La  pazienza “attiva”

 

Quante volte ti ho sentita esclamare interiormente o anche a voce che “questa volta va bene, o niente”, “è l’ultima possibilità che ho per migliorare, far capire, riuscire, gioire”…. e via avanti cosi per una lunga scia di “subito, ci vuole troppo tempo, non ne vale la pena se devo impegnarmi più di un giorno o un ora con fatica su una cosa così urgente e importante” ecc. ecc.

E poi, dopo tutta questa fretta e impazienza, ti ho vista scoraggiarti grandemente, pensare e credere che non c’è più possibilità di migliorare qualcosa perché hai già fatto tutti gli sforzi necessari e anche di più di ciò che dovevi e potevi fare..

ma … ne sei proprio sicura? Sicura sicura?

Non voglio “punzecchiarti” emotivamente con troppe domande, già sei bravissima tu da sola a riempire la tua mente e il tuo cuore di domande su domande, autorimuginamenti in cui in alcuni periodi ti “accartocci” come una lumaca che si rinchiude nel suo guscio, tanto per ricordarsi che ha un guscio … però vorrei, perché ci tengo tanto a te,(visto che sei una parte di me) aiutarti a trovare la motivazione e il coraggio per lasciarti scombinare dalla..pazienza.

si, si hai capito bene, mia cara Franci, la pazienza.

So che ora non faccio nemmeno in tempo a finire di nominarti la pazienza che già ti vedo inoltrarti in lugubri definizioni della pazienza, di come la vivi tu, e di come la consideri tu: e cioè una abitudine quasi “nociva”, dove bisogna essere solo passivi, senza iniziative, dove bisogna essere dei semirassegnati a vita, a una vita scialba e poco entusiasmante, perché si deve accettare che niente andrà bene e se andrà bene ci vorranno secoli, anzi che dico,  ere  glaciali!

Ma credimi, non è questa la pazienza che intendo!

Non è la pazienza che nasce solo da una abitudine umana e che spesso si allunga in rassegnazione, lamentela di fondo per ciò che non va o che non c’è ancora o che non va come volevi o vorresti tu,

ma una pazienza come la chiamo io, attiva. Una pazienza che proviene da una Pazienza perfetta, piena di  Amore, la Pazienza di Dio, non del Dio giudice duro e implacabile distante e indifferente come a volte sei tentata di immaginartelo pur dicendo che credi in Lui, ma il Dio dell’Amore, un Dio Papà, tenerissimo nei tuoi confronti, più di quanto credi, un Dio che ti ama da sempre e per sempre.

Forse a volte ti scordi che sei cosi amata … e ti scordi di quanta pazienza ha Dio con te. Si si lo so che ora forse pensi alla pazienza che hai tu con gli altri, permettimi di dirti che la tua pazienza in confronto a quella che ha Dio per te e per tutti, è piccola, troppo piccola.

So che in fondo, mia cara,  tu ti consideri una brava persona fin troppo paziente, soprattutto se ripensi a tanti “dispetti” o “cattiverie” che gli altri ti hanno fatto (alcuni dei quali, permettimi di dirtelo, sono solo tue interpretazioni di ciò che gli altri intendevano nei tuoi confronti davvero, e soprattutto spesso ti hanno ferita perché convinti a loro volta di essere feriti da te e anche loro hanno preferito credere alla tentazione che anche tu volevi far loro del male  con intenzioni cattive e che non vuoi loro bene ecc ecc), ma in realtà sarebbe più utile e costruttivo, più efficace per un buon rapporto con te stessa e con gli altri, che tu accetti di lasciarti “scombinare” dalla consapevolezza che spesso non hai avuto vera e solida pazienza, spesso la hai avuta esteriormente, quasi per educazione o finto moralismo (non era tua intenzione fingere per fare la persona falsa, ma diciamo che questo tuo scegliere una finta naturalezza per difenderti dal far vedere agli altri che eri dispiaciuta, addolorata e anche arrabbiata non ha favorito una buona e chiara comunicazione, e non ha risolto equivoci e  pregiudizi e giudizi reciproci. ) e cosi hai spesso contribuito (in buona fede o senza accorgerti davvero delle conseguenze sugli altri e sul vostro rapporto) a una “freddezza” nell’interazione con alcune persone, e a una “distanza” che non aiuta a capirsi e ad avere voglia di capirsi, per timore reciproco di essere feriti ancora. E di sentirsi vulnerabili al dolore, a troppo dolore e rabbia.

Abbi pazienza, e prima di tutto abbi pazienza con te stessa. Lasciati scombinare dalla Pazienza amorevole e solida di Dio verso di te e verso anche ogni tua parte meno bella, “oscura”, che non ti piace tanto e che cerchi in tutti i modi di non tenere vicino perché ti sentiresti …. una persona meno seria e meno brava, perché ancora sei convinta che gli altri ti ameranno e ti accetteranno, ti apprezzeranno e ti considereranno importante solo se non farai vedere la tua rabbia, o quello in cui non riesci a fare bene, o chissà che altra paturnia,

ma ti do’ una notizia, mia cara Franci: sei amata!

 

Sei amatissima cosi come sei, anche nelle tue parti “oscure” e che non ti piacciono e che nascondi per sentirti accettata e amata, brava e buona.

Lasciati “scombinare” da questa notizia: sei amata, amatissima da Dio, dal Dio di Amore, pieno di Misericordia e di gioia per te. Cosi come sei.

Dio inoltre ha pazienza con te: non la pazienza che abbiamo noi esseri umani, una pazienza cioè che tollera fino a un certo punto, una pazienza che si perde facilmente al primo sgarbo o ripetizione di errore da parte di qualcuno verso qualcun altro,

non la pazienza della passività e rassegnazione noiosa e spenta,

ma la pazienza attiva,

cioè l’Amore che ti accetta, ti aiuta a capire dove sbagli, e ti sta vicino anche quando continui a sbagliare, ti ama e fa continue scelte di amore nei tuoi confronti, indipendentemente se cambierai in meglio o no. Secondo me mia cara puoi coltivare una pazienza attiva anche rinunciando a scoraggiarti dopo uno o più tuoi tentativi di migliorare, cambiare qualcosa … mi spiego meglio:  a volte ti ho vista provare a comprendere qualcuno da cui non ti senti capita o che ti fa dispiacere, ti ho vista anche cercare di farti capire cosa pensi davvero,

ti ho vista anche iniziare a fare qualcosa che aveva bisogno della tua costanza per essere realizzata o completata,

e ti ho vista poi dopo poco tempo o pochi tentativi di imparare, migliorare, mettere pazienza e ascolto, ti ho vista dicevo scoraggiarti, smettere di fare una cosa buona o di tentare di comprendere e farti comprendere o di aiutare qualcuno che non vuole neanche ascoltarti.

E ti ho vista dare subito la colpa a te stessa o all’altro e alle situazioni:  e invece scegliendo di avere una pazienza attiva con amore, puoi iniziare a trovare “normale” che non subito tutto cambia, non per forza si hanno risultati veloci, immediati, visibili e misurabili,  e che quando ami gratuitamente gli altri  puoi scegliere la paziente libertà interiore di non vedere per forza cambiamenti, o di ricevere per forza ringraziamenti, ma puoi in tutto questo rimanere in una certa pace interiore perché inizi a credere e sapere di fondo che ogni tuo più piccolo atto di amore, empatia, comprensione, perdono, costanza nel bene, porta qualcosa di buono, indipendentemente se riceverai qualcosa in cambio dagli altri o dalla vita, anche se non sempre potrai verificare chiaramente i frutti, ma i frutti ci sono…

Dio ha pazienza con te. Più di quanta tu ne hai con te stessa. E proprio perché ti ama e sa che bellezza in realtà hai dentro di te, crede sempre in te, e nelle tue possibilità e ti dà sempre la possibilità di cambiare dove è importante che cambi, e se tu deludi te stessa o gli altri, e se tu non ne puoi più di te stessa e della parte peggiore di te, Lui  non solo continua ad amarti e a vederti preziosa e bella, ma addirittura sa “usare” le tue “schifezze” (permettimi questo termine un po’ forte che forse descrive bene a volte come ti vedi o ti senti in alcuni tuoi sbagli o difetti)per aiutarti a cambiare, e lo fa in un modo a volte misterioso ma reale.

Permettiti di lasciarti aiutare da Dio, il Paziente vero,  su come vivere la pazienza, verso te stessa e gli altri.

 Immagina di imparare a sdrammatizzare ciò che ora, per il tuo atteggiamento impaziente che hai scelto di avere di fondo verso te stessa, verso gli altri e la vita, ti sembra solo una continua “ultima “possibilità”: perché se “devi” realizzare tutto subito, se punti al bisogno di sentirti importante solo se riuscirai subito in qualcosa, senza dover tentare tante volte o senza dover vivere la fatica dei piccoli passi e dei tentativi dove un po’ sbagli e fai passi indietro e un po’ vai avanti, sarai spesso  molto frustrata e infelice, pronta a drammatizzare e rendere distruttiva ogni situazione sospesa o non chiara, ogni situazione che non va come dici tu, ogni sbaglio, ogni peccato, ogni perdita di occasione su qualcosa, e ogni delusione verso qualcuno diventerà per te “l’unica” definizione di quella persona, l’unica cosa che quella persona può o sa o vuole fare, e tenderai a svalutare gli altri e a perderti tante occasioni di conoscerli veramente anche nella loro bellezza e risorse e possibilità, e l’occasione di non conoscere te stessa …

vale la pena mia cara me? direi di no.

 Immagina invece di poter finalmente vedere e vivere molte più occasioni di cambiare, migliorare, immagina che bello ritrovare la libertà interiore di interagire con te stessa e con gli altri non come una persona apparentemente seriosa e un po’ altera, apparentemente scostante, ma come una persona più vera, che è se stessa anche nei propri limiti, vulnerabilità e talenti, risorse e possibilità, perché crede e sperimenta di essere amata così come è, e sa che Dio non perde mai la speranza e la pazienza con lei.

Immagina di poter finalmente smettere di giudicare gli altri “irrecuperabili”, “ostinati”  a volte a farti del male, ma come creature imperfette come te, e come te in fondo in fondo un po’ impaurite da se stesse e dai loro dolori. Immagina e … passa all’azione, ad un atto di fede, lasciati scombinare da Dio!

 

 

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