La paura della gioia

 

 

…Come è possibile avere paura della gioia, paura  di essere felici?

È possibilissimo!

A prima vista sembrerebbe logico, evidente, che tutti vogliamo solo essere felici, vogliamo la gioia, ma se ci fermiamo a rivedere come viviamo durante il giorno, quali pensieri, scelte atteggiamenti e azioni scegliamo più spesso davanti a come ci sentiamo e alle situazioni, ci potremmo accorgere a volte o spesso che in fondo in fondo, nonostante la dichiarazione ufficiale che facciamo a noi stessi, e agli altri, e cioè che vogliamo la gioia, e vogliamo essere felici, in realtà…ne abbiamo paura.

Abbiamo a volte una grande paura della gioia, e senza accorgerci a volte mettiamo in atto pensieri, scelte, atteggiamenti e azioni che ci portano a costruire il contrario della gioia nel nostro cuore e attorno a noi.

Infatti una parte di noi vuol essere felice, un’altra parte ne ha paura: e quando ci convinciamo che per essere nella gioia non dobbiamo  avere contemporaneamente dolori, problemi, difficoltà e fatiche, convinti che gioia e dolore non possano convivere contemporaneamente nel nostro cuore e nella nostra vita,  allora al primo dolore, problema, difficoltà, smettiamo di coltivare un cuore gioioso e crediamo di più, molto di più al fatto che “non è possibile” stare nella gioia, non è possibile finché … finché ci sarà questo problema, questa difficoltà questo dolore, questa situazione.”

 Oppure diamo alla gioia l’etichetta di “stato d’animo pericoloso, fragile, che se poi sparisce fa stare più male, illude, e delude”, nel senso che a volte  abbiamo talmente paura che quando siamo felici, contenti, succeda qualcosa che distruggerà la nostra gioia, per chissà quale “punizione” divina o del destino, che preferiamo a volte per “prevenzione” riempirci di pensieri pessimistici, preferiamo  vedere solo il lato più angosciante e brutto delle situazioni, credendo che sia il solo modo “reale” di  vedere e affrontare una situazione, compresi problemi e dolori, e cominciamo a difenderci dagli altri, anche quando sono gentili e affettuosi con noi, convincendoci che cosi rimarremo forti, con il controllo sulle situazioni, e che non saremo imbrogliati, illusi, attaccati, resi deboli….

e così però ci perdiamo tante occasioni di accorgerci che invece se coltiviamo la gioia anche nelle difficoltà in realtà siamo in qualche modo più forti, possiamo sperimentare che anche se qualcuno ci ferisce, ci scoraggia per suoi giudizi e critiche, possiamo vivere anche i nostri momenti di fragilità di delusione, di sofferenza, con un cuore si ferito e addolorato, ma che rimane comunque saldo, di fondo, perché non appoggia il suo essere saldo a qualcuno, a cosa succede o non succede, a cosa fanno o non fanno gli altri, ma lo appoggia e lo mette nel Cuore di Qualcuno: Dio, un Padre tenero, di amorevole fortissimo Amore nei nostri confronti, anche quando non Gli crediamo o ne abbiamo paura o facciamo il contrario di ciò che Lui ci invita a fare per amare davvero.

Perché là dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore.” (Matteo 6, v.21)

A volte arriviamo a essere convinti di essere molto gioiosi e che questo si veda chiaramente, siamo convinti di  esprimere già tanta gioia agli altri, e ci convinciamo che “tanto l’altro, gli altri, lo sanno sempre e già quanto ci teniamo a loro, lo intuiscono, glielo abbiamo già dimostrato”, dimenticandoci che anche gli altri, compresi i nostri parenti più stretti, compresi gli amici, compresi i conoscenti, le persone che incrociamo ogni giorno, hanno le loro paure e ferite personali, e che a volte noi “pensiamo” che siamo contenti, che stiamo donando gioia, che ci teniamo agli altri, ma ci fermiamo lì…. Non glielo esprimiamo concretamente, o chiaramente, per timore di essere rifiutati, per timore di essere considerati troppo emotivi o ingenui, per timore che appena esprimiamo più chiaramente la gioia, la gioia…sparisca, possa essere demolita.

Eh già perché a volte gli altri, anche coloro che ci tengono a noi, sembrano fare di tutto per scoraggiarci…anche nella nostra  gioia,   e noi preferiamo a volte, paradossalmente, “accontentarli” perché intuiamo che preferiscono che noi non siamo troppo felici e gioiosi, e iniziamo a volte a “spegnerci”, a chiuderci, convinti che cosi saremo più amati , accettati, e più capiti.

E a volte anche noi, per timore della nostra gioia e della gioia che vivono gli altri, tendiamo a difenderci usando atteggiamenti per scoraggiare l’altro, gli altri, non per cattiveria da parte nostra, ma perché temiamo a volte chi è felice, realizzato, e questo ci succede soprattutto se  noi non siamo contenti di noi stessi, se siamo arrabbiati con noi stessi, se ci sentiamo meno bravi, meno realizzati, meno capaci di costruire e donare gioia; ci sembra a volte di non poter tollerare contemporaneamente vedere qualcuno felice  e guardare anche il nostro stato d’animo e le cose della nostra vita dove noi invece dobbiamo ancora migliorare, cambiare.

A volte non esprimiamo gioia con gli altri perché mentre andiamo verso di loro o siamo con loro, scegliamo di iniziare a rimuginare, scegliamo di essere principalmente attenti a cogliere ogni loro minimo segnale di rifiuto nei nostri confronti, ogni situazione e atteggiamento che ci confermi che non sono  davvero felici di vederci, che non ci amano, e che ci sono più motivi per reagire male e arrabbiarci che motivi per costruire “ponti” e dialogo, e gioia vera, amicizia, affetto, comprensione, sincerità.

E ovviamente, siccome siamo tutti “misti” di bene e male, e siamo tutti imperfetti, se puntiamo la nostra attenzione soprattutto su ciò che gli altri fanno o non fanno verso di noi, e su cosa può significare di brutto ciò che dicono o fanno, convinti che “prima devo capire cosa intende, se mi apprezza o no, e poi potrò esprimergli gentilezza, gioia, comprensione”, sicuramente prima o poi, anzi più prima che poi, troveremo e coglieremo sfumature nell’altro “negative”, non benevole, diverse da come siamo e ci sentiamo e vogliamo noi, troveremo anche egoismo, ecc,  e non perché l’altro non sia degno della nostra manifestazione di gioia , ma solo perché….come noi, è imperfetto, non è sempre al massimo della serenità, della voglia di amarci e capirci, come succede anche a noi verso noi stessi e gli altri.

Se ci soffermiamo a guardare noi stessi, gli altri e la nostra vita quotidiana, anche momento per momento, situazione per situazione, noi sempre, sempre abbiamo il libero arbitrio per coltivare gioia, o almeno, davanti a eventi drammatici, almeno un atteggiamento   di fondo che non sia solo distruttivo o disperato.

Ma…abbiamo bisogno di attaccarci alla vera Gioia, a Qualcuno che è l’Unico che sa renderci sereni, con pace interiore e gioia in qualunque situazione…Dio.

Da soli non ce la facciamo, perché se non ci immettiamo nell’amore, nell’amare vero e gratuito, tenderemo a considerare ogni nostra gioia come nostra unica  proprietà da non condividere ma  da chiudere a chiave nel cuore per non perderla, come uno dei talenti da sotterrare per paura,  tenderemo a consideraci deboli e sciocchi se esprimiamo un sorriso,  un complimento sincero, affetto, empatia, comprensione, il perdono agli altri, tenderemo a voler scoraggiare o a non evidenziare il bello e il bene che gli altri sanno già realizzare, esprimere, donare, perché ci concentreremo con invidia e dispiacere  su quanto sono bravi loro,  su quanto ci fanno rabbia, e ci paragoneremo a chi sa donare e fare cose che noi ancora non riusciamo a fare, considerandoci inferiori,  inutili in confronto a loro, convinti che o dobbiamo competere, o dobbiamo autoescluderci e non dare più il nostro contributo e collaborazione.

E tenderemo a credere che quando preghiamo Dio e Dio non cambia le situazioni come Gli abbiamo chiesto, e sembra solo lasciarci nel dolore e nella difficoltà, allora non esiste, o se esiste non ci tiene a noi ed è cattivo. E’ vero, a volte dobbiamo vivere situazioni durissime, logoranti, dolorosissime, e sembra impossibile poter avere un atteggiamento sereno in quelle situazioni, ma sicuramente Dio può e vuole raggiungerci anche in quelle situazioni, vuole e sa raggiungerci  anche nel nostro cuore addolorato, e sa e vuole donarci la possibilità di vivere tutto senza attaccarci solo a disperazione, rabbia e voglia di distruggere e ferire. PermettiamoGlielo, concediamoci la gioia di accettarLo nella nostra vita, anche nelle situazioni più dure e dolorose, permettiamoGli, con un pizzico di fede in Lui e con il rimetterci a reagire con amore, di  essere aiutati e sostenuti da Lui….

Concediamoci la profonda e solida   gioia di rimanere in Lui…

Rimanete nel mio amore.  Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.  Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.”(Giovanni 15, v 9-11)

 

 

 

 

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