Una questione di tonalità

Uno dei colori che a me piace molto, è il colore verde.

Ma di solito evito di mettere vestiti o accessori di questo colore perché tempo fa ho scoperto, misurandomi un vestito, che sulla mia carnagione e viso il verde non dona, non mi valorizza, ma anzi sembra spegnere un po’ il mio viso. E sono andata avanti con questa rassegnata convinzione.

Eppure,

quando oggi ho notato in un negozio una camicia di un colore verde particolare, ho deciso di interrompere il mio solito schema copione della serie “tanto il verde non mi sta bene, inutile provarlo”, e, colpita da quel tipo di verde, un verde menta, ho deciso di provare lo stesso l’indumento che tanto ammiravo.

Quale sorpresa ho ricevuto quando, indossandolo, ho notato con chiarezza che quel tipo di verde non solo non  mi faceva l’effetto di “spegnere” il mio viso ma anzi, lo valorizzava e illuminava in una modalità nuova e carina!

Grazie poi al commento di una commessa molto gentile e attenta  che era nel negozio, ho capito che anche un colore come il verde può stare bene anche addosso a me perché è una questione di…tonalità, non solo di colore.

 In questo caso di tonalità di verde.

E’ vero. E’ proprio così.

Il verde non ha una sola tonalità una sola sfumatura, ma ne ha più di una possibile.

Perché continuavo a escludere la possibilità del verde come colore da accostare al mio viso, pur piacendomi il verde? Per un …pregiudizio, nato dall’aver sperimentato qualche volta che alcuni tipi di verde (che io assolutizzavo come “tutto il colore verde in generale”)non mi valorizzavano e non mi stavano bene, ma anzi “cozzavano” con il mio viso togliendomi luminosità.

Da questa apparentemente piccola  scoperta ho iniziato a riflettere quasi divertita e contenta, entusiasta come una bambina che scopre un prato pieno di fiori di mille colori, che forse anche con me stessa, e più in generale ognuno di noi con noi stessi, e con gli altri, forse può ogni tanto provare a scegliere una “tonalità” diversa:

mi spiego un pochino meglio:

per esempio io quando sono ferita e dispiaciuta parlo usando a volte senza accorgermene un tono e tonalità decisamente poco dolci e lenti, ma diciamo un pochino striduli e acidi, convinta così di sembrare ai miei occhi e agli occhi degli altri forte e non vulnerabile e dispiaciuta…

e  forse potrei provare la prossima volta che mi sento ferita e arrabbiata a esprimere il mio dispiacere e rabbia e bisogno di essere rassicurata in una … tonalità diversa: e forse a volte credo che la tonalità della dolcezza io non debba  usarla troppo, che non mi stia bene nel senso di non esprimere bene secondo me ciò che ho dentro il mio cuore in quel momento.

Oppure non prendo in considerazione di esprimermi con assertività perché temo sia una tonalità meno efficace.

Come se fossi tentata di pensare che quando sono arrabbiata più uso parole amare e forti e più l’altro o gli altri capiranno che stanno sbagliando e si ravvederanno, mentre invece di solito questo tipo di scelte di tonalità stimolano gli altri a mettersi ancora di più sulla difensiva e ad arroccarsi sulle loro idee perché si sentono non capiti e non trattati con attenzione.

E oltre a un esempio tipo quello che ho appena scritto, immaginate e immaginiamo su quante realtà e situazioni, anche interiori di ognuno di noi, si può decidere di scegliere di vedere prima di tutto e poi utilizzare una tonalità diversa.

Forse certe volte emettiamo alcuni giudizi ingiusti prima di tutto verso noi stessi, convinti che siamo fatti solo per quel tipo e modalità di espressione, che solo in quella modalità riusciremo a comunicare ciò che vogliamo o ciò che ci fa soffrire o gioire, e così limitiamo noi stessi nella possibilità di comunicare e farci capire meglio.

A volte ci convinciamo che ci sia un unico modo di esprimere rabbia, dolore, gioia,  stanchezza, e chi non usa quella tonalità e modalità lo consideriamo quasi “strano” o immaturo o non capace, o cattivo.

Quanto invece è più bello scoprire che siamo capaci di molte più tonalità (di voce, di scelte, di modo di esprimerci e farci capire, di ascoltare, ecc.) che certe volte neanche osiamo immaginare, troppo presi a ripiegarci sulle solite nostre abitudini e modi di fare che in fondo in fondo noi per primi intuiamo non siano sempre molto chiare ed efficaci. Proviamo a usare altre tonalità, altri modi di esprimerci, modi che abbiamo come obiettivo l’amare, perché solo con questo obiettivo possiamo vedere in noi e negli altri queste possibilità di scegliere in che tonalità esprimerci….

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