Lettera al mio scoraggiamento

 

Caro  scoraggiamento,

che a volte birichino ti attacchi al mio cuore e ai miei pensieri, potresti per favore far pace con me? Dico fare pace perché mi rendo conto che a volte  con te faccio una “guerra”: per cercare, quando ti annidi nel mio cuore, di reagire, di stare meglio, cerco in tutti i modi di allontanarti, di far finta che non ci sei, di condannarti, ma così, lo ammetto, a volte diventi ancora più forte, ti nascondi  per non farti riconoscere in una nicchia del mio cuore, e poi ai miei primi tentativi di ricominciare a costruire, ad amare, a stare serena, ritorni in modo più “arrabbiato” di prima, e sembri dirmi “Vedi? Te lo avevo detto, non dovevi neanche tentare, ti avevo avvisato che avresti fallito, che non sarebbe cambiato niente,”, e tante altre “gentili”  previsioni sulla mia voglia di costruire serenità.

Caro scoraggiamento, non sarà che con te sbaglio scelta e modo di guardarti?

Infatti, quando scelgo di vederti solo come un nemico alla mia felicità, quando ti ignoro, ti considero solo un segno cattivo e da cacciare, poi a volte mi accorgo che in realtà non solo non ti ho cacciato via, ma che ti sei annidato ancora di più nelle pieghe del mio cuore e della mia vita.

Perché  a volte mi convinco che solo se sono perfetta, solo se sono sempre e solo gioiosa, costruttiva, grintosa, ottimista, allora ce la posso fare, allora posso essere forte e amata, allora posso “vincere”.

E invece no.

Invece ancora non accetto di capire il tuo segnale. E a volte, caro scoraggiamento, sbaglio con te, nel mio modo di interagire con te, anche quando, se soffro troppo, scelgo di considerarti la mia “coperta”, la mia sicurezza, e mentre mi dico che no, non è bello essere a volte scoraggiati, che dovrei subito rialzarmi, ricominciare, avere forza e grinta, ottimismo in ciò in cui mi scoraggio, in realtà in fondo in fondo preferisco affezionarmi e attaccarmi a te, preferisco etichettarmi come “scoraggiata” e assumere questo ruolo prima di tutto con me stessa, e sai cosa ho scoperto? Che quando faccio così, anche se dico che vorrei ritrovare subito coraggio e ottimismo, in realtà per timore del cambiamento, del nuovo, per timore di rischiare, e soprattutto per il timore di agire accettando anche la fatica e gli inconvenienti del rincoraggiarmi, del cambiare atteggiamento e sguardo, preferisco in fondo in fondo rimanere nella mia comfort zone, preferisco continuare a illudermi e a credere che se mi attacco a te, sarò più al sicuro da fatiche, dolori, problemi, novità…

ma caro scoraggiamento, vedo che in realtà non è così, e che anche in questo caso non accetto di capire il tuo segnale.

Caro scoraggiamento, sto capendo un po’ meglio ultimamente che se ti faccio solo la guerra per ottenere che tu te ne vada, che tu  sparisca, in realtà ti permetto di farmi male, e sto capendo anche che se mi attacco a te, come coperta, scudo, sicurezza da ulteriori prove per costruire, per ulteriori nuovi passi per amare, ricominciare, comprendere di nuovo me stessa e gli altri, in realtà ti do’ grandi poteri nel mio cuore e nella mia vita.

Caro scoraggiamento, ecco cosa ti propongo: facciamo squadra. Alleiamoci.

Non intendo allearsi per scoraggiarmi di più o per far finta di essere solo sempre forte, brava, vincente, che  se poi faccio così rischio di giudicare male, ignorare o trattare male  chi si scoraggia, chi fa fatica, chi non è bravo in ciò in cui secondo me bisogna sempre essere bravi, buoni, forti, ottimisti, ma intendo, darti un piccolo posto nel mio cuore,

sai come?

Accettando che dentro di me, come dentro ogni essere umano, convive non la perfezione di sentimenti, pensieri, paure, scelte, ma il “misto” da creatura imperfetta quale sono, e questo è così per tutti, ma proprio tutti noi.

E accettando di agire, costruire, ricominciare, amare, sorridere, interessarmi agli altri con empatia anche quando e mentre “sento” la tua presenza, anche quando vorresti darmi un po’ fastidio e convincermi che tu sei la verità del mio cuore e della mia vita.

Caro scoraggiamento, ti perdono per tutte le volte che vorresti farmi credere che sei tu la verità, che non si può cambiare e costruire niente, con me stessa e con quella o quelle persona, e ti propongo di fare squadra con me, credimi, se accetti  con umiltà e verità di avere solo un piccolo posto nella mia vita e nel mio cuore, e non un posto megagalattico, se accetti di funzionare solo come segnale che mi ricorda e mi stimola ad amare davvero, a ricominciare, a seguire Dio e ad amare e non il mio stato d’animo quando soffro, allora possiamo fare grandi cose insieme.

 

Articoli correlati