Come un edelweiss

 

Ti è mai capitato di sentirti come un edelweiss?

Come cioè un fiore bellissimo, particolare, e un po’ nascosto e posizionato  nelle alte vette delle montagne, e comunque in punti non facilmente accessibili e visibili.

Può succedere quando ti accorgi che la tua sensibilità, le tue idee, i tuoi desideri e gusti non siano molto capiti o considerati. Può succedere quando noti quanto gli altri riescono a fare, parlare, agire in cose che tu trovi difficili, e ti sembra per questo di non poter davvero “partecipare” con tutto te stesso alle situazioni, o quando decidi che è inutile farti conoscere davvero, o parlare, o interagire con qualcuno perché sei sicuro che non verresti mai capito. E…pian piano, la tua unicità, tutto ciò che sei e nel modo in cui lo sei tu, che è davvero unico e prezioso, diventano quasi a volte una tentazione per “nasconderti” un po’, prima di tutto da te stesso, diventano ai tuoi occhi e per il tuo cuore un motivo forte per tenerti sempre un po’ “distante”, non tantissimo, ma quel tanto che ti permette secondo te di non soffrire troppo, di non far vedere anche i tuoi difetti e debolezze o dispiaceri, e a volte anche di non far vedere quanto ci tieni a qualcuno, quanto affetto e tenerezza hai per qualcuno, per paura di essere non accettato, non capito, preso in giro, ferito: e sei tentato a volte di credere che potrai aprirti agli altri, (o a qualcuno in particolare da cui non ti senti amato e capito) accogliere gli altri così come sono, farti conoscere, aiutare, interagire, collaborare, “solo” quando avrai la certezza chiara forte e netta che sei capito, voluto, cercato, apprezzato, che sei visto prima per ciò che di vero e bello sei davvero al di là delle difese che metti e delle paure che a volte hai.

A volte il tuo renderti conto che hai una sensibilità  e un  intuito particolarmente forti, intensi, può essere  una  apparente “occasione”, (quando hai paura o ti ripieghi su te stesso), o  un apparente “giusto” e “buon” motivo, per tenere distanti gli altri, per convincerti che nessuno, (e  “sicuramente”non quella o quelle persone) ti capisce veramente, o che non vale la pena provare comunque a ricominciare: ricominciare a dialogare, a dare fiducia a qualcuno che forse ti ha deluso o ferito, ricominciare a sorridere agli altri e cercarli e creare occasioni belle tu per primo, senza aspettare la conferma chiara, forte e certa che gli altri (o quella persona in particolare) ti vogliono bene, che ti capiscono, che ti vogliono capire, e che ti capiscono perfettamente.

A volte è utile e importante distaccarti un po’, prenderti alcuni momenti in cui stai solo con te stesso, per riflettere, per riposarti,  per guardare con più obiettività una  situazione, per rimettere in te e con gli altri i giusti e sani confini e per comprendere meglio come interagire e decidere senza basarti solo su impulsività o poca obiettività.

A volte invece il “misto”(il misto di bene e male, forza e debolezza, fede e ateismo, rabbia e dolcezza, bravura e difficoltà a fare qualcosa, e tanto altro) che hai anche tu  sempre nel tuo cuore, come lo hanno sempre  tutti nel loro cuore, può sembrarti qualcosa di bruttissimo che se gli altri notassero e conoscessero  non ti amerebbero e non ti cercherebbero più, e preferisci “arroccarti” in un punto della tua vita molto distante da ciò che succede in quel momento, (anche a volte solo con il pensare ad altro e desiderare altro mentre sei con gli altri) da una vera vicinanza  e semplicità con gli altri, dalle occasioni e situazioni, soprattutto quelle che ti convinci siano solo brutte, difficili, come se difficile significasse che non può portare niente di bello.

E forse a volte, quando sei scoraggiato o molto dispiaciuto, deluso, arrabbiato  verso qualcuno o una situazione, preferisci non “essere” l’edelweiss bellissimo e prezioso, unico che sei, ma preferisci “fare” l’edelweiss, mettendoti nel tuo cuore e nel tuo pensare nella posizione della persona che è speciale, diversa e migliore degli altri, e che non fa mai del male agli altri, e che sono solo gli altri che la fanno arrabbiare, non la capiscono, non la sanno apprezzare, sbagliano perché sono cattivi  e indifferenti. Ma quando inizi a considerare te stesso solo ed esclusivamente un incompreso per colpa  della cattiveria e dell’egoismo degli altri, inizi a credere così che non ci sia  niente che tu pensi, dici e fai, che “contribuisce” a creare o mantenere distanze con qualcuno e incomprensione, che i tuoi pensieri, le tue decisioni e azioni, le tue reazioni e parole, sono sempre molto chiare, per chi vuol capire ed è intelligente e sensibile, e che chi non ti capisce o non ti cerca è perché non è abbastanza buono, capace, sensibile….

Ma così neghi a te stesso la verità: la verità e obiettività di una situazione, la verità di te stesso anche nella parte di responsabilità che riguarda solo te, e di quello che puoi fare per migliorare, riparare, cambiare,  costruire, comprendere, perdonare, ricominciare, ascoltare, e…la verità degli altri e di quella specifica persona che proprio non apprezzi o non perdoni perché secondo te ti ha ferito e non capito troppo e che a volte vorresti solo escludere e ferire a tua volta:

prova a guardare tutto da un altro punto di vista, con gli occhi cioè…di un edelweiss, che…guarda e apprezza e riconosce gli altri edelweiss…. Prova cioè a iniziare a considerare gli altri, (anche quella specifica persona che proprio non ti piace, non capisci, e che consideri “nemica”,) non come persone  “banali” e poco sensibili, rispetto a quanto sei sensibile e  attento tu, ma come…bellissimi, unici, preziosi edelweiss, fiori unici e speciali, delicati, bellissimi, che a volte anche loro si “arroccano”, per loro paure, dispiaceri o preoccupazioni, o momenti di egoismo (egoismo che a volte scegli anche tu nel tuo cuore invece di amare) in “punti” diversi da dove sei tu, e che a te a volte  sembrano solo persone troppo difficili da capire, da cercare e raggiungere e con cui interagire con affetto e gioia.

Anche loro, gli altri, anche coloro che sembrano troppo diversi e distanti da te, troppo complicati e difficili,  hanno un cuore sensibile, delicato, hanno intuito, anche se diverso dal tuo, hanno timidezze, hanno paure per cui a volte preferiscono tenersi un po’ distanti in attesa di conferma o di conferma  più evidente da parte tua che li vuoi vicini, che ti importa di loro, che li pensi.

Oppure semplicemente hanno bisogno a volte di starsene con se stessi, di non parlare, interagire o cercare te per forza, e questo non significa che ti odiano o non ti vogliono bene. Succede anche a te verso gli altri.

Prova a guardare ogni persona, anche quella che ti sembra più fredda, egoista e indifferente, come un delicato e bellissimo edelweiss: non per edulcorare la realtà o una persona, non per evitare di guardare limiti e problemi dell’altro e con l’altro, ma per riconoscere un po’ di più la “verità” di ciò che è davvero l’altro, di quanto è bello e prezioso l’altro anche quando tu non lo noti, per riconoscere la pacificante “verità” che anche l’altro, come te, è unico, bellissimo, a volte apparentemente poco accessibile e distante, proprio come un meraviglioso edelweiss…..

e chi, come me, ha a volte trovato, nel mezzo di una gita in montagna  anche molto  faticosa su sentieri rocciosi e difficili, qualche  bellissimo edelweiss posizionato in punti apparentemente solo aridi e nascosti, può testimoniarti che vale sempre, davvero sempre la pena, di fare anche qualche fatica per conoscere e “riconoscere” davvero la bellezza che ogni persona è, la sua capacità di amore, anche quando, come un edelweiss, sembra solo non esserci o sembra troppo difficile da trovare e incontrare….

 

 

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