Si, sei proprio unico

Caro lettore,

che ti sei imbattuto in questo mio blog semiserio, lo sapevi che sei unico? Si forse in teoria lo sai ma forse a volte, soprattutto in periodi o momenti difficili dentro e  fuori di te, potresti essere  tentato di non ricordarlo o di non crederci fino in fondo.

 Ti condivido una mia piccola esperienza: spesso nella vita ho fatto confusione tra unicità e bravura, tra unicità e perfezione: nella mia vita ho a volte creduto che unicità fosse uguale a bravura: cercavo la mia unicità, che a me non sempre era chiara, nel mio cercare di essere brava, brava soprattutto in ciò che non mi riusciva bene, che non riuscivo a capire o a fare semplicemente come invece quasi tutti gli altri esseri umani.  

Osservavo le persone che riuscivano  a fare in pochi secondi o poco tempo ciò che per me era difficilissimo riuscire a fare anche in molte ore: un lavoro manuale, un problema di matematica, un sapersi organizzare in modo preciso e dettagliato fin nei più minimi particolari … un avere un atteggiamento quasi sempre semplice, alla mano, con poche complicazioni, rimuginamenti timidezze, lentezze e  paturnie, e devo dirti che a volte ricasco ancora nel convincermi che unico vuol dire bravo: e che quindi la ammirazione e amore e attenzione degli altri dipenda da quanto si sia bravi a fare qualcosa o possibilmente tutto, e da quanto le persone possano avere l’occasione di vedere le proprie capacità all’opera …

 Ma devo dirti che pian piano e dopo tante sconfitte con me stessa ( ci sono cose che proprio non riesco a fare con bravura, velocità ed efficacia) e anche figuracce in cui era chiaro che non sapevo fare alcune cose che invece erano facili o veloci per gli altri, ho finalmente iniziato a credere che la mia unicità non dipende affatto dalla mia bravura.

Ho provato anche spesso a cercare di avere di me una immagine di perfettina almeno esteriormente, cosa che spesso mi ha dato un’aria all’esterno non di simpatia ma di apparente altezzosità e freddezza, di lontananza tra me e gli altri, mentre invece in realtà era ed è quasi solo un po’ di timore di non essere all’altezza o di non riuscire a rilassarmi del tutto se mi sento a disagio per qualcosa.

Ma anche far coincidere la mia unicità con quanto riuscivo a essere perfetta o a riuscire a sembrarlo almeno all’esterno neanche questo mi ha aiutato a scoprire la mia unicità.  Anzi.

Peggiorava la situazione e la percezione di me che avevano gli altri e devo dire anche la percezione che avevo di me stessa.

Poi…poi mi si è aperto un piccolo iniziale varco, non ricordo neanche in che momento preciso della mia vita, mi si è aperta una piccola via per iniziare a intuire che io ero e sono molto più dei miei faticosi  tentativi di essere brava in qualcosa o in tutto o di essere perfetta.

Mi rendevo conto che doveva esserci qualcosa, un punto fermo su cui appoggiare e basare la mia unicità, qualunque sbaglio o insuccesso potessi avere e sperimentare, qualunque paturnia o difficoltà io vivessi, e…l’ho trovato in quel Qualcuno, che anche attraverso le persone che mi vogliono davvero bene, tra cui mio marito e mio figlio, mi ha fatto sperimentare e capire che io vado bene anche cosi come sono, che sono unica anche se non sono perfetta brava o più brava di altre persone, che sono amabile e bella anche interiormente non perché sono bravissima a curare la mia immagine(cosa in cui non sono molto brava tra l’altro), ma perché sono…Francesca.

Francesca io, la Francesca che cosi non è mai esistita e mai esisterà in futuro, perché sono un miscuglio di unicità pur avendo come tutti pregi e difetti e limiti e capacità che possono assomigliare anche a ciò che hanno anche altre persone ma che non sono messi nella modalità unica che ho io, e soprattutto perché io sono fatta di qualcosa che ho e sono solo io.

Me lo assicura Dio e io Gli credo, perché l’ho sperimentato più volte nella vita e non perché sono riuscita in qualcosa come volevo, o come volevano gli altri, ma perché mi sono sentita voluta e amata da Lui prima di tutto, in un modo..unico e infinito.

E ho creduto e credo, mi sono sentita e mi sento perdonata, aiutata, cercata sempre, da Lui, in tanti e infiniti modi, spesso in modi e forme adatti a me, che potevo cogliere meglio io perché erano fatti per me.

Spesso nei momenti di difficoltà non mi sono sentita e non mi  sento sempre e subito aiutata, vivo anche momenti di buio( e a volte anche buio apparentemente solo fitto fitto) come tutti, ma la certezza di fondo che Lui mi ama sto imparando a ritrovarla in me e nella mia vita ogni volta. Una cosa su cui  ogni tanto rifletto  è anche che quando voglio bene a qualcuno, anche i suoi difetti e limiti non mi sono più solo ostacoli fastidiosi attuati quasi apposta contro di me, ma sono anch’essi unici, unici nel senso di appartenenti a quella specifica persona.

E che le persone a cui voglio bene per me non hanno bisogno di essere perfette o brave, sono importanti per me cosi come sono, anche se non sempre riesco a dimostraglielo come vorrei.  Questa unicità è un dono prezioso che hai anche tu, anche quando forse a volte non te lo ricordi, anche quando non ti vedi esattamente come ti vede Dio che ti ama infinitamente, anche quando non ti vedi bene come ti vedono invece coloro che ti vogliono bene. Che bello sapere che la nostra unicità è davvero preziosa e unica, e rimarrà sempre con noi. Sempre.

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