Essere  apprezzati

 

 

Abbiamo tutti, in un modo o nell’altro, tanta voglia di essere visti, considerati, e se possibile essere  considerati speciali, importanti, a volte anche più importanti degli altri. E spesso abbiamo così tanto desiderio di essere visti, apprezzati, amati, che ci convinciamo che solo se siamo visti e considerati dagli altri allora….esistiamo davvero ai nostri occhi e abbiamo un valore. E senza accorgercene scegliamo di attuare e attivare  un “collegamento” nel nostro cuore tra queste due convinzioni: “sono importante, sono felice, esisto davvero se…sono visto, amato, apprezzato in ciò che sono , in ciò che faccio, e se mi sembra che poche persone mi apprezzino, e se mi sembra che l’altro sia apprezzato e visto e considerato più di me, devo chiudermi soffrire  o competere, vincere a tutti i costi e far vedere quanto valgo più degli altri” .

Voler essere amati, visti, considerati è umano, comprensibile,  è un desiderio che abbiamo tutti, ma a volte ci concentriamo cosi tanto su questo nostro desiderio, da renderlo un bisogno sempre urgente, un bisogno che se non viene soddisfatto ci dà secondo noi il diritto di non amare noi stessi, di dare solo il peggio di noi, di smettere di fare il bene e di donare ciò che siamo e che possiamo fare di bello e di buono per e con gli altri.

E non ci accorgiamo che quando mettiamo al centro del nostro cuore e dei nostri pensieri e obiettivi il poter essere apprezzati, amati, considerati, in una parola “visti”, iniziamo a diventare…vittima di noi stessi e iniziamo a dipendere e a far dipendere la nostra autostima, la nostra serenità, il nostro fare o non fare qualcosa da se e quanto siamo visti, apprezzati, amati.

Chiediamoci cosa “muove” le nostre giornate, le nostre azioni, i nostri pensieri e decisioni. La voglia di ricevere sempre più conferme dagli altri,  di quanto siamo importanti? La voglia di essere visti, più e meglio degli altri? Come secondo noi possiamo essere felici durante il giorno? Siamo tentati a volte di credere che la nostra gioia e la nostra felicità dipenda da quanto l’altro e gli altri ci amano, ci vedono,  ci cercano, ci capiscono, si interessano a ciò che siamo e a ciò che facciamo e possiamo donare anche come nostre capacità di dire e fare cose buone, divertenti, originali, profonde o leggere.

Cosa “muove” il nostro cuore, le nostre scelte e atteggiamenti nella nostra giornata, anche qui e ora?

se il nostro scopo principale, che rendiamo bisogno impellente, è essere visti, apprezzati, allora ci mettiamo, senza a volte accorgercene del tutto, in atteggiamenti che ci rendono poco sereni e molto preoccupati di farci vedere a tutti i costi.

Quando rendiamo il nostro normale e comprensibile desiderio di essere ammirati, lodati, visti, amati come il “motore” e obiettivo del nostro tempo e  delle nostre giornate, ecco che a volte scegliamo anche alcuni atteggiamenti, prima di tutto interiori, per “mantenere” e “alimentare” questo desiderio- bisogno, e viviamo nella paura di perdere ciò che già abbiamo come riscontro e apprezzamento da parte degli altri: ad esempio ci mettiamo in alcune forme di “competizione”, con gli altri, dove cioè ciò che fanno gli altri di bello e importante, le loro qualità e il loro essere bravi, belli, capaci dove noi facciamo più fatica, diventa “pericolo” di perdere attenzione, potere, paura di non essere abbastanza amati e visti noi, paura di soffrire se scopriamo in noi che in alcuni aspetti non riusciamo a essere come gli altri riescono a essere.

E quel punto quando siamo in questo atteggiamento, tendiamo a non far notare quanto l’altro o gli altri sono bravi, belli, originali e utili, e cerchiamo di non valorizzare ciò che loro donano, sanno fare, sanno dire, e soprattutto ciò che loro sono.

Oppure ci chiudiamo autocommiserandoci, e smettendo di donare il nostro bene, quasi per “punire” e far sentire in colpa di quanto soffriamo chi non ci nota e apprezza come noi vorremmo tanto.  E a volte  tendiamo a voler fare e brillare più di coloro che invidiamo, e iniziamo a  ignorarli, sminuirli (per timore di sentirci noi sminuiti e meno importanti), iniziamo a criticarli su loro difetti, o evitiamo  di far conoscere a loro stessi e alle altre persone quanto essi siano speciali, belli, unici, utili, capaci.

Se mettiamo al centro il nostro desiderio. bisogno di realizzare il più possibile a tutti i costi in ogni campo, il bisogno di essere notati, e di ricevere apprezzamenti e attenzioni dagli altri, pian piano iniziamo a coltivare paura, rabbia e invidia per chi è apprezzato secondo noi più di noi o ha qualità simili a noi e riesce a usarle e donarle molto meglio di noi.

Dimenticando così…..che ognuno di noi è unico, anche quando dice e fa cose simili agli altri, anche quando ha idee simili e che sembrano meno originali e uniche. E cosi ci perdiamo tante, tantissime occasioni di poter gioire del buono e bello che è negli altri, ci perdiamo la possibilità di tirare fuori il nostro poter apprezzare, valorizzare, amare e notare gli altri, perché siamo troppo concentrati a fare a “gara” per nascondere il bello degli altri anche a noi stessi, e mettere al centro sempre ciò che noi diciamo, scriviamo, sappiamo fare, ciò che noi siamo e cosa pensiamo, proponiamo, organizziamo, doniamo  e facciamo.

In qualche modo, quando mettiamo come centro nei nostri pensieri e nel nostro cuore  questo desiderio e bisogno, ci auto inganniamo, credendo che solo cosi saremo importanti davvero, amati, felici, e che solo cosi esistiamo veramente ai nostri occhi e a quelli degli altri, e iniziamo ad avere poca serenità e tanta voglia di competere, vincere a tutti i costi, e per fare questo a volte non ci accorgiamo che preferiamo allontanare gli altri, o allontanarci noi (anche solo emotivamente) da dove ci sembra che ci siano già persone brave, apprezzate, e iniziamo a non donare ciò che siamo noi, i nostri talenti, perché ci convinciamo che  non sono altrettanto utili e belli, e che comunque sono talenti brutta copia di quelli di quella o quelle persone che invece riescono a farsi apprezzare più di  noi.

Certe volte capita a ognuno di noi di avere l’autostima molto bassa, di sentirci poco utili, poco importanti, “brutti” e non capaci, assolutizzando un nostro difetto o problema, che secondo noi ci impedisce di essere amati, apprezzati, utili, e ci convinciamo in certi momenti che non abbiamo niente da donare meglio e più degli altri.

Ma…se invece di puntare a essere meglio e più visti e apprezzati degli altri puntiamo ad amare davvero, a spostare la nostra attenzione verso l’altro, verso gli altri, iniziamo a rendere meno pesante  in noi il nostro desiderio di essere visti e apprezzati, e possiamo fare sempre una scelta: la scelta di vedere davvero gli altri, di guardarli davvero…possiamo sempre (al posto di invidiarli o tenerli lontani, o evitarli,) valorizzare ed evidenziare a noi stessi e a loro, la loro unicità , la loro preziosità, possiamo costruire occasioni, anche tramite il farli conoscere agli altri, per diffondere la loro bellezza, il costruire occasioni perché loro possano usare e donare  in tanti modi e occasioni  i loro personali talenti, perché loro possano collaborare, perché altre persone, a cominciare da noi, possano conoscerli e conoscere il bene e il bello che loro sono e fanno.

E…come la mettiamo con il dolore a volte nascosto che abbiamo in noi, quando vediamo qualcuno che è più apprezzato di noi, quando anche semplicemente vediamo qualcuno che secondo noi è più importante, amabile, bravo e più interessante di noi? come fare pace con quel dolore che se non vediamo e se non accogliamo diventa invidia, competizione, rabbia, e tendenza a non far apprezzare l’altro?

Possiamo…..amare nonostante e contemporaneamente alla tentazione dolore che sentiamo di non essere visti noi ma solo l’altro, possiamo decidere, perché è una decisione, di

rimetterci subito ad amare, credendo fortemente che sarà il nostro stesso amare, l’amore, a guarire o lenire la “ferita” che sentiamo in noi, il timore o certezza cioè di non essere abbastanza speciali, importanti, apprezzabili, unici.

Non aspettiamo di essere prima sereni e in pace con tutto e noi stessi per dare attenzione agli altri davvero, per interessarci a loro, non aspettiamo di avere rassicurazioni, segni forti che siamo amati, visti, notati, ma ribaltiamo questo atteggiamento: apprezziamo noi gli altri, (anche coloro che  siamo tentati di sminuire e criticare) valorizziamoli, evidenziamo esplicitamente quanto essi sono belli, speciali, sensibili, importanti, capaci, utili, unici. Sembra a volte solo un “perdere” per noi scegliere di agire cosi.

Sembra solo un “perdere” luce e occasioni  noi per essere abbastanza visti e apprezzati dagli altri come vorremmo tanto,

ma in realtà,

è proprio accendendo e riaccendendo ogni volta la luce sugli altri, amandoli e interessandoci a loro per primi, apprezzando noi per primi ciò che scrivono, fanno, dicono, ciò che loro sono, ciò che sanno organizzare e fare di buono e bello, e utile, ciò che di prezioso e unico essi  sono di fondo, anche quando non donano ciò che potrebbero, anche quando danno il peggio di loro, che riaccendiamo anche la luce in noi. Sembra solo un “perdere” occasioni per farci notare la nostra decisione di non evidenziare i difetti e problemi degli altri per sminuirli davanti ad altri, la nostra decisione di rispettare, ascoltare, stare un po’ più in silenzio per permettere all’altro di usare il tempo anche per esprimersi lui, ma è questa la “strada” per stare meglio anche noi, per accendere  e riaccendere indirettamente, mentre ci interessiamo agli altri e li amiamo, e li apprezziamo e li notiamo, la luce in noi, la nostra personale luce, i nostri personali e unici talenti.

Con le sole nostre forze e sforzi tendiamo a farci comandare  spesso solo dalla nostra sensibilità , che vorrebbe a volte solo urlarci quanto ha “fame” di essere nutrita dall’attenzione e dall’apprezzamento degli altri, e rischiamo di essere poco semplici, poco spontanei, poco sinceri e chiari per timore di non “accontentare” gli altri e di perdere quindi  secondo noi il loro apprezzamento e attenzione.

Dove trovare, fiducia, motivazione ad amare e ricominciare ad amare, dove trovare voglia e possibilità di amare anche quando noi non siamo visti e apprezzati come vorremmo? Su cosa fondare il nostro valore e  cosi non buttarci giù a ogni rifiuto, distrazione, indifferenza, non interesse, incomprensione da parte degli altri? In Colui che ci ama da sempre, sempre e per sempre, in Colui che ci ha sempre immensamente a Cuore, in Colui che ci guarda sempre, anche ora, con un Amore infinito, con uno sguardo pieno di amore…Dio.

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