Qual è  la tua formula della gioia?

 

Caro lettore digitale,

capita anche a te a volte di credere che potrai amare  e stare nella  gioia solo se la formula per vivere che hai nel cuore funziona, e funziona  esattamente? Mi spiego meglio: spesso ognuno di noi ha in mente un suo percorso logico e razionale con cui interpreta e sceglie nella sua vita, anche proprio nella sua vita quotidiana. Per esempio siamo convinti che potremo essere nella gioia e serenità “solo se” è tutto a posto o quasi, “solo se” avremo scelto di fare cose buone ed efficaci, “solo se” avremo risultati evidenti e veloci, produttivi ai nostri occhi, sia verso le cose e situazioni, sia con noi stessi e verso gli altri. Oppure crediamo che noi (e gli altri) siamo meritevoli di amore, amabili, piacevoli, solo se non sbagliamo, solo se facciamo finta con noi stessi e gli altri che non abbiamo paure, sbagli, rabbie o incoerenze (convinti che solo noi siamo incoerenti, e quindi non buoni o bravi.)E’ come se avessimo costruito in noi una “formula”, che secondo noi è universale, ma che in realtà è personalissima, costruita con ciò che pensiamo, vogliamo, con ciò che è importante e necessario per noi, secondo noi…una formula che siamo convinti usino anche gli altri in modo uguale, perché la riteniamo molto logica, chiara, con regole certe…

Una formula che secondo noi funziona sempre ed è da seguire sempre e da tutti, perché è fondata su convinzioni tipo “se sono e faccio così….allora succederà sicuramente questo” e “se non faccio così e se non sono così, allora non potrà succedere niente di buono ( o di brutto e imprevisto)”e ancora “Se la situazione è così…allora ci saranno solo queste conseguenze e io non potrò fare niente di buono nel frattempo”…

Spesso questa formula ha qualche caratteristica di fondo simile alle formule degli altri: è assolutistica, cioè è costruita, anche con le nostre scelte e abitudini, come un percorso che “è logico” e normale fare solo cosi: potrebbe essere per esempio l’idea che solo quando realizzeremo alcune cose potremo essere sereni o sentirci bravi e apprezzabili, oppure potrebbe essere la formula del “quando l’altro (o gli altri) mi vorrà capire, mi vorrà aiutare, mi obbedirà e farà come saggiamente gli dico (impongo), solo quando l’altro mi dimostrerà che collabora e si impegna, solo quando l’altro “vedrà” che ho ragione e cambierà, allora e solo allora mi darò da fare per cambiare me stesso e la situazione,  solo allora avrò la forza e gioia e la motivazione per collaborare e fare scelte anche concrete che porteranno un cambiamento e miglioramento di questa situazione”…..una formula insomma che fa dipendere il nostro amare, cambiare, collaborare, gioire, che fa dipendere la nostra libertà interiore e le nostre motivazioni e la  voglia di agire  anche in pratica da quanto prima l’altro si dà da fare,  da quanto ci capisce finalmente, da quanto e se si muove per primo e dimostra la volontà per cambiare e migliorare con noi….oppure forse abbiamo costruito in noi la “formula” che dice continuamente al nostro cuore che “è logico” che se stiamo vivendo  una situazione di debolezza, o se non vediamo chiarezza e coerenza, negli altri, se gli altri non ci salutano o non si muovono verso di noi, (spesso perché sono in realtà  ripiegati o concentrati troppo su loro sofferenze, su loro  rimuginamenti, problemi o paturnie, ma ai nostri occhi e  secondo la nostra formula sono “logicamente” ed evidentemente egoisti, ci ignorano apposta, sono cattivi e si sentono superiori a tutti”, ),  se gli altri non ci esprimono gentilezza attenzione e amore, se durante la giornata non riusciamo a risolvere qualcosa o a “gestire” l’altro (nelle sue emozioni, come se l’emozione dell’altro dipendesse “per logica” da ciò che riusciamo a fare o non riusciamo a fare noi per lui) in ciò che sceglie di diverso da noi, nei suoi sbagli, nelle sue diversità, se siamo immersi in situazioni imperfette e faticose( come tutti, perché tutti siamo imperfetti in una vita imperfetta, anche se in modalità e caratteristiche e situazioni diverse), compresi dettagli della nostra vita concreta quotidiana che non funzionano, non si aggiustano, o sono disordinati, spiacevoli, “allora” secondo noi non ci può essere un risultato o conseguenza che comunque produce serenità, armonia, libertà interiore; oppure, se c’è una situazione di pesantezza, in noi, negli altri o in ciò che succede, allora, (come formula logica a cui crediamo e che coltiviamo), non possiamo fare niente di buono per cambiare e alleggerire, perché “tanto è inutile”, “tanto ormai….”

Insomma, se ci convinciamo che per essere felici o sereni tutto debba succedere secondo una logica, secondo una azione e conseguenza e solo con quelle, faremo molta fatica a trovare e soprattutto coltivare serenità, leggerezza interiore e amore in noi e verso gli altri, perché punteremo il nostro sguardo e la nostra attenzione solo su poche sicure azioni, poche scelte, quelle di cui secondo noi siamo certi che produrranno “logicamente” ciò che desideriamo e come lo desideriamo noi. Ma la vita è fatta anche di continui imprevisti, ostacoli, di cose storte e dritte, di bello e brutto, di imperfetto e bello, insomma la vita è….mista, spesso con avvenimenti e situazioni senza una apparente logica e conseguenza certa, e guardacaso la vita è fatta…come noi, come ognuno di noi: forse in fondo in fondo desideriamo tanto, per bisogno anche di sicurezza e chiarezza, che dentro di noi sia tutto chiaro, semplice, che non ci siano contraddizioni, desideri opposti nello stesso tempo, tentazioni o rancore, desiderio di bene e desiderio di male, forse desideriamo che anche negli altri ci sia solo il certo, il buono e bello, senza complicazioni o contraddizioni o imperfezioni…ma sappiamo in fondo che non è così, che spesso le formule che decidiamo di usare come bussola e costruzione in noi e nella nostra vita non funzionano come vorremmo e non portano risultati e conseguenze “logiche” e certe se noi agiamo in un certo modo o se gli altri agiscono in un certo modo.

E allora? Che fare?

Dobbiamo sentirci angosciati in balìa di una vita, di una situazione e di una giornata o di un  momento presente dove  ci scoraggiamo e ci arrabbiamo spesso perché la logica della nostra personale formula della gioia  non funziona come vorremmo e non ci porta ciò che desideriamo? Dobbiamo evitare di amare in attesa di tempi migliori, o dobbiamo scegliere atteggiamenti “sospesi” ( di evitamento, rabbia, fuga emotiva, di passività o rimproveri e autoboicottamenti alla gioia ecc) in attesa di poter un giorno amare, usare i nostri talenti, esprimere e coltivare la nostra tenerezza, accoglienza, semplicità e assertività, la nostra gioia e attenzione agli altri convinti che “questo non è il momento”, che prima deve succedere quella determinata cosa, che prima dobbiamo essere bravi, buoni, perfetti, sereni, che prima gli altri devono amarci, venirci incontro, capirci, aiutarci, secondo la logica formula che abbiamo costruito e costruiamo in noi, e cioè che solo se tutto è  a posto o quasi, in pratica ed emotivamente e spiritualmente, “allora” potremo, riusciremo, e gli altri allora cambieranno…?

 In realtà, c’è Qualcuno che ci ama immensamente, e ci ama cosi come siamo, anche con il nostro essere “misti”, con le nostre contraddizioni e sbagli, e con la nostra bellezza che da soli facciamo più fatica a vedere ed esprimere… Quel Qualcuno è Dio: Lui è meraviglioso, Lui sa che l’unica formula davvero bella e utile è l’amare e il fidarsi di Lui: ciò che ci dà serenità e pace interiore, gioia, libertà interiore non è avere prima tutte le risposte, le sicurezze, le bravure, ma è…seguire Lui, credergli, amare, ma amare nel modo che ci dice Lui, nel modo che Lui per primo ha vissuto, nel tipo di Amore che non aspetta che tutto sia a posto, ma che anzi ama anche dove sembra tutto sbagliato e senza speranza, che ama anche quando gli altri non amano a loro volta, che ama sempre. Lui sa che siamo misti, imperfetti, Lui ci ama anche quando sbagliamo, anche quando non vogliamo amare  e ci ripieghiamo su noi stessi, Lui ci ama e ci sa rialzare anche quando secondo noi è tutto perduto. Lui sa far nascere un bene e amore, anche in mezzo e contemporaneamente a ciò che non funziona nella nostra vita, perché Lui ha una Logica diversa dalla logica che noi usiamo nelle nostre “formule”..

Fidiamoci di Lui, anche ora, in questo momento presente, proviamo ad amare, seguiamoLo anche quando non capiamo, o anche quando soffriamo, Lui ci ama, Lui è l’Unico che ci può donare gioia vera, pace interiore, forza,  Lui è l’Unico che dà senso, voglia di amare e cambiare, Lui è l’Unico che da donarci leggerezza interiore e motivazioni anche dove sembra che sia tutto troppo disordinato, difficile, Lui è l’Unico che si fida di noi e ci vede capaci di amare e ricominciare anche “durante” tempeste e problemi. Lui sa produrre amore, gioia, pace, frutti buoni e belli anche “durante” e “nel mezzo” di ciò che non ci piace, di ciò che ancora non funziona, di ciò che ci procura dolore, anche mentre noi odiamo noi stessi o non vediamo la creatura meravigliosa che siamo, perché creati e amati da Lui, sempre. Lui è meglio di qualsiasi formula che abbiamo nel cuore. Lui è amore e gioia vera. Puntiamo il nostro sguardo e il nostro cuore a Lui…..Guardate a Lui, e sarete raggianti(salmo 34, v.6)….

 

 

 

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