Maria, aiutami a  seguire lo Spirito Santo

Maria, sai, spesso mi succede di essere molto brava nei “pensieri”: penso cioè, che mi piacerebbe saper comunicare, amare, andare verso gli altri, essere sincera e semplice, ma  poi non passo all’azione. Vedo anche tante sofferenze intorno a me,  gente anche sconosciuta che ha bisogno dei beni materiali, e anche di uno sguardo, di amicizia, di un sorriso sincero. Vedo persone intrappolate  in routine fisse, con poco entusiasmo,   appesantite,  e chiuse nei loro silenzi e pensieri, o preoccupazioni. O persone che si affezionano più ai loro beni, a obiettivi poco importanti,  e che non sono l’amare. E altre volte mi succede anche di essere molto pratica,  portata all’azione, anzi me ne faccio quasi un vanto e mi do’ un valore perché so fare bene varie cose, contribuendo così al benessere di tutti.  Ma… a volte non mi metto molto in discussione,  non voglio guardare in  faccia le mie emozioni e i miei sbagli, anzi in alcuni momenti  considero una grande debolezza e pericolo  essere “avvicinabile”, nel senso di amorevole,  gioiosa,  affettuosa,  entusiasta, o anche  far vedere la mia imperfezione di creatura umana, perché ho imparato che è “meglio” far finta di non avere troppa sensibilità, altrimenti  sarei troppo in balia della sofferenza e della  mia fragilità.

E anche se desidero testimoniare l’Amore e la Presenza del Signore,  poi mi freno, mi dico che non è il momento adatto per me, che è meglio un’altra volta, oppure che non c’è niente di male, in fondo, a  fare sempre  tutto quello che mi va, anche  a volte cose che sono sbagliate, e che quindi fanno male agli altri e a me, ma che si presentano ai miei occhi del cuore come cose affascinanti, “giuste”, una specie di risarcimento di qualcosa che mi manca profondamente e che magari ancora non ricevo dagli altri o da una persona in particolare. Oppure se sto con gli altri mi accorgo dolorosamente che non basta essere nella stessa stanza, o fare la stessa cosa, o chiacchierare,  parlare,   per capirsi,  per amarsi accettarsi, aiutarsi e costruire qualcosa di solido e vero. Tu, Maria, che hai gustato e amato lo Spirito Santo, che sei piena di Spirito Santo, mi aiuti a capire quanto è presente nella mia vita e come mi può aiutare?

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.
Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frìgia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio»” (Atti, 2, 1-11).

Tu Maria eri lì, lì presente con loro, con i discepoli in quella casa, e hai vissuto con loro il meraviglioso  evento della discesa dello Spirito Santo su di voi.

Mi chiedo io che lingua parlo, e non intendo solo la comunicazione delle parole. Si,  perché io penso che mi esprimo già  molto chiaramente con me stessa e con gli altri.  E  a volte interpreto molto male la “lingua” degli altri.  Per esempio, cara Maria, se sono io che urlo e ho un modo di fare aggressivo o sarcastico o distruttivo mi convinco che è perché sono in ansia, preoccupata, esasperata, e che sto “solo” cercando di far capire le mie ragioni.  Ma se lo fa l’altro, verso di me, interpreto  la sua espressione dura  solo come nervosismo, stranezza o aggressività.

Oppure  mi sembra di essermi già espressa abbastanza,  di aver già fatto capire mille volte le mie esigenze, ciò che desidero e preferisco,  ciò che non mi piace e che mi ferisce. E se invece vedo l’altro silenzioso, teso, chiuso, penso che mi stia evitando apposta,  che non mi sopporta, che non mi può vedere o che chissà quanto gli sono antipatica.

E dimentico che magari anche lui sta usando un linguaggio difensivo ed è anche lui convinto di essersi già molto espresso su cosa vuole, cosa non vuole, cosa lo ferisce, ecc.  E nascono anche così tanti equivoci,  fraintendimenti,  giudizi,  e gesti pratici che sono la conseguenza di ciò di cui ognuno si convince dell’atteggiamento dell’altro e delle sue intenzioni.  Oppure tante volte “copro” con le mie parole il timore di farmi conoscere davvero, fin nel profondo. E allora parlo, ma in un modo però dove “mi si deve” ascoltare, altrimenti mi sento sola. Oppure mi chiudo in un silenzio passivo e ostile.  Ma parlando o chiudendomi in un silenzio che esclude esprimo  spesso solo la mia ansia,  il mio bisogno di essere coccolata e ascoltata. Ma non comunico veramente con l’altro.   E quante volte esprimo con “vie” distorte ciò che penso, sento desidero!   Come per esempio quando mi sento spaventata, sto soffrendo, mi sento ferita dall’altro,  e invece di comunicargli in prima persona come mi sento e cosa desidero, scelgo  ahimè a volte di  rimproverarlo,  con parole acide,  quasi di provocazione per vedere magari quanto ci tiene a me, se nonostante le mie parole e la mia rabbia rimarrà vicino a me e mi vorrà bene.  Oppure ho “paura” di ascoltare e comprendere davvero l’altro,  e così non gli permetto tanto di parlare,  spiegarsi,  non gli chiedo mai o spesso  come sta,  perché  presa dai miei problemi oppure perché temo di non essere gradita, di essere invadente.  E in fondo in fondo però così mi ripiego su me stessa e le mie paturnie, mi concentro solo su me stessa e i miei desideri. Quanto è difficile Maria la vera comunicazione! Soprattutto perché per comunicare devo imparare ad amare sul serio, davvero gratuitamente.

E’ l’amore che ci fa capire, che chiede all’altro con dolcezza di spiegarsi,  che ci fa dire all’altro quanto in realtà,  dietro i nostri pudori abbiamo voglia di capirlo, e che ci fa avere il coraggio e la fiducia di dirgli che gli siamo vicini, che lo capiamo, invece di far finta di niente magari per “sdrammatizzare” una tristezza o malessere dell’altro, che invece ha bisogno prima di tutto di sentirsi capito e accettato, anche se possiamo esprimergli le nostre idee diverse. E lo Spirito Santo è Amore! Lo Spirito Santo colma,  guida,  ispira,  dona la Forza,  il Coraggio,  la Luce.

Tu Maria, sei con me.

E il tuo cuore è talmente grande che non sei solo con me, ma con tutti noi, come eri in quel giorno di Pentecoste,  quando lo Spirito Santo è gioiosamente sceso su te e su tutti gli apostoli lì presenti.

Tu non hai vissuto solo per Gesù,   ma hai allargato il tuo affetto di Madre a tutta l’umanità,  ad ogni persona.  Il tuo cuore ama,  ama sempre e comunque. E partecipa,  partecipa a ciò che succede, a ciò che vivo io e che viviamo tutti insieme, perché tutti, ma proprio tutti,  siamo tuoi amatissimi figli.

Ognuno secondo il suo carattere, e la sua singolarità.   E anche in questo tuo modo di amare, “personale” e nello stesso tempo comunitario,  per tutti,  vivi secondo lo Spirito Santo. Lo Spirito Santo infatti quel giorno è sceso su tutti gli apostoli: non ha fatto preferenze, non ha badato ai loro difetti, alle loro diversità di carattere,  di opinione e di modo di agire.  Il Dono che Lui ha elargito con tanta abbondanza è gratuito,  personale e comunitario, per cui ad esempio il dono delle lingue non era per dirsi “che bravo che sono, ho pure questo fantastico e raro dono!”,  ma è un dono da mettere subito al servizio delle persone, per amare meglio,  farsi capire e  capire. Quanti talenti io invece, e noi tutti, sprechiamo coprendoli con paure, egocentrismo, giudizi, quanti talenti  trascuriamo, non usiamo e dimentichiamo, con la scusa con noi stessi che…sarebbe orgoglioso usarli!!!  o si consumerebbero troppo! L’orgoglio è credere che i doni sono merito nostro o fatti da noi, invece desidero fortemente ricordarmi sempre che ogni dono è Dono dello Spirito Santo, e va usato, donato agli altri. A chiunque.  Anche a chi ai miei occhi giudicanti  “non lo merita”…

E anche tu,  Maria,  ami mettendo a servizio degli altri,  la tua maternità, non hai fatto la mamma possessiva e che vuole donare solo al Figlio preferito, Gesù.

No, hai accettato con gioia di essere Madre mia,  Madre di tutti noi,  e di donarci il tuo amore e la tua protezione,  la tua vicinanza.  E anche l’amore che tu ci doni,  la tua vicinanza,  protezione, maternità, amicizia,  sono doni dello Spirito Santo che tu scegli liberamente, e costantemente di darci. Tu ci avvolgi e mi avvolgi nel tuo amore.  Scusami per le tante volte che penso che tu non mi possa capire, che  non mi dai l’attenzione che vorrei,  la protezione che vorrei. Scusami Maria per tutte le volte che ti dimentico, che   non mi avvicino a te e non ti lascio avvicinare,  oppure ti che giudico assente e disinteressata,  quasi noiosa.  Non ho ancora capito che Persona meravigliosa sei, Madre mia, quanto anche adesso mi sei vicina,   stai sorridendo calorosamente,  piena di luce e di amore,  mi guardi  con uno sguardo pieno di gioia per la mia esistenza, così come sono. E pensare che a volte io mi odio,  mi giudico solo male e arrivo a “ritirarmi” dalle cose umane e spirituali!  Tu che conosci lo Spirito Santo,  tu che hai vissuto ogni attimo credendoGli,   amandoLo,  seguendo e accogliendo con umiltà e fiducia le Sue ispirazioni,  tu che hai gustato e gioito per la Sua Potenza, la Sua Forza,  il Suo Amore, aiutami a lasciarmi amare anche io dallo Spirito Santo,  aiutami a comprendere e credere quanto è bella la mia vita, quella proprio di ogni giorno,  se seguo lo Spirito Santo,  più delle mie passioni,  più delle mie bravure,  più dei miei talenti,  più dei miei pensieri e convinzioni,  più delle mie abitudini e tradizioni,   più dei miei desideri che  a volte sono così orientati solo a soddisfazioni  del cuore che mi sembrano belle ma che in realtà fanno male a me e agli altri,  più delle mie idee, del dolore che a volte mi sembra insopportabile,  più di tutto, più anche della rabbia che a volte quando soffro  ho per me stessa e per la vita. Tu Maria, mi accompagni per mano, e vuoi farmi conoscere lo Spirito Santo, e mi chiedi di fidarmi di Lui. “Fidati figlia mia, segui lo Spirito Santo, accoglilo nel tuo cuore e nella tua vita, anche nelle pieghe dell’anima che sono per te più difficili…Fidati di Lui, lasciati guidare da Lui, sii docile allo Spirito Santo….io sono con te Sembri dirmi, dolcissimamente e con forte amore per me. Tu sai che seguire lo Spirito Santo non vuol dire annullare se stessi, non vuol dire essere meno se stessi, o meno umani, ma anzi, vuol dire essere pienamente se stessi, scoprire talenti e risorse che pensavo e pensavamo ognuno di noi di non avere, vuol dire realizzare se stessi e quell’amare secondo Dio, l’unico amare che ci ridona a noi stessi, e ci rende capaci di amare gli altri, e di amare  anche quando a noi sembra di donare e amare pochissimo. Maria, aiutami a fare amicizia con lo Spirito Santo, a fidarmi di Lui! So che mi aiuti, perché mi vuoi davvero bene.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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