siamo tentati  di credere che, per essere accettati, amati da Dio, “dobbiamo”  essere splendenti, di ottimo umore, arriviamo a pensare e credere che solo se e quando ci sentiamo e ci crediamo buoni, perfetti, o sereni, “allora” potremo ricevere in dono da Dio la Sua Vicinanza, i Suoi “premi”, la Sua attenzione, il Suo Aiuto, in una parola, il Suo Amore. E a volte siamo tentati di crederlo anche riguardo agli altri: e cioè solo se siamo “decenti” e di valore come persone (secondo i nostri personalissimi criteri che a noi sembrano sempre unici e universali), solo se siamo bravi in qualcosa o in tutto, solo se non facciamo vedere mai agli altri quando siamo dispiaciuti, arrabbiati o non d’accordo su qualcosa, solo se sappiamo rallegrare gli altri o sappiamo essere simpatici, allora gli altri ci ameranno, ci includeranno, cambieranno verso di noi. Così però, più temiamo il buio, più odiamo  il buio delle imperfezioni, (il buio che è il contrario della  luce e che a volte si annida nel nostro cuore e nella nostra anima, il buio che quindi secondo noi  farebbe vedere agli altri di noi, in certi periodi o situazioni, solo secondo noi il peggio di noi, i nostri limiti), più in realtà aumentiamo senza accorgerci quel “buio”  in noi, perché più nascondiamo noi stessi a noi stessi e agli altri, più ci scoraggiamo e ci convinciamo  che non siamo in realtà adatti a saper affrontare, amare, agire, a saper vivere e dare luce agli altri perché ci sentiamo sopraffatti da nostri  limiti, più in realtà coltiviamo buio dentro di noi e verso gli altri.

Certo, il buio è buio, il buio rimane qualcosa che non è altrettanto  bello come la luce, e che può ostacolare e scoraggiare nei nostri tentativi di sentirci amabili, sereni, capaci….

Sicuramente, però, più odiamo il buio, e più lo combattiamo con altro buio (il buio del perfezionismo, il buio dell’orgoglio  e delle vendette verso chi ci fa dispiacere, cosi secondo noi capirà quanto ci fa soffrire, il buio  dello scoraggiamento, e chi più ne ha più ne metta) e più ci teniamo lontani dalla luce, la luce che in noi c’è ancora anche se nascosta, perché non accettiamo di avere in noi quel “misto” che tutte, ma proprio tutte le creature umane, anche quelle che ci sembrano perfette e senza dolori e fatiche, hanno in sé e nella loro vita.

Guardacaso ogni volta che odiamo il buio in noi, lo odiamo anche negli altri, convinti che quando si fanno influenzare, da paure, dolori mal vissuti ed egoismo, sono allora nostri “nemici”   e iniziamo a combatterli convinti che invece stiamo solo puntualizzando, correggendo, rimproverando, e che questo secondo noi li convincerà a capire e cambiare…

e guardacaso più giudichiamo gli altri, anche solo dentro di noi, più coltiviamo la paura del giudizio degli altri dentro di noi, iniziando a farci influenzare da come ci vedranno se agiremo in un certo modo, e se saremo liberi di essere noi stessi…

Che ne possiamo fare allora del buio che a volte incontriamo, in noi e fuori di noi, e negli altri?  

Possiamo intanto provare ad accettare che anche quando vediamo o sentiamo  un po’ o tanto buio nel nostro cuore e nella nostra anima, (contemporaneamente alla luce, o quando la nostra luce sembra non esserci), noi non siamo il buio, siamo sempre noi, meravigliosi, anche quando il dolore, la sconfitta, le perdite, i problemi potrebbero farci credere che siamo troppo imperfetti e poco piacevoli o poco importanti.

Possiamo cambiare la domanda-tentazione che a volte ci facciamo nel cuore, e che risuona in noi all’incirca così: “ Se ho tutto questo buio e imperfezione in me, come può amarmi e volermi davvero Dio? E anche  gli altri, come possono davvero amarmi?” che poi fa seguire come conseguenza a volte anche un’altra domanda, non sempre consapevole: “Se quella o quelle persone hanno (esprimono) così tanto buio, cattiveria, imperfezione, come può Dio amarle? Come possono avere qualcosa di buono?”

Possiamo cambiare questa domanda, dicevo, e le domande in più che come conseguenza ci facciamo a volte anche sugli altri, con una domanda diversa: “ E perché Dio non vorrebbe amarmi se ho anche buio in me? Perché dovrei credere che mi ama solo se sono buono e solare, capace, perfetto?” che poi può avere come  sana ed efficace conseguenza e frutto buono chiederci in più : “ E perché non dovrei volere amare l’altro, gli altri, se hanno anche buio in loro, come in altre o simili cose ce l’ho anche io? E io vorrei sempre essere davvero riconosciuto, amato, anche oltre e al di là delle apparenze solo buie che a volte esprimo anche quando mi sembra di esprimere solo dolcezza e solarità”.

E insieme al cambio di domanda, che ci possiamo porre, possiamo smettere di contare solo sulla nostra idea di noi stessi, e di ciò che non va in noi, possiamo smettere di contare solo sul nostro criterio di merito, luce, perfezione, e possiamo invece deciderci a fidarci e seguire davvero quel Padre che lascia le 99 pecore nella Parabole del Vangelo per andare a cercare con amore infinito e sollecitudine,  attenzione, la pecora smarrita, che si era allontanata e si era anche smarrita e non ritrovava la strada per tornare, (Luca 15, 1-7) ,quel Padre che aspetta a braccia aperte il figliolo che se n’è andato e ha sprecato tempo, soldi, energia, capacità….(Luca 15, 11-32)

E possiamo fare come quel Padre, ricominciando a camminare anche “durante” il buio del nostro cuore, e di quello degli altri,  ricominciando a costruire e ad  amare nonostante tutto, perché sappiamo che solo così possiamo vivere la vera gioia e la vera pace, e solo cosi amiamo davvero noi stessi e gli altri.

E…possiamo chiedere aiuto a San Francesco,  per cambiare il nostro modo di vivere il buio, Francesco che sicuramente avrebbe fatto pace anche  con il suo buio, e forse lo avrà  fatto più volte, Francesco che  avrebbe chiamato il buio suo e degli altri, “Fratello buio”, non solo dandogli un nome, ma impegnandosi, momento per momento, giorno per giorno, a rendere il buio non più un nemico, ma  rendendolo addirittura un fratello, parte di ciò che lui era ed è, parte della vita sua e del suo cuore e della vita e del cuore degli altri, e sapendo che il buio è sempre e solo una parte, non è mai, mai il tutto del cuore e della vita di una persona, di noi e degli altri.

E iniziando a “combattere” il buio non più come nemico ma come fratello che non deve influenzarci e comandarci, chiedendo aiuto a Dio e lasciandoci aiutare da Lui,   allora la nostra luce riprende e riprenderà a dare luce, prima di tutto a noi stessi, anche nel buio, perché ricordiamoci sempre che nel buio, ci sono anche, sempre,  le stelle splendenti…..

 

 

 

 

 

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