La  gioia della  Misericordia

 

Che c’entra la gioia con la misericordia? Cosa vi fa pensare la parola “misericordia”? a volte la misericordia ci sembra qualcosa di un po’ stantio, qualcosa che potrebbe indebolirci, farci sembrare ingenui, poco furbi, e potrebbe farci sembrare, prima di tutto ai nostri occhi, e poi anche a quelli degli altri, poco forti, e perdenti. Già, infatti, quando siamo feriti, non capiti, quando ci sembra di aver sbagliato troppo nella nostra vita, il credere a una misericordia, prima di tutto verso noi stessi, non è sempre facile.

A volte tutti siamo tentati di credere alla “bugia” del male che ci fa convincere che se abbiamo sbagliato tanto, troppo, non possiamo perdonare noi stessi, perché “ormai”… oppure ci fa credere che se, davanti a una offesa, un dispiacere, davanti a qualcosa che fa o ha fatto qualcuno verso di noi e per cui soffriamo o abbiamo sofferto, reagiamo facendo lo stesso male che ci è stato fatto, o rispondendo al male con il male, “allora” siamo giustificati ai nostri occhi e agli occhi del mondo, e “allora” solo così possiamo secondo noi essere forti davanti a noi stessi e davanti agli altri, e non dargli la soddisfazione di vederci soffrire, e dispiacerci colpiti da ciò che ci fanno o ci hanno fatto. Ma sicuramente nella nostra vita abbiamo già sperimentato che ogni volta che scegliamo, (perché è una scelta, anche se a noi sembra di poter reagire solo così perché soffriamo) di rispondere al male che ci viene fatto con altro male, con chiusura, ripicche, freddezze, parole dure e di giudizio, non solo non miglioriamo la situazione, ma  la peggioriamo. Visto che reagire al male con il male, a parte una momentanea sensazione illusoria di “forza”, di “vittoria”, di soddisfazione, non ci porta gioia, né ci aiuta a costruire, ma solo a distruggere, cosa possiamo fare?

Forse abbiamo un po’ paura a volte di scoprire davvero cosa è la misericordia.

Che cosa significa misericordia per noi?

ci sono varie interpretazioni che a volte possiamo scegliere di dare alla misericordia: per esempio la misericordia condizionata, a metà, e soprattutto la misericordia intesa come nostra bontà,

cioè un pensare e dire a qualcuno che ci ha ferito “ok ti perdono, ma solo per dovere, e in più vedi di non fare mai più ciò che hai fatto, e comunque se ti perdono non intendo che da oggi in poi continuerò a stimarti, a donarti affetto, amicizia, attenzione, ma solo che sono buono e preferisco perdonarti”… oppure, potremmo scegliere a volte una misericordia teorica: e cioè, un perdonare, un cercare di comprendere che anche l’altro, come noi, non è perfetto e può sbagliare, ma poi in pratica iniziamo a scegliere azioni concrete per cui mettiamo distanza, anche emotiva, e iniziamo a rapportarci con quella persona con una delusione di fondo, guardandola come una persona in fondo “fatta così”, poco capace, che ha cattiva volontà, e a cui bisogna dare poca attenzione, perché non ci arriva a capire che sbaglia, e quindi non merita il nostro affetto, amicizia, amore.

Ma così, senza accorgerci, a volte vestiamo il nostro sguardo, il nostro sorriso, e soprattutto il nostro cuore e i nostri pensieri con una specie di buonismo, una specie di dovere di trattare bene quella o quelle persone, senza accorgerci che così il nostro atteggiamento, il nostro sguardo, le nostre scelte e azioni fanno trasparire abbastanza chiaramente, anche se ci sforziamo di non farlo vedere, che non abbiamo davvero in noi quella empatia, quella “compassione” verso l’altro e i suoi limiti e sbagli, una compassione e tenerezza che invece vorremmo sempre ricevere nei nostri confronti, anche quando sbagliamo.

Siamo esseri umani, e a volte non è facile cambiare subito atteggiamento quando ci sentiamo feriti, non capiti, e la nostra lentezza e difficoltà a volte a scegliere la misericordia, può portare a due scelte: o a giudicare noi stessi male, e quindi a smettere di provare  a perdonare perché tanto non ci riusciamo, o ad autogiustificarci dicendoci che se l’altro/l’altra ci fa troppo dispiacere, non merita perdono.

La Misericordia può essere principalmente secondo me di due tipi: una misericordia che facciamo nascere solo da noi, dai nostri sforzi, dalla nostra volontà, dalle nostre capacità,  dal nostro concetto di chi merita e chi non merita, e che però dipende così da quanto siamo sereni in quel momento, dipende da quanto grave è ciò che gli altri ci fanno e o ci hanno fatto, e dipende da se gli altri ci chiedono scusa e cambiano oppure no, e…la Misericordia, quella che è Dio e che ci può donare Lui. La misericordia che facciamo dipendere solo dal contare solo su noi stessi e sulle nostre forze, può arrivare fino a un certo punto, e spesso potremmo essere tentati di avere belle idee di voler perdonare, in teoria, ma poi chiudiamo il cuore a ciò che abbiamo davanti, ai piccoli grandi gesti e attenzioni che possiamo donare e condividere con gli altri, anche con chi ci ha ferito, ma che, presi dall’aspettare una occasione speciale, grandiosa, in cui gli altri si accorgeranno fortemente e chiaramente quanto siamo magnanimi, evitiamo di donare e costruire, perché troppo concentrati a puntare alla “perfezione” della nostra misericordia.

La misericordia può sembrarci a volte solo una parte delle cose che possiamo fare, una semplice “aggiunta” alla nostra vita, e può sembrarci qualcosa da far entrare in azione solo quando c’è qualcuno da perdonare.

Io penso invece che la misericordia sia qualcosa di molto più ampio, credo sia un sottofondo da scegliere e vivere per il nostro cuore e per la nostra vita, prima di tutto per il nostro bene e la nostra gioia e pace interiore.

Se ci soffermiamo a riflettere, un po’ tutta la nostra vita e giornata hanno sempre  bisogno del nostro scegliere un atteggiamento di fondo di misericordia. Ogni cosa che facciamo o “dobbiamo” fare, anche cose concrete, ogni situazione che ci troviamo a vivere, ogni rapporto con gli altri, perfino il rapporto con noi stessi, possono diventare o un insieme di borbottii, rabbia, scoraggiamento, pesantezza, soprattutto davanti a  imprevisti o difficoltà che non vorremmo mai dover affrontare, oppure possono essere visti e affrontati, anche nel bel mezzo delle fatiche e prove, con uno sguardo di amore e leggerezza.

Con leggerezza non intendo superficialità, ma intendo quella leggerezza che nasce quando ritroviamo libertà interiore, quando non ci facciamo comandare e schiacciare dalla nostra sensibilità, dai nostri stati d’animo, o dal giudizio degli altri nei nostri confronti, o dal modo in cui a volte guardiamo la nostra storia di vita, la nostra vita, gli errori e i fallimenti del passato, ma quando crediamo a qualcos’altro: anzi, a Qualcun Altro, a Dio, Colui che è davvero Misericordioso, e che sa rendere il nostro cuore un cuore davvero misericordioso. Se scegliamo di non puntare il nostro sguardo solo sui nostri sbagli, sulle nostre forze, sui nostri desideri, rimpianti, rimorsi, o sul male che gli altri ci fanno o che noi facciamo agli altri o a noi stessi, e scegliamo invece di puntare il nostro sguardo soprattutto  a Dio, alla Sua Misericordia, ecco che possiamo sperimentare una gioia che convive a volte anche con i più grandi dolori, e a volte anche solo una strana pace che non dipende dalle circostanze esterne, ma dall’Amore di Dio che decidiamo di accogliere e di far “lavorare” in noi. Che differenza c’è tra la misericordia che basiamo solo sulle nostre idee e forze e la Misericordia di Dio? La Misericordia di Dio non è a scadenza, non riguarda solo se non pecchiamo più, non riguarda se sbagliamo tanto o poco o spesso. La Misericordia di Dio c’è sempre, si alimenta sempre, e vi si può attingere sempre, anche qui, ora, in questo momento,  seguendo il Vangelo, credendoci e amando come  Lui ama e come ci dice di amare, anche quando prima di amare così crediamo che sia impossibile, e invece quando lo sperimentiamo, capiamo che è vero, è davvero bello vivere e amare così.

La Misericordia di Dio non ci tiene lontani dalla realtà, con grandi e teoriche idee, desideri, buoni propositi, ma ci ancora alla realtà, anche al qui e ora, e agisce in noi e anche tramite noi, e può agire anche lì dove sembra tutto perduto o troppo brutto. La Misericordia di Dio non dipende da come ci sentiamo, da quanta sensibilità abbiamo o non abbiamo, non dipende da quanto siamo buoni, o bravi, o meritevoli, perché non si basa sui nostri meriti e bravure o bontà, né si basa sui meriti, bravure, impegno e bontà degli altri, ma è dono gratuito, reale, forte.

La Misericordia di Dio ci dona libertà interiore, sia verso noi stessi e il nostro passato e presente, compreso il futuro, sia verso gli altri, perché ci aiuta a non dipendere da come siamo, da come sono gli altri, da cosa fanno o non fanno gli altri verso di noi, ma ci aiuta ad amarli, e anche ad aiutarli davvero, anche quando sbagliano, ci aiuta perché solo se li guardiamo con amore ed empatia, possiamo davvero aiutarli, e non mortificarli, umiliarli, rimproverarli, e possiamo trovare la sincerità di dirgli ciò che vorremmo dirgli, anche quando sbagliano, perché con la misericordia nel cuore possiamo smettere di giudicare sbagliati loro come persone, e possiamo invece aiutarli con umiltà a capire dove sbagliano, come vorremmo fosse fatto a noi, con vera empatia e umiltà, senza essere trattati male o esclusi.

Una delle cose in più che può fare per noi la Misericordia di Dio, è non solo aiutare noi stessi a vedere dove sbagliamo e come cambiare e correggerci, è non solo aiutare gli altri a comprendere dove sbagliano, ma ci aiuta anche ad avere la volontà e la fiducia e stima che tutti, ognuno può correggersi, può davvero cambiare qualcosa della sua vita, di se stesso, in meglio, e possiamo avere la libertà interiore per aiutarli anche un po’ a vedere cosa possono fare, non solo cosa non devono fare, perché spesso tutti noi sbagliamo e feriamo anche perché crediamo che quello sia l’unico modo per smettere di soffrire noi, e spesso ci vogliamo imporre sugli altri, pensando che solo se loro cambiano noi saremo sereni e felici: la Misericordia di Dio ci aiuta a rinunciare a questa “bugia” di fondo, la bugia del “sarò sereno se gli altri cambiano” e ci aiuta a vedere e sperimentare che la nostra gioia e serenità non dipendono da se e come si comportano gli altri, ma da cosa vogliamo farne noi di come siamo noi, anche con le nostre ferite e limiti, e di come  loro sono, anche con le loro ferite e limiti,  e di come si comportano.

Quante cose ci sarebbero ancora da riflettere e dire sulla Misericordia di Dio! La Sua Misericordia è infinita, davvero infinita, e sempre presente per noi, e sa farci nuovi ogni momento, ogni giorno, nuovi nel cuore e nel modo di vivere e vedere le situazioni, noi stessi, gli altri, Dio stesso.

Diamoci la gioia di accogliere la Sua Misericordia, di credergLi, diamoci la gioia e la libertà interiore di accettare di credere che la nostra vera forza è rispondere e decidere  con amore, anche quando vorremmo vendicarci o punire.

Mettiamo in moto per essere misericordiosi  anche il nostro impegno, le nostre forze, il nostro desiderio di amare, ma non dimentichiamo mai che possiamo attingere un cuore misericordioso, e la gioia e pace che ne conseguono, da Dio, e da Gesù, che è Divina Misericordia. Confidiamo nel Cuore di Gesù Misericordioso, confidiamo sempre in Lui, diamogli tutto ciò che siamo, anche tutte le nostre miserie e sbagli, non teniamoceli come apparenti ricchezze che ci imprigionano, ma doniamole a Lui, felici di essere amati così come siamo, sempre.

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