Se io non voglio cambiare in qualcosa

Se io non voglio cambiare in qualcosa, non voglio ancora impegnarmi, non voglio decidere in modo diverso su una situazione, penso e credo che ho ottimi motivi, e nessuno può impormi un cambiamento o una decisione diversa.

Se io non cambio velocemente e soprattutto non cambio, non faccio la mia parte, non aiuto, non collaboro, mi convinco che è perché non ci riesco, ci ho già provato tante volte inutilmente, e poi che ne sa l’altro, che ne sanno gli altri di come mi sento veramente, di quali problemi, dolori e difficoltà ho.

Se io ricasco infinite volte in un errore, se non metto nelle mie azioni tanta attenzione è perché sono stanca, ho avuto una giornataccia e ora nessuno deve chiedermi altro;

se io non propongo io per prima di aiutare, è perché nessuno può impormi di aiutare qualcuno, e poi ho già  tanti problemi da risolvere e in più avrei più bisogno di aiuto io a volte.

Se io dico di voler cambiare ma solo in teoria e poi nei fatti non cambio niente, né in me né nelle cose che faccio, è perché ho bisogno di tempo, ho bisogno di capire meglio, è perché non si può e non si deve pretendere da me cambiamenti cosi veloci con la mia storia personale, con le mie ferite interiori, con i problemi che contemporaneamente sto affrontando, e che quindi io ho diritto a essere compresa e scusata, e se possibile incoraggiata.

 

Se invece è l’altro

che non vuole cambiare e fare scelte diverse, più buone

Ai miei occhi è perché in fondo è pigro, perché non gliene importa niente, perché è immaturo e indifferente.

Se è l’altro che non segue un mio consiglio, e non fa ciò che gli dico, è secondo me spesso perché è ribelle, perché vuole solo sbagliare, perché non ci tiene abbastanza a me da ascoltarmi e  seguire il mio consiglio e visione della vita.

Se l’altro non fa la sua parte, non collabora, non propone per primo di aiutarmi, vuol dire per me spesso che non gli importa, che pensa solo a se stesso, che pensa solo a scemenze e non alle cose importanti.

Se l’altro ricade infinite volte negli stessi errori e mi fa dispiacere è perché lo fa apposta per ferirmi, perché non ha in realtà nessuna voglia di migliorare, perché è incapace, perché è fallito.

Se è l’altro che a parole dice di voler cambiare e cosa sarebbe giusto fare ma poi nei fatti non lo fa, non mette in pratica, non agisce come dice, e anzi fa il contrario, allora è (lo considero) un ipocrita, un bugiardo, uno che dice e non fa, uno che prima di parlare dovrebbe mettere in pratica, uno che come si permette di consigliare o dire cose giuste se poi non le fa per primo. Senza accorgermi così che anche io spesso non metto in pratica, e che se ci fosse bisogno prima  di essere perfetti nei fatti per parlare di qualcosa da fare di buono, nessuno parlerebbe più.

 

Non si tratta di non mettere in pratica, ma di dare secondo me la possibilità anche all’altro di maturare e arrivare alle cose capendole davvero, senza sentirsi giudicato, ma aiutato accettato amato e incoraggiato così come vorremmo noi per noi stessi da parte degli altri ….

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