Non tradire te stesso

 

Non tradire te stesso.

Quando ti convinci che i tuoi errori, le tue paure, il tuo scoraggiamento sono la realtà e la forza più grande che vivi, tu tradisci te stesso.

Quando ti consideri un grande “ormai”, e non provi neanche più a collaborare, a farti capire e conoscere, non provi più a ricominciare, tu tradisci te stesso.

Non tradire te stesso. Non tradire la persona meravigliosa che sei, così come sei, anche con i tuoi limiti, le tue ferite, le tue resistenze a cambiare ciò che va cambiato.

Quando per essere visto, amato, capito, apprezzato, scegli di avere come obiettivo puntare a  importi agli altri, convinto che sono giusti e urgenti solo i tuoi desideri e la tua visione della vita, e di cosa va fatto e cosa non va fatto, tu tradisci te stesso.

Non tradire te stesso.

Quando decidi che il tuo dolore, le tue ferite devono essere solo motivi per non amare, per chiuderti e ripiegarti su te stesso, motivi giusti per incolpare, per escludere, per ignorare, motivi per ferire gli altri come è stato fatto a te, tu tradisci te stesso, e ti imbruttisci e ti incattivisci, convinto che solo questo ti farà sentire forte e al sicuro, contento.

Non tradire te stesso.

Quando sei convinto che per amare devi annullarti, quando sei convinto che ci sono solo due modalità per interagire con gli altri, o far finta di niente, ed evitare ogni dialogo, per timore di incomprensioni e litigi, o il litigare fortemente, per scaricare addosso agli altri il tuo dolore che rendi rabbia e punizione, tu tradisci te stesso.

Non tradire te stesso.

Quando continui a vedere solo i lati negativi di ogni persona e situazione, quando credi che solo lamentandoti, avrai attenzione e aiuto dagli altri, quando eviti di fare la tua parte per stare meglio e rasserenarti, mettendo nelle mani   e nell’umore degli altri il tuo umore, la tua possibilità di avere un altro atteggiamento, più costruttivo, tu tradisci te stesso.

Non tradire te stesso.

Quando ti giudichi malissimo, quando rinunci a portare avanti tuoi progetti e scelte costruttive perché troppe volte hai sperimentato che non ce l’hai fatta a cambiare, quando rinunci  a portare avanti fino in fondo una scelta che può costruire e cambiare in bene te stesso e il tuo rapporto con l’altro, con gli altri, tu tradisci te stesso.

Non tradire te stesso.

Quando dici di amare qualcuno, quando dici di voler bene a qualcuno, quando dici di essere amico di qualcuno, e poi vorresti  essere solo e sempre al centro dei suoi pensieri, e preferisci sempre parlare solo di te,  quando preferisci chiedere all’altro di interessarsi solo a come stai tu, a cosa pensi e desideri tu, quando vuoi vedere qualcuno, vuoi parlare con qualcuno, vuoi attirare l’attenzione di qualcuno,  con  l’unico scopo di essere visto e amato, e ritieni meno interessante interessarti tu a come sta l’altro, a cosa vuole quando non vuole ciò che vuoi tu, e quando rifiuti di trovare  la “terza” via tra due opinioni diverse, tra due desideri diversi, il tuo e quello dell’altra persona, e preferisci o evitare e ignorare, escludere, o combattere per convincere l’altro che hai ragione tu, che non ti vuole davvero bene se desidera cose e momenti diversi da te, se non accetta ciò che tu gli dici e fai, allora tu tradisci te stesso e la tua possibilità di imparare ad amare, dialogare, costruire davvero.

Non tradire te stesso.

Quando ritieni la mitezza, la tenerezza, il perdono, il tuo affetto, la gioia, qualcosa da non far vedere mai o troppo agli altri, per difenderti da eventuali delusioni, rifiuti, incomprensioni, tu stai concentrandoti  solo su quanto vuoi essere accettato, non su cosa puoi costruire con gli altri e su quanto affetto, amicizia, amore puoi esprimere e donare, con la tua gioia e tenerezza genuina e accogliente, e così tradisci te stesso.

Non tradire te stesso.

Quando aspetti momenti  e occasioni solo “speciali” per sorridere, consolare, incoraggiare, amare, perdonare, quando aspetti che prima sia l’altro, che prima siano gli altri a confermarti che ti vogliono bene e ti cercano, e  ti consideri solo o troppo  vulnerabile se tu per primo accogli, perdoni, cerchi, interagisci, crei occasioni nuove, dialogo, allora tu tradisci te stesso e le possibilità, che sono molte di più di quanto credi, di poter costruire, donare, ricevere, amare,  di creare novità buone e belle che fanno bene a te e agli altri.

Non tradire te stesso. Quando tradisci gli altri, giudicando ogni loro azione, pensiero, intenzione, quando non fai ciò che hai detto, quando non accetti assolutamente che gli altri possano sbagliare, possano a volte non capirti, e li allontani da te, e ti allontani, tu tradisci te stesso, prima di tradire gli altri.

Non tradire te stesso.

Quando preferisci non valorizzare gli altri, ma sottolineare solo ciò in cui sbagliano, ciò in cui non hanno bravura, ciò in cui non fanno come te, tu non valorizzi neanche te stesso. Quando “spegni”, per invidia, (per la tristezza di non essere e saper fare come loro in qualcosa),  la luce degli altri, convinto di spegnerla, invece la ignori, in realtà in qualche modo spegni anche la tua personale luce.

Non tradire te stesso.

Quando vuoi contare solo sulle tue forze, solo sulle tue capacità, quando vuoi credere che solo tu sai cosa è  bene e male per te e per gli altri, e quando ti condanni quando sei deluso da te stesso, dalle tue contraddizioni e incoerenze, tu tradisci te stesso. Perché dimentichi e rifiuti che tu sei una creatura imperfetta, che non è onnipotente, che non è mai solo forte, solo buona, solo dolce o solo generosa e attenta, sensibile, capace, ma sei anche, come tutti, una creatura che nel suo cuore e nella sua vita convive sempre anche con tanto suo “misto” di bene e male, di durezza e dolcezza, di forza e debolezza, di poca capacità e di tanta capacità di coerenza e anche  a volte di  incoerenza, come tutti.

Ma non tradire te stesso…

Come fare per non tradire te stesso?

Riconciliati con ciò che sei, riparti da ciò che vivi e fai, da ciò che sei e vorresti cambiare in bene, e riparti dal piccolo, piccolissimo, da piccolissimi e concreti passi.

Datti la possibilità di credere davvero, e non solo in teoria, che quel Dio che ti ha creato, che ti ha voluto e ti vuole  fortissimamente, è un Dio molto più meraviglioso di ciò che a volte forse credi, è un Dio vicino, vicinissimo, che ti ama, che non vuole annullarti, ma  che vuole aiutarti a diventare davvero ciò che sei.

Non c’è bisogno, per credergLi, per essere amato e aiutato da Lui che tu sia sempre buono, bravo, capace, che tu abbia sempre voglia di impegnarti e di non avere mai incoerenze, cadute, chiusure, scoraggiamenti, sbagli, c’è solo bisogno che….inizi a crederGli davvero, che inizi ad amarLo, a conoscerLo, a seguirLo. Concretamente, mettendo amore in ciò che sei e che fai.

E non temere se ti sembra o ti sembrerà a volte di non voler e non saper amare, di non riuscire a seguirLo, Lui ti porta in Braccio, nel Suo Cuore, Lui ti sta accanto, ti tiene per Mano, e non ti molla, mai. Lui non si sconvolge delle tue imperfezioni, limiti, rabbie, paure, e dei tuoi rifiuti a cambiare e amare davvero. Lui sa darti amore per amare, fede per credere, coraggio, speranza, gioia, libertà interiore. Fai la tua parte, fai una parte anche piccolissima, anche ciò che a te sembra troppo poco, e chiedi a Lui di aiutarti a dargLi il permesso di lasciarti amare, aiutare, cambiare da Lui. Lui può.

Non tradire te stesso.

Ricomincia da Lui, da Dio, ricomincia dalla Sua Fedeltà ora ed eterna, che ha per te e per ogni creatura, ricomincia ogni volta dalla Sua Fedeltà al Suo Amore per te e per ogni persona, anche per  chi non apprezzi.

Metti  con fiducia ciò che sei nel Suo Cuore, metti e rimetti ogni momento le tue incoerenze, le tue paure, i tuoi tradimenti su te stesso e  a volte verso gli altri,  nella Sua Fedeltà, nella Sua Misericordia infinita, nel Suo Amore per te.

E, come San Paolo, credi che puoi, con Lui puoi, perché:

“Tutto posso in Colui che mi dà forza” (Filippesi, 4, v. 13)

 

 

 

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