Tu Maria sai quanto Lui mi ama

 

Qualsiasi cosa vi dica, fatela.” .(Gv. 2, 5)

Maria, in quella festa di nozze di Cana, e in ogni quotidiano della mia vita e della vita di ognuno di noi, tu mi chiedi di fidarmi di Gesù, di tuo Figlio, anche quando non capisco, anche quando mi sembra assurdo o troppo difficile ciò che Lui mi chiede per amare e per affrontare le situazioni, e a volte sono in “lotta” con i miei desideri, che vorrei realizzare subito in modo immediato e  che spesso considero già buoni e giusti, e Lui, tuo Figlio, che mi conosce meglio di me stessa e sa davvero solo Lui cosa è bene e felicità per me, e sa meglio di me che ce la posso fare a seguirLo, a credergli e ad amarlo e amare come mi chiede Lui per la mia felicità vera. Tu, invece di iniziare una lotta con tuo figlio, invece di fargli pesare quanto deve ascoltarti, visto che sei sua madre, non scegli l’orgoglio di farti ascoltare per forza, non scegli la paura che Lui faccia diversamente da come vorresti fare tu per aiutarmi e aiutare ognuno di noi.

Non prendi tu il potere, non ti sostituisci a Lui, non vuoi l’attenzione su di te, non vuoi attaccarti ai possibili complimenti, riconoscimenti e ringraziamenti delle persone, no, ti rendi si visibile, avvicinabile, ma per donare attento, concreto e profondo amore. Per facilitare a Tuo Figlio la Sua manifestazione, il Suo inizio. E’ come se Gli dessi, con grandissima amorevolezza, una piccola dolce spinta, come fa la mamma con suo figlio che si affaccia alla vita, alle nuove responsabilità, al suo desiderio di esprimersi, diventare uomo, e che gli dice,  con un sorriso pieno di calore e libertà da donargli:

Vai.  Vai figlio mio, non temere, sono con te, “tifo” per te, inizia, agisci, vai avanti” …

 

E lo stesso incoraggiamento, lo rivolgi a me,  non per farmi fare miracoli, ma per permettere a Gesù di fare ancora miracoli anche tramite me,  tramite  il mio amare. Mi vuoi felice, mi vuoi realizzata, e tu sai che solo amando, solo guardando agli altri,  a ciò di cui hanno bisogno e donandoglielo,  solo fidandomi di Tuo Figlio io cresco davvero, realizzo, costruisco, sono libera e piena di forti e fedeli desideri di bene e di vita.

Inizio a intuire quanto ci tieni a me, e quanto sai l’amore immenso che Gesù ha per me. Anche quando apparentemente Gesù non mi “risponde”, sembra distratto, lontano, indifferente, Lui mi guarda. E tu guardi Lui,  e intercedi per me e per ognuno di noi, con costanza, con amore, con fedele fiducia, certa che Tuo Figlio qualcosa farà per me, non sempre quello che immagino io, quello che esattamente vorrei io  nel modo che desidero io, ma …

Gesù farà.  Gesù agirà.  Può farlo. Certamente.  Perché mi ha a cuore. Perché mi ama immensamente e sempre, anche ora. GLi credo.

Già ora, in questo momento, in questo periodo che non capisco, agisce. Mi ama. Mi aiuta. Fa miracoli anche nella mia vita. Perché mi vuole bene, ci tiene davvero a me. Non mi lascia sola. E neanche tu mi lasci sola.

Tu sai che fiducia assoluta  posso avere in Lui.

Lui non mi tradirà mai.

Anche nel dolore,  Lui ci sarà.

Sta a me rimanere aperta e fidarmi di Lui.

Sai, ho paura di non essere così brava, così fedele, così costante.

Ma tu, con costanza, con cura di madre verso di me, mi chiedi, ogni giorno”Fai quello che ti dirà, cara figlia mia, perché Lui è la tua gioia! Lui è la tua vita, la tua salvezza, la tua strada, la tua luce, la tua forza. E vedrai meraviglie. E sarai nella pace vera del cuore.

“Fai quello che Gesù ti dirà, anche quando non capisci, anche quando non vuoi o non riesci a credere in Lui, anche quando tutto ti sembra finito, spento, con poco senso e tanta fatica. Fai tutto quello che ti dirà, anche quando vorresti evitare di “ toccare” la vita, anche quando vorresti evitare di  tirare fuori la tua umanità, quando  preferiresti chiuderti in un ruolo solo serioso,”spirituale”, o solo “pratico”,”tecnico”, per non sentirti vulnerabile di fronte alla vita, alla gioia, alla concretezza della vita che a volte sembra  più facile pensata, desiderata  piuttosto che vissuta. Puoi, con Lui, fare tutto quello che ti dirà, che ti dirà per il tuo bene, per la tua gioia vera. Puoi amare le persone, così come sono, puoi aiutarle, fidati di Lui! Te lo dico con tutto il cuore con tutto il mio amore per te… Io Lo conosco.”

Il “tuo” Gesù, ti dà retta, sceglie di rispondere con amore a te iniziando a fare miracoli, anche se non era quello il momento, anche se non voleva ancora manifestarsi. E si unisce con te all’amore verso gli altri. Si dà da fare, vive un dialogo d’amore con te in un altro modo: un dialogo fatto non solo di parole, ma di unione nell’intento di amare, di accorgersi delle situazioni dove “non hanno più vino”. Dialoga con te dialogando con quelle persone a cui chiedi di fare ciò che Lui dirà. Dialoga con te, è unito a te dandosi da fare … per gli altri.

Con te.

Insieme a te guarda verso gli altri.

Quante volte,  devo dirti, Maria,  io invece desidero soprattutto il dialogo che mi rassicura, che mi fa sentire voluta, amata, che mi dà l’attenzione dell’altro solo su di me, perché “mi deve” considerare speciale, indispensabile,  importante almeno quanto io lo considero importante, speciale e indispensabile. Quanti pensieri, desideri, energie, talenti uso quasi solo nell’ottenere amicizia, affetto, amore, attenzione, costante rassicurazione e certezze, e sono tentata fortemente a volte  di credere che lo scopo di una amicizia, di un amore, di un affetto, dell’interazione con gli altri sia solo in fondo soprattutto lodarsi a vicenda,  parlarsi,  capirsi,  aiutarsi, cercarsi. E non mi accorgo che così escludo un po’ gli altri, quelli che magari “non hanno più vino”.  E che un po’ faccio del male anche alla persona o alle persone con cui vorrei tutta l’attenzione e l’affetto. Perché le “imprigiono” e non le rispetto.  Non voglio in quei momenti il loro vero bene e realizzazione. Uso i miei momenti e le mie giornate per capirmi con qualcuno, ma … mi fermo lì. Mi fermo al mio gruppo, alla mia famiglia, ai miei conoscenti, a quelli che mi sono particolarmente simpatici,  a quelli per cui ho grande affetto e  attaccamento,   a coloro che mi danno qualcosa, che sono bravi, e … dimentico tutti gli altri. Mi perdo tutti gli altri e i doni che posso ricevere da loro e io donare a loro. Non si tratta di avere pena per gli altri, per quelli che non sopporto, che trascuro, che non stimo, che mi sono antipatici, e di dover a malincuore occuparmi anche di loro, magari con rabbia e fastidio, ma si tratta di andare anche da loro, e credere fortemente che non hanno più vino, ma hanno in sé la capacità di “far festa”, solo che non lo sanno più, come quelle persone alla festa di nozze di Cana, dove in un ambito già di festa mancava qualcosa …

E’ bellissimo,  Maria,  occuparsi di una amicizia ,  un affetto a cui tengo particolarmente,  però mi accorgo che non mi basta, non mi deve e non mi può bastare per amare. Vorrei imparare a seguire il vostro esempio, Maria, il dialogo d’amore tra te e tuo Figlio che diventa dialogo “insieme” uniti nello stesso scopo di amore per gli altri, concretamente attenti a ciò che vi circonda e a ciò che succede, e a ciò che manca. Vorrei allargare il mio cuore, il mio amare così, come te e Gesù. Aiutami, dammi la forza serena, chiedi a Gesù per me la gioia fedele e forte di guardare anche agli altri,  insieme anche alle persone a cui sono attaccata,  insieme alle persone che vorrei vedere sempre.

Donami, insieme a Gesù, quella forza e quel coraggio di credere  che l’affetto e l’amicizia che provo è più vero e più bello se lo “dono”, insieme a chi tengo,  agli altri, concretamente. Aiutami e aiutaci a non chiuderci,  aiutami a saper anche “spostare” lo sguardo, a iniziare a dialogare in modi nuovi, “insieme “all’altro  con e per gli altri, come tu hai fatto con Gesù. Aiutami anche a voler dialogare di tutto con Gesù, ad aprirmi a Lui, a non scoraggiarmi o spaventarmi se non mi “risponde” nel modo che vorrei sentire io,  e a credere che il Suo modo è più bello e utile, più  realizzante per me.  Io sai spesso ho paura a fermarmi a vedere le esigenze,  i bisogni degli altri, anche di quelli a cui tengo, perché ho a volte paura che sarò “invasa”, oppressa, infastidita, che sarò “obbligata” a rispondere a tutti “si”,  ad annullarmi e a non avere più tempo per me.  Oppure temo che sarò rifiutata se dono il mio aiuto e la mia disponibilità.

Ma tu, Maria, mi ricordi che amare non vuol dire annullarsi, ma tenacemente essere attenti agli altri senza sostituirsi a loro, senza aver paura di essere “cattivi” se si aiutano gli altri a capire anche che possono e devono camminare anche con le loro gambe,  che  devono voler distinguere da un bisogno di aiuto, un desiderio sano, da un capriccio, una tentazione di appoggiarsi anche a me e di non darsi da fare.  E gli altri, devono imparare, come me, a volermi bene in modo sereno, gratuito, con quella vicinanza che non obbliga, non impone, non addolora, non crea equivoci, ma costruisce amicizia vera e bella, gratuita.  Aiutami a guardare negli occhi tuo Figlio Gesù, e ad aiutare gli altri a fare lo stesso.

Il miracolo che compie Gesù, è come gli altri miracoli, un miracolo di … qualità. L’acqua che Lui trasforma in vino non diventa un vino e basta, un medio vino.  No, diventa, si trasforma in un vino buono, il più buono di qualità che c’era in quella festa. Anche qui, Maria, ho da imparare qualcosa di molto importante. Ammiro e gusto la concretezza di Gesù, che ama talmente tanto che non accontenta le persone di quella festa col primo vino che capita, ma fa le cose in grande: ha cura che il vino sia un vino buono,  il più buono,  appunto da gustare davvero. Che bello Maria, vedere quanta qualità e attenzione Tuo Figlio mette nell’amarci, nell’amare anche me, proprio me. E mi ricorda, così, che è importante che il mio amare sia un amare vero, concreto,  solido,  che proprio per questo si immedesima nell’altro, e come vorrebbe per se stesso, dà cose buone, che si possono gustare davvero. Non dà cose che “non mi servono più,  sono brutte,  un po’ rotte, da buttare”. No. Amo davvero se dono amore, non “ritagli”, e l’amore è buono, di qualità.  Maria, allora posso fidarmi di un Dio così vero!!  Allora Gesù vuole darmi cose buone, si immedesima, mi ritiene importante,  speciale. Lui mi ama con qualità.  E’ attento a me.  Mi perdona sempre.  Non credo ancora, non ho ancora capito fino in fondo che il Suo amore,  e il tuo amore,  cara Maria,  non dipendono  da quanto faccio la “buona”, da quanto mi do’ da fare, da quanti “bei voti” ho preso nella vita.  Io sono quella che spesso giudica gli altri  a seconda  se si sono dati abbastanza da fare,  se mi hanno voluto bene e hanno attenzione e gentilezze verso di me. Altrimenti li considero dei mostri di egoismo,  persone immeritevoli del mio affetto e comprensione, e del mio perdono, quel perdono vero che ricomincia davvero, senza far pesare, senza vendicarsi, senza voler far capire a tutti i costi e con tutti i mezzi quanto sono stata male e quanto  mi hanno fatto soffrire. E quindi spesso mi intrappolo da sola pensando e credendo che anche tu ragioni così.  Ma Tu,  o Signore mio, Signore del mio cuore,  Tu non ragioni così.

Tu mi ami sul serio, davvero. Tu non ti vuoi vendicare. Tu vuoi solo che io sia felice e che ti ami….anche negli altri.

 

 

 

 

 

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