Il coraggio di andare avanti cosi come sei…unico

Prima aspetto la serenità e condizioni migliori … e poi agisco e faccio bei cambiamenti

 

…Ecco,

 ci sono ricascata, e ci ricasco spesso, milioni di volte: anche in questa giornata che non mi si preannunciava stupenda visto che ho dormito pochissimo di notte e sono stanca, sono ricascata interamente nella tentazione che ho spesso di credere che per ora non posso essere serena, per ora non posso costruire come vorrei finchè non mi si risolvono quei piccoli e grandi problemi, finchè non sono certa che gli altri mi abbiano ben capito e che siano disposi ad aiutarmi, se non altro non creandomi ostacoli o imprevisti.

Ancora una volta aspetto, rimando. Ancora una volta. Ma cosa aspetto in realtà? Rimando davvero per i motivi che credo? Forse no. Ancora una volta aspetto prima urgenti(e per me importanti) cambiamenti  dentro me, intorno a me e negli altri accanto a me, per poter solo poi, in un momento successivo e indefinito,  donare  me stessa serena, solare, sorridente.

Ovviamente questa mia convinzione che mi preme e mi sembra ancora una volta la cosa fondamentale per agire, la rendo priorità, e ovviamente  in quel caso arrivo a fine giornata che non solo non ho realizzato ciò che di piccolo e grande volevo realizzare nella giornata, ma accumulo stress, stanchezza e aumento il mio cattivo umore e i miei pensieri poco gioiosi.

E soprattutto la conseguenza  è che mi arrabbio con gli altri e soprattutto con me stessa di aver…perso tempo, aspettato, rimandato la gioia che potevo costruire vivere e donare, l’amore che potevo scegliere di mettere in circolo invece di emanare effluvi di cattivo umore, rimuginamenti vari e pesantezze passività e lamentele, di cui neanche mi accorgo a volte, troppo presa a sentirmi vittima di tutto  e tutti, e troppo concentrata sul mio rivendicare che la giornata, le cose , la vita le persone mi diano “finalmente” ciò a cui ho diritto, la tanto agognata serenità, leggerezza.

E tutto questo mio aspettare circostanze migliori per amare per prima, tutto questo mio rimandare una cosa buona da fare o un sorriso col cuore da donare gratuitamente è tutto “materiale” che senza accorgermene poi uso anche come scusa per colpevolizzare ben bene gli altri, per quello che si ostinano a non fare per me e con me, per colpevolizzare  la vita, per questa sua strana “testardaggine” a non volermi dare tutto quello di cui ho bisogno in quel momento e giornata, le cose e le situazioni, per il loro essere a volte cosi tanto diverse da come le vorrei precisamente io.

Immaginate cosi che enorme impotenza posso sentire e credere di avere in quei momenti, e quanto  poco faccio, aspettando di poter fare prima tanto, tantissimo, per me stessa, per gli altri, per risolvere i problemi, e mentre aspetto, colpevolizzo (anche me stessa) e rimando, la vita va avanti, ma senza di me pienamente nel momento presente, senza il  mio cuore e la  mia capacitò di amare, aiutare, consolare, cambiare in bene, perché io … sono da qualche altra parte, nei miei rimuginamenti e fughe in distrazioni, nell’attesa che la vita o qualcuno venga a salvarmi e risolvermi i problemi.

Ancora non ho capito. Ancora non voglio capire.

Ancora non credo che posso già fare ora, qualcosa, nel mio momento presente, in modi diversi da come speravo ardentemente e mi aspettavo anche per soddisfare il mio bisogno di sentirmi speciale, efficace, importante, direi fondamentale per gli altri e la mia vita e per  risolvere definitivamente i problemi.

Quante cose e possibilità mi perdo davanti ai miei occhi e al mio cuore solo perché aspetto, rimando, e rifiuto l’attimo presente perché mi convinco sia inutile, sia poco importante e poco fruttuoso, perché mi convinco che ci vorrebbe troppa energia o sarebbe troppo poco quello che potrei fare.

Ma …. io credo in un Dio che dice che il Suo Regno è come un granellino di senapa, che all’inizio è piccolissimo. E questo mi rasserena, e mi dà la fiducia di poter andare avanti anche attimo per attimo, anche quando la vita si fa dura.

Perché Lui mi ha promesso, ci ha promesso, che si può fare tantissimo scegliendo il piccolo, ciò che sembra solo invisibile, ma che prima o poi dà frutti spesso anche grandissimi.

E allora posso avere la “tentazione” bella di perdonare me stessa ancora una volta per aver aspettato, per aver  rimandato ancora una volta un bene, posso perdonare me stessa per aver “buttato” il mio tempo, e per aver perso occasioni per dire alle persone che voglio loro bene, per amare e farmi capire e capire…

e allora posso perdonare gli altri per ciò che non mi danno e per il loro comportarsi diversamente da come vorrei, e posso perdonare la vita perché mi toglie cose per me importanti o non mi dà ciò che precisamente vorrei.

Perché Dio lo ha detto, è venuto a cercare ciò che era perduto, e mi commuovo profondamente mentre ripenso a quante volte ho sperimentato e sperimento che è vero, che Lui lo fa veramente, che fa ciò che dice, che è vero, mi ama e mi cerca e mi salva sempre.

Lui è  venuto anche per i “non sani” come me che sbagliano, e che sbagliano sempre, io troppo spesso, e a volte sbagliano tantissimissimo, a volte si sentono in problemi troppo grandi, per coloro, tra cui io, che a volte non trovano più fede, coraggio, amore, e che sono tentati a volte di credere che quasi tutto sia perduto. Ma con Lui non è mai tutto perduto. Mai.

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