Medjugorje, un cuore a Cuore con Maria

 

 

So e credo che Maria, la nostra Mamma Celeste è dappertutto, ed è qui, ora, anche in questo momento, accanto a me e a te. So e credo che Lei agisce per noi, si muove per noi, ci ama attivamente in qualunque situazione e luogo.

E… so e credo, e ho sperimentato, che Maria appare a Medjugorje.

Che Maria davvero è scesa dal Cielo, e continua a scendere dal Cielo, in quella frazione di un piccolo, piccolissimo paese della Erzegovina chiamata Medjugorje.

Che davvero a Medjugorje si sperimenta qualcosa di speciale, di molto immediato, che riguarda Maria, il Suo essere davvero nostra Madre, e che davvero Dio ci ama immensamente.

Maria a Medjugorje si presenta come Regina della Pace, e ognuno di noi sa quanto ha bisogno di pace, pace interiore, pace con gli altri, pace con sé stessi, ogni giorno. Sono andata in pellegrinaggio a Medjugorje finora due volte e ognuna delle due volte è stata unica, speciale, e in ognuna ho scoperto e ricevuto doni simili ma diversi,  tutti  importanti.

La prima volta che sono andata, ho sentito una chiamata di Maria tipo “calamita”: io che raramente viaggio da sola, io che ho un po’ paura a volte a fare viaggi lunghi, soprattutto in mezzo a persone che non conosco, sono riuscita quell’anno, era il 2017, a organizzare e muovermi, con persone che non conoscevo, e nonostante le tante ore di pullman per arrivare, nonostante le fatiche, sentivo che Lei mi chiamava, e trovavo forza, serenità, grinta per affrontare tutto.

Già, perché lì a Medjugorje si va per chiamata. Chiamati da Lei, dalla Madonna.

Potrebbe sembrare strano parlare di chiamata, in più una chiamata della Madonna, sembra qualcosa di irreale, troppo strano, fuori dal mondo, non logico, eppure…eppure è così.

Quando si va a Medjugorje, bisogna essere aperti e disponibili anche ad affrontare prove di vario tipo, perché dove c’è Maria c’è anche l’altro, l’inquilino del piano di sotto come lo chiamo io, il male, che si arrabbia non poco perché sa che esperienza di Amore e vicinanza di Dio si sperimenta lì a Medjugorje.  Infatti mentre ero a Medjugorje ho avuto anche alcune prove personali faticose da affrontare.  Ma negli stessi giorni ho ricevuto anche tantissimo Amore, tantissima luce, pace, gioia, e sono stata toccata nel cuore anche in un mio “nodo” interiore che lì ha iniziato a sciogliersi, durante una Adorazione Eucaristica che avveniva nella chiesa di Medjugorje.

Uno dei doni che si possono sperimentare fortemente a Medjugorje è anche l’importanza e la bellezza della preghiera, la preghiera non fredda o di dovere, ma la preghiera del cuore, che facciamo muovere dal nostro cuore: lì a Medjugorje tutto aiuta a smuovere il nostro cuore, a sperimentare cosa è davvero la preghiera, e come può il nostro cuore accogliere tutto quell’Amore e quella Gioia se prega aprendosi a Lui, a Dio, e a Maria.

Infatti uno degli aspetti che mi colpirono già la prima volta, è stato proprio quanto Medjugorje sia un luogo di preghiera, preghiera non bigotta, preghiera non fredda, ma preghiera… del cuore. Tantissime persone, di tutte le età, di tutte le nazioni, e in ogni condizione, che pregano, che esprimono in modo molto forte il loro affidarsi completamente nelle Braccia della Mamma, di Maria, e nelle Braccia di Dio.

Perché lo fanno? Per bigottismo? Perché stanno fuori dal mondo e si perdono le vere gioie della vita? No, niente di tutto questo.

Pregano col cuore, perché hanno scoperto Qualcuno che li ama veramente, che li vuole rendere ancora più concreti, umani, e più disponibili ad accogliere la Gioia, la Pace, l’Amore, e a donarli a loro volta agli altri.

Ho potuto in entrambi i pellegrinaggi che ho fatto a Medjugorje anche assistere alla apparizione del due del mese alla veggente Mirjana, e anche se non vedevo fisicamente Maria, era chiaro che Lei stava apparendo davvero. Mi rendo conto che scrivere in modo così immediato di Maria che appare, di Maria che esiste davvero, di come Dio ci ama, può sembrare utopistico forse, può sembrare una favola o illusione, o suggestione.

Eppure, quando si sperimenta, ci si accorge che è tutto vero, che è vita, vita vera.

Per fare un esempio è come la differenza tra il descrivere un abbraccio, e abbracciare davvero. Finché si descrive cosa è un abbraccio sembra qualcosa che è poco concreto, solo parole, se invece si abbraccia qualcuno che amiamo, capiamo più di tutte le descrizioni del mondo. Così è Medjugorje e quello che avviene lì, ancora adesso: descrivere Medjugorje sembra una favoletta per ingenui un po’ bigotti, qualcosa di troppo strano e bello per essere vero, ma quando si va lì, se si va con il cuore aperto, con umiltà, con la voglia di entrare in quel Mistero con amore, allora si sperimenta che… è vero, e si ricevono doni grandissimi, gioie grandissime, e si scopre tantissimo di se stessi, di Dio e Maria. Ci sarebbero tante cose da dire su Medjugorje e su quello che si sperimenta lì, e sicuramente anche fenomeni come il sole che diventa blu e gira e pulsa nel cielo dopo l’apparizione di Maria, e altri segni, fanno il loro effetto, eppure non bisogna andare a Medjugorje per cercare quei segni, che pur si manifestano spesso, e che è possibile vedere a volte, ma davvero è importante andare per vivere ciò che lì succede, con il cuore aperto e la voglia di lasciarsi guidare e amare da Maria, che ci porta a Dio.

Anche la seconda volta che sono stata a Medjugorje, a fine dicembre 2019, ho potuto sperimentare immensamente quella Gioia, quell’Amore, quella reale presenza e azione di amore di Dio e Maria per me e ognuno di noi. E una delle cose che mi colpiscono e che mi fanno credere che davvero Maria appare lì è che il Podbrdo, la collina dove è apparsa la prima volta Maria nel 1981 ai veggenti, è un luogo faticoso e impervio con tante pietre anche aguzze per salire e scendere da lì, con un terreno brullo e, ho riflettuto che, se noi esseri umani avessimo inventato una apparizione di Maria in un luogo, ne avremmo scelto uno bello, con tante piantine e fiori e bellezza estetica, un luogo bello da vedere e pieno di comodità per arrivarci, almeno per timore di non essere creduti, avremmo scelto un luogo da inventare che fosse facile da percorrere. E invece, il Podbrdo, in realtà, non ha un sentiero comodissimo per salire fino al punto esatto dove è apparsa la Madonna, e tutte quelle pietre così aguzze, sono secondo me la prova che solo davvero Maria avrebbe scelto un luogo cosi, apparentemente poco attraente, e secondo me lo ha scelto anche proprio per evidenziare di più che non è una invenzione umana, ma è un luogo dove Lei, la Piena di Grazia, è scesa e scende ancora dal Cielo.

Uno dei doni bellissimi di Medjugorje, e dell’esperienza che si fa lì, con dettagli e aspetti unici e diversi per ogni persona, (perché ogni persona e ogni cammino è unico e irripetibile), è ciò che si scopre di sé stessi, di Dio, del Suo Amore, di Gesù, di Maria. Non sono novità, c’è già tutto nella Bibbia, nel Vangelo, e sono realtà che spesso già conosciamo di noi stessi, o di Dio e Maria, e Gesù, ma ciò che colpisce, o almeno che ha colpito me, in entrambi i miei due pellegrinaggi, è “come”, e “quanto” si scopre o si riscopre che siamo amati, amatissimi, che Dio c’è davvero, che non è indifferente a noi e a ciò che viviamo, comprese le nostre fatiche e sofferenze, e si scopre e si riscopre che Maria, la Madonna, è davvero la nostra Mamma, una Mamma Celeste che si prende cura di noi, che è viva, reale, vicina, attiva, molto più vicina di ciò che potremmo minimamente immaginare.

E che ci chiede di tornare a casa, nelle nostre città, a portare “frutto”, a ripartire da quell’Amore così intenso che si sperimenta lì a Medjugorje, quella presenza e vicinanza, quella Gioia, di portare frutto iniziando o aumentando il nostro vivere davvero con amore, con fede, il nostro stare nella nostra vita, nelle situazioni, con noi stessi e con gli altri, in un modo diverso, più bello, più pieno di gioia e pace, anche nelle avversità che la vita a volte ci riserva.

Tornando da Medjugorje non si preme un pulsante magico per cui tutto è facile, spesso non cambiano le situazioni anche dolorose, saremo comunque toccati da sofferenze, fastidi, fatiche, dubbi, buio interiore, difficoltà anche con gli altri, ma cambia il modo con cui noi affrontiamo tutto, e ritroviamo più facilmente e più velocemente la pace, la voglia di amare e ricominciare ad amare, perdoniamo e ci lasciamo perdonare con più immediatezza, perché riscopriamo che davvero Dio è il nostro Papà, davvero vale la pena amare anche quando veniamo feriti, non amati, esclusi, non capiti, giudicati, davvero abbiamo anche una Mamma Celeste sempre pronta a farci sperimentare che siamo voluti, amati, guardati con immenso Amore, che è vicino a noi, in ogni situazione del nostro cuore e della nostra vita. Medjugorje non dà un potere magico di non sbagliare più, o di riuscire sempre ad amare, o di affrontare sempre le sofferenze con amore e in modo costruttivo e con fede, ma aiuta tantissimo a “rimetterci” sulla strada, quella che ci fa davvero bene, aiuta il nostro cuore. Medjugorje è come la Mamma che ci aspetta a Braccia aperte, e che vuole un cuore a Cuore con noi, per ridirci con amore quanto ci ama, quanto le siamo cari, quanto sa e vuole  aiutarci e riportarci a Dio, perché è Lui, Dio, il nostro vero Tesoro, la nostra Vita vera.

Per sperimentare tutto questo Amore, Gioia e Pace, c’è bisogno di andare a Medjugorje?, Solo andando lì si può riscoprire e ricevere tutto questo?

Ovviamente no, proprio perché Dio è dappertutto, il Suo Amore lo abbiamo sempre con noi e per noi, proprio perché Maria è dappertutto, anche qui, ora, in questo momento e punto esatto del nostro cuore e della nostra vita, e il poter sperimentare tutto questo anche lì dove siamo, è di grande consolazione, perché anche chi non può andare a Medjugorje può sperimentare sempre, ogni momento e ogni giorno tutto questo, e se ne accorge di più se apre e riapre il cuore a  Dio, e a Maria, e si affida, ogni volta ricominciando sempre. E allora perché andare a Medjugorje? Non so darvi una risposta precisa, chiara, definitiva, ma so che cosa si vive a Medjugorje, Medjugorje è una delle occasioni e luoghi per riscoprire quanto siamo amati e quanto possiamo amare. Quanto Dio, Maria, sono davvero qui con noi.

Posso dirvi che cosa è Medjugorje per me: un cuore a Cuore con Dio e Maria, un riscoprire tutto ciò che ho scritto fin qui e molto molto di più in modo più intenso, immediato, forte. Ma so bene che porterò frutto e Medjugorje mi avrà aiutata solo se metterò in pratica, solo se imparerò ad amare e fidarmi di Dio davvero, solo se accetterò di accorgermi che in ogni mia situazione, in ogni luogo, e non solo a Medjugorje, è possibile, anche in modo intenso e bello, amare, accorgersi di essere amati da Dio e Maria, ed essere pieni di gioia e pace interiore. vorrei aggiungere che Medjugorje è per me una esperienza meravigliosa, stupenda.

Maria in un suo messaggio del 1982 ha detto “Se sapeste quanto vi amo, piangereste di gioia”.

Accogliamo Maria nel nostro cuore e nella nostra vita, chiediamole aiuto, parliamole, chiediamole di farci riscoprire quanto ci è davvero Madre, quanto possiamo sempre contare su di Lei e sul Suo aiuto, anche qui, ora, nel punto esatto del nostro cuore e della nostra vita. Lei ci ama, Lei ci sa portare a Dio, Lei ci sa aiutare ad accogliere Dio che anche ora ci ama e  vuole donarci la Sua Pace, il Suo Amore, la Sua Gioia,  Lei ci aiuta, sempre. Medjugorje per me è rimettermi nel Cuore di Maria, che mi accoglie con amore, e mi abbraccia.. Maria, abbracciaci sempre, e fa che ti abbracciamo, anche ora, dovunque siamo  e in qualunque situazione siamo, fa’ che ci gettiamo sempre nelle Tue Braccia e che mettiamo il nostro cuore nel Tuo Cuore, o Maria.

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