Essere sottovalutati

Penso che a ognuno di noi sia capitato e capiti di essere sottovalutati.

A me capita.

E mi sono accorta che la prima persona che mi sottovaluta sono io stessa.  Pur conoscendomi non ho ancora sviluppato ogni mia risorsa e talento, e molti non li conosco neanche o penso di non averne.
Penso sia un atto di umiltà accettare di essere molto meglio di come a volte giudichiamo noi stessi. Siamo molto meglio non per nostro merito, ma semplicemente perché quel Qualcuno che ci ha creati e ci ama ci ha fatti pieni di bellezza anche interiore e di grandi possibilità, e talenti. E sono convinta che questo valga per tutti, perché ognuno è speciale, anche quella persona che siamo tentati di considerare poco utile, non brava, egoista, poco sensibile?  Si, anche lei.  E in fondo in fondo tutti, in modi e tempi diversi, abbiamo in noi anche egoismo, non siamo bravi in qualcosa, siamo poco sensibili in qualcosa (anche se siamo forse convinti di essere sempre un po’ più sensibili e attenti degli altri), e questo non ci impedisce di essere le persone stupende che siamo, preziose e speciali.  Nonostante questa realtà, può succedere che siamo sottovalutati, sia dalla parte di noi che vorrebbe tutto perfetto in noi, e sia anche dagli altri, a volte anche da chi non ci aspettiamo perché dice di volerci bene. Può succedere di essere sottovalutati in tanti aspetti, o in un solo aspetto, o totalmente: e a volte può succedere che crediamo più al giudizio che gli altri ci danno che a come siamo veramente, e ci arrabbiamo tanto offendendoci forse perché in fondo in fondo temiamo che abbiano un po’ ragione …. Io per esempio sono a volte sottovalutata, anche per un mio atteggiamento esteriore di timidezza, sulla mia capacità e volontà di accoglienza e amorevolezza verso gli altri: se ci rifletto con calma e con un po’ di tempo a disposizione, in fondo quando vengo sottovalutata posso esplorare con serenità in particolare due aspetti: come mi comporto io, e se forse ciò che ho dentro di me, affetto, desiderio di comunicazione e vicinanza ecc, non lo esprimo veramente come credo, ma lo penso più che esprimerlo anche all’esterno, e anzi a volte per timore o timidezza esprimo addirittura il contrario di ciò che ho dentro di me, forse per mettermi prima un po’ sulla difensiva e sentirmi prima rassicurata che posso essere amorevole e  semplice (rassicurazione che speso non arriva perché a quel punto gli altri a volte si fermano solo all’immediato di ciò che esprimo o non esprimo in quel momento), e se aiuto gli altri a capirmi e conoscermi davvero, e come si comportano gli altri, e cioè per esempio se per loro scelta si stanno facendo influenzare da loro paturnie, problemi, difficoltà ecc. e se quindi mi stanno sottovalutando, giudicando ed escludendo perché senza volerlo la mia difficoltà o poca bravura in qualcosa li “tocca” su una loro difficoltà, che ancora fa a loro male, e quindi alzano difese enormi, compreso l’arrabbiarsi, ecc.

Come per esempio la persona che si arrabbia tanto con chi piange perché non vuole ricontattare le proprie antiche lacrime non piante su qualcosa, o la persona che reagisce malissimo e con tanta rabbia a chi si fa prendere da ansia o paura anche perché lei per prima odia in se stessa la sola possibilità di vedere se stessa e farsi vedere con un po’ di ansia o paura. Spesso in fondo secondo me tutti quando sottovalutiamo qualcuno lo facciamo anche perché non accettiamo in noi quella parte poco brava e piacevole che vediamo nell’altro e che l’altro ha.  Ma se guardiamo bene in noi stessi possiamo accorgerci che siamo preziosi e unici e beli e forti anche mentre conviviamo con fragilità, paure, non bravure, ecc. ecc. E c’è Qualcuno che non si arrabbia perché non siamo bravi in qualcosa, perché non cambiamo in qualcosa subito o mai, perché non abbiamo solo altruismo e sensibilità, Qualcuno che ha tanta tenerezza e amore per noi anche quando siamo arrabbiati, tristi, quando piangiamo, quando ci sentiamo tanto fragili, perché Lui ci conosce, ci ama, ci aiuta, e ci dà sempre la possibilità di usare la nostra bellezza e preziosità anche mentre siamo imperfetti, e non bravi, anzi è talmente fantastico che sa usare anche ciò che in noi non va o è brutto come occasione per amare, non per distruggere: sta a noi dare a Lui con fiducia ciò che non è bello in noi, accettare di conviverci, ma  usarlo per amare, non per compiangerci o sottovalutare noi e gli altri.

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