Qui pianeta  Terra

 

 

… Se un alieno atterrasse sul nostro pianeta Terra, e se ci chiedesse di aiutarci a fargli conoscere chi siamo, come viviamo, e cosa facciamo, e se notassimo che il suddetto alieno ha abitudini, modi di comunicare, pensieri e obiettivi, significati su ogni situazione diversi dai nostri, come lo guarderemmo? Come ci rapporteremmo a lui?

Con rabbia perché non ci capisce?

Con tanta impazienza? o scoraggiamento sulla possibilità di capirci?

O inizieremmo a guardarlo e volerlo conoscere, fieri che questa novità e sorpresa unica nel suo genere è capitata proprio a noi, e possiamo imparare tante cose nuove?

Dopo il primo momento di eventuale spavento (gli alieni, si sa, non capitano tutti i giorni sul nostro Pianeta, e in più non atterrano davanti a noi) o grande stupore, forse ci accorgeremmo di avere in realtà una grande capacità di curiosità, di interessarci a quell’alieno, a una creatura così diversa da noi, con pensieri, abitudini e desideri così diversi, e non ci passerebbe nell’anticamera del cervello di dare per scontato che l’alieno in questione (che poverino in più ha già fatto con la sua astronave milioni di chilometri per raggiungerci, e sarà pure un po’ stanco e disorientato) “deve” capirci al volo, conoscerci, e deve avere i nostri stessi pensieri, obiettivi, gusti, idee, scelte, perché, appunto, è… un alieno.

Beh, ora immaginate che anche coloro che conoscete, a cominciare dai vostri parenti, i vostri amici, i vostri conoscenti, anche coloro di cui siete convinti di sapere tutto o di avere intuito e capito tutto, siano… alieni!

Mi spiego meglio: troppo spesso diamo per scontati gli altri, anche coloro a cui diciamo di volere tanto bene, e che conosciamo da anni. Diamo anche  per scontato che gli altri, che dicono di volerci bene, sappiano vogliano e soprattutto “debbano” capirci al volo, anticipare i nostri desideri, e realizzarli, e diamo per scontato che, poiché viviamo insieme o abbiamo costruito amicizie, collaborazione, o siamo parenti,  o abbiamo frequentato insieme lo stesso gruppo o situazione, allora se ci vogliono davvero bene devono capirci, intuire, conoscerci bene, prevedere cosa faremo e vorremo e decideremo, anche su di loro senza consultarli prima (perché appunto, visto che ci vogliono bene o ci capiscono o ci assomigliano, o fanno parte della stessa nostra famiglia o cerchia di amici, allora, pensiamo, saranno d’accordo), e diamo anche per scontato che noi “ormai”, dopo tante prove di come loro sono, pensano e fanno, sappiamo già tutto o quasi di loro, intuiamo le loro intenzioni, e che non c’è bisogno di chiarire, parlare, esplicitare, o di ascoltarli, perché dicono sempre le stesse cose, oppure perché sappiamo già dove vogliono arrivare.

E così ci perdiamo ogni giorno reciprocamente tanto, tantissimo di noi stessi e degli altri…. ci perdiamo tantissimo perché ci facciamo bastare ciò che sappiamo, addirittura ciò che intuiamo secondo noi in modo preciso e realistico e obiettivo, ci facciamo bastare che l’altro/l’altra è secondo noi “fatto/fatta così”, che non possono riservare novità, belle sorprese, aspetti nuovi anche belli che non vedevamo o non conoscevamo.

Eppure…

eppure se ci riflettiamo bene ognuno di noi è un “alieno” unico e irripetibile, per sé stesso e per gli altri, e questa realtà è reciproca. Ognuno di noi, pur avendo aspetti simili, esigenze simili di fondo, caratteristiche simili, ha aspetti e talenti  unici e da esploraree accogliere  ancora, sempre.

E allora come la mettiamo con la noia, che a volte attribuiamo agli altri, decidendo nel nostro cuore che sono loro/lui/lei che rende noioso questo tempo, che è sempre uguale, che fa sempre le stesse cose….

La mettiamo che la noia è prima di tutto nel nostro cuore, nei nostri pensieri, nel nostro sguardo, nel nostro modo di vedere e conoscere gli altri, anche coloro che ci sono più cari: è quel misto di noia, di paura che la vita “è tutta qui”, soprattutto in questi tempi così difficili mondiali, in cui un minuscolo virus sembra poter togliere qualunque serenità, qualunque possibilità di guardare in modo nuovo noi stessi e gli altri, sembra poter togliere del tutto la possibilità e voglia di   dare un senso nuovo e più forte a tutto, a ogni istante presente, alla vita, nostra e alla vita degli altri. Non è facile a volte tenere a bada la paura, il senso di tristezza per le difficoltà attuali, e sembra più facile, quando ci sentiamo tristi e spaventati, mettere un velo di tristezza e noia su tutto, anche verso e sugli altri, che a loro volta sono spaventati, e a volte rattristati come noi anche se a volte lo esprimono in modi diversi da noi, e quindi  in alcuni momenti facciamo fatica a decodificare il loro modo diverso di esprimersi, e allora per esempio una persona timida che non ci telefona spesso può sembraci indifferente, cattiva, egoista, e invece magari non è abituata a telefonare o scrivere perché potrebbe temere che non ci faccia piacere, o potrebbe non essere abituata, nel suo personalissimo “pianeta”, a usare un modo di comunicare che sia anche solo un aprirsi per prima:  ma a volte  le persone che sembrano così chiuse sono poi in realtà spesso  molto contente quando vengono cercate dagli altri, e forse devono solo allenarsi a dare per prime anche in modo  chiaro, esplicito, senza paturnie messaggi di affetto e amicizia costruendo “ponti” con noi e gli altri; o una persona che ci parla con tensione o lamento può sembrarci una persona dura, invece forse ha in sé tanta paura e la esprime così.

Ritornando all’ipotetico alieno, il nostro sguardo verso di lui, il nostro sguardo anche interiore, sarebbe di empatia, di cercare di capire davvero perché è così, perché fa o non fa così, perché ha abitudini talmente diverse da noi da sembrare opposte alle nostre, e difficilmente saremmo tentati di credere che se quel malcapitato alieno non ci parla, non ci cerca, non ci chiama per primo “allora” vuol dire che non ci tiene a noi, che non gliene importa niente, che è “strano”, perché in quel caso  ricorderemmo facilmente di fondo che, essendo un alieno, così diverso da noi, se non usa i nostri stessi tempi, modi, canali comunicativi precisi, e se non ha gli stessi nostri desideri, non è perché non gliene importa di noi, ma perché è un alieno.

Il termine “alieno” a volte lo usiamo tutti con un significato negativo, per intendere  che “lui/lei  è fuori dal mondo,  non si adatta alla realtà,  non fa per e con noi e  gli altri le stesse cose gentili e uguali  come tutti, come noi, e che è ostile, e deduciamo questo da una serie di indizi che il poveraccio esprime non perché rifiuta noi come persone, ma solo perché spesso ha potuto, nel suo personale pianeta, coltivare finora solo alcune modalità espressive con cui si sente più sicuro e tranquillo, meno “esposto” alla paura di essere non capito o rifiutato.

Pensate a quanto può diventare interessante ricominciare ogni volta, ogni giorno, ogni momento, a guardare gli altri, anche coloro che ora non possiamo frequentare e vedere dal vivo ma che portiamo nel nostro cuore e nei nostri pensieri, in un modo diverso, concedergli e concedere a noi stessi di essere guardati, capiti, ascoltati, cercati così come sono, senza che debbano diventare come noi, senza che decidiamo che siccome non sono e non fanno come noi, allora significa con certezza che non ci vogliono bene.

Siamo tutti un po’ alieni, e questa è una cosa bella, perché ci permette di coltivare la splendida forza dell’umiltà di considerare, guardare, pensare e trattare ogni persona, anche tramite messaggi, telefonate, o lo  scriverle, anche chi non capiamo, come persone davvero uniche, speciali, che sono un dono unico e prezioso per il mondo, e lo sono anche per noi, in modi a volte che ancora non sappiamo, ma che possiamo scoprire, amando.

Quando accettiamo che l’altro è ancora e sempre da conoscere, scoprire, capire, quando decidiamo di imparare ad amare, di interagire in modi diversi, nuovi, e soprattutto con amore con l’altro, facciamo un regalo anche a noi stessi, anche a quel piccolo, spaventato “alieno” che è anche in noi, e che anche lui, come ogni persona, vuole essere capito, cercato, amato così com’è….

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