Fai fruttificare ciò che sei

 

Fai fruttificare ciò che sei! Forse a volte o spesso pensi e credi che “ormai” hai già dato ciò che potevi dare, hai fatto ciò che potevi, e ora forse non vedi altre risorse e possibilità in te. Oppure forse ti sei abituato a “incasellarti” solo in alcuni ambiti e temi e capacità: ti sei abituato a vederti come bravo in un determinato ambito e solo in quello, tanto che quell’ambito è per te la tua conferma che vali, che puoi essere amato e apprezzato. E quando non puoi fare più quella determinata cosa, o non riesci a farla come prima, ecco che forse a volte ti senti incasellato nel ruolo di colui che ha fallito, che non sa fare ciò che gli altri fanno così bene e secondo te meglio rispetto a te. Oppure, a volte sei tentato di avere di te una idea “onnipotente”, nel senso di percepirti come persona “più” sensibile degli altri, “più” intuitiva degli altri, “più” buona e “più” incompresa dagli altri….

E forse quella idea onnipotente di te, ti fa credere che le tue capacità e possibilità, e il tuo valore siano “solo” quelle determinate cose, e solo in alcune circostanze… E proprio attaccarti a queste idee di te ti impedisce di provare a fare una “caccia al tesoro” in te per cercare di capire davvero se tu sei solo ciò che vedi e pensi di te, se tu sei solo i tuoi pensieri, le tue reazioni, se sei solo ciò che hai realizzato o no, se sei solo il modo in cui gli altri ti vedono e si rapportano a te, se sei solo il loro non considerarti abbastanza o il loro esaltarti e sopravvalutarti. E sei tentato così, come tutti noi, di non conoscere davvero ciò che sei, e che talenti hai, che possibilità hai. E forse a volte o spesso sei stufo, e dispiaciuto, di non stare bene con te stesso, di non essere davvero “visto”, capito e “riconosciuto” dagli altri.

A volte, per timore della novità o per sfiducia, o per altri motivi, ti dici forse che “Io sono fatto solo così, non si può pretendere che io cambi alcune cose, non ci riuscirei e neanche vorrei, se gli altri mi vogliono accettare bene, altrimenti preferisco ignorarli ed evitarli”…oppure, davanti ad alcune scelte diverse che potresti fare, anche su piccole cose, ti dici e dici che “per me è inconcepibile, ho sempre fatto in un altro modo, non posso cambiare tradizioni, abitudini, non posso farmi vedere in altri miei aspetti da coloro (parenti, amici, partner, ecc.) che mi vogliono vedere solo in un certo modo, e se faccio scelte diverse, se cambio alcune abitudini, se mi esprimo con più sincerità, se faccio vedere anche i miei limiti e difficoltà, rischio di perderli o di non essere più amato”…

e così senza accorgerti metti a volte il “permesso” di essere te stesso, di poter far fruttificare ciò che ancora non hai ancora fatto fruttificare, nelle mani degli altri, nei loro giudizi, o nelle mani delle tue paure, che a volte rendi certezze sulla tua “impossibilità” di poter essere, vivere, condividere, donare anche aspetti e talenti diversi da ciò che conosci di te.

Non si tratta di buttare via tutto ciò che già fai, le capacità e scelte che già fai, ma si tratta di… far fruttificare ancora di più ciò che sei.

A volte, quando guardi te stesso, la tua vita, le persone accanto a te, i tuoi pensieri, sentimenti, desideri, ti capita di pensare e credere che “Non posso fare altro, non ci sono novità che posso costruire, dovrei fare cambiamenti troppo faticosi, grandi, impossibili”?
Beh, se capita anche a te, come a volte a ognuno di noi, se vuoi, fai una cosa nuova… datti la possibilità e il permesso (che puoi darti solo tu, non dipende dagli altri e da come loro ti vedono e da cosa si aspettano da te) di far fruttificare ciò che sei.
Che vuol dire far fruttificare? In natura per poter produrre un frutto, una pianta, un albero, ci vuole la pazienza e la fiducia dei piccoli semi, a volte semini piccolissimi, che accettano l’umiltà di non essere albero, pianta sfolgorante, frutto gustoso, ma…semi.

Piccolissimi semi. Semi che accettano di innestarsi nel terreno, che accettano fiduciosi di affrontare anche il buio, la fatica, la apparente invisibilità, perché sanno che prima o poi fruttificheranno, perché hanno fiducia che hanno sempre vita e forza in sé, quella che Qualcuno gli ha donato, e che rimane, rimane anche mentre faticano, anche mentre non vedono risultati, anche quando, mentre crescono e avanzano per seminare, non cedono alla tentazione di pensare e credere che “non mi muovo, non continuo, non voglio affrontare tutto questo finché prima non vedo che albero, o pianta, o frutto sarò. Finché qualcuno non mi porta qui un albero, un frutto, una pianta già fatti, già realizzati. Io sono solo un seme, così brutto, così piccolo e insignificante, così poco amato, non visto, incompreso, solo.”

No. i semi che vogliono fruttificare non pensano così secondo me. A volte ognuno di noi è un seme che ha paura di fruttificare, che ha paura di essere felice, di poter amare davvero, perché ci fermiamo troppo spesso alla nostra paura di soffrire, di non riuscire, di non poter cambiare, (o anche di riuscire a cambiare, e quindi dover affrontare una situazione nuova che non conosciamo) rinnovare, ricominciare.

Spesso forse anche tu, come me, come ognuno di noi, sei tentato di voler decidere tu quali frutti portare,

e forse calcoli il tuo valore e unicità, il tuo essere utile, inutile, amabile e piacevole solo da se riesci a portare frutto in ciò che consideri l’unico modo, o per abitudine, o perché dividi te stesso, la tua vita, il tuo tempo, ciò che sono gli altri in “utile, prezioso, importante”, e in “inutile, insignificante, non importante”. E forse ci soffri, tanto, e ti arrabbi, tanto, e forse a volte ti scoraggi e ti chiudi, tanto, quando noti, vedi, intuisci che ciò che fai non aiuta come vorresti, che ciò che ti sembra un usare bene le tue qualità non è visto, non porta frutto o risultati, non viene apprezzato o capito, e hai così paura a volte di non essere capito, amato, apprezzato anche in ciò che di te che ancora non vedi, non doni, non esprimi, che inizi ad avere paura di essere davvero felice, di essere in pace, di vivere cambiamenti in te e con gli altri, e nella tua vita, che portano novità, modi anche nuovi di guardare e di essere visto, essere visto prima di tutto da te stesso. Rischi così a volte di concentrarti, intestardirti nel cercare di fruttificare solo in alcuni modi, abitudini, solo usando alcune tue capacità, solo in momenti che tu consideri importanti, degni di essere vissuti bene, e di lasciare da parte, buttare via, non usare talenti in più che hai ma che a volte non vedi. E questo tuo vederti, considerarti solo in un certo modo, questo tuo incasellarti in un ruolo e incasellare gli altri e il tempo, e la tua vita in un solo modo, o solo in alcuni modi e ambiti, rischia spesso o a volte di farti perdere tante occasioni per costruire, amare, fare scelte diverse, usare in modo diverso il tuo tempo, e dare importanza anche a ciò che ti sembra troppo poco, inutile, banale, e questo porta a volte a non aiutare davvero gli altri, a non considerarli e guardarli, a non ascoltarli davvero, con empatia, a non pensarli davvero con amore, ma di interagire con loro solo secondo l’etichetta che ti sei messo addosso, e quella che hai messo addosso agli altri e al tuo tempo. Come puoi far fruttificare te stesso? Non ho ricette precostituite, ma vorrei provare a condividerti alcuni piccoli spunti che trovo utili, e su cui cerco, molto imperfettamente, di allenarmi e costruire.

Rileggi la tua storia personale: rileggila non solo con lo sguardo di chi ha subito perdite, ferite, cattiverie, incomprensioni, non solo con lo sguardo di chi incolpa la sua storia, il suo passato, per non cambiare niente, per non amare davvero, per non far fruttificare i suoi talenti, ma anche con lo sguardo che solo Dio, Colui che ti ama da sempre e per sempre, vuole e può darti: fai pace con la tua storia, rileggila con la sapienza di chi coglie tutti quei semi e frutti che hanno fatto la differenza nella tua vita, e che sicuramente ci sono, tutte quelle strade che ti sembravano impossibili, tutte quelle novità e frutti che hai coltivato, costruito, anche quando ti sembrava che non si potesse costruire e ricominciare. Sicuramente hai acquisito e coltivato tue specifiche qualità tuoi talenti, tue “feritoie” che nascono anche dalle tue ferite e dispiaceri, e che possono portare frutto, in un modo diverso da ciò che ti aspettavi.

Prova a fare qualcosa di diverso: prova a guardare chi guardi o pensi con antipatia, odio, rancore, con uno sguardo prima di tutto dentro te diverso, con curiosità, con la voglia della “caccia al tesoro” che è in quella persona che tanto ti sembra di non accettare e apprezzare.

Prova a farti venire il dubbio che Dio possa essere diverso da quel dio che a volte ti sembra così indifferente, cattivo, lontano, duro, e che invece sia davvero quel Padre pieno di Amore per te, che vuole condurti per mano con amore anche quando non capisci subito dove e come e perché. Forse a volte davanti ad alcuni dolori hai deciso che con Dio, che non aveva tolto il tuo dolore, avevi chiuso, che un dio che vuole anche farti affrontare fatiche, dolori, dubbi, sia un dio di cui non ci si può fidare.

Così come il seme porta frutto, nonostante il buio del terreno dove cresce per portare frutto, nello stesso modo tu puoi portare frutto, anche adesso, anche ora, in ciò che stai vivendo.

Hai una “strada” per far fruttificare te stesso, e per scoprire o riscoprire tuoi talenti che pensavi di non avere o non avere più, per riscoprirti unico, davvero prezioso anche nella tua imperfezione, e questa strada è… amare.

Amare non a sentimenti e basta, non a parole e basta, non solo quando gli altri ricambiano, ti capiscono, non ti feriscono mai, ma amare costantemente, e ricominciando ad amare il prima possibile quando le “tempeste” che hai in te, come tutti, ogni tanto diventano piccoli o grandi muri con gli altri. Prova a facilitare il fruttificare degli altri, della loro bellezza, della loro preziosità, e noterai prima o poi che come un “boomerang” questo tuo amare davvero, questo tuo valorizzare gli altri, questo tuo credere nella loro possibilità di fruttificare e portare frutto, così come sono, torna indietro come un boomerang che ti fa scoprire, mentre ami (non mentre aspetti di essere amato, cercato, capito, ascoltato), che… stai portando frutto, spesso o a volte in modi tempi diversi da ciò che ti aspettavi da te stesso, ma porti frutto

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