Il supereroe ha speciali armi per combattere
Un primo mezzo che a volte un supereroe usa per sentirsi e dimostrarsi forte e per farsi conoscere è il suo … soprannome!
Con quale “soprannome” da “combattimento” ti presenti agli altri e al mondo e anche a te stesso? Con il soprannome di nervoso, pigro, bravo e generoso, con il soprannome di pauroso e scoraggiato, impegnato, sensibile o forte?
Ogni soprannome può essere usato dal supereroe anche per “combattere” nascondendosi e per non donare davvero se stesso, per tenere sufficienti (secondo lui) distanze con gli altri.
A volte forse anche tu, caro lettore, dimentichi quanta bellezza hai e quanti talenti hai perché ti concentri su un tuo atteggiamento che usi spesso, su un solo tuo difetto e su una sola tua capacità o caratteristica. E volte ti ci identifichi talmente tanto da credere che sei “solo” o quasi solo quella caratteristica …
Così però non ti accorgi che non “entri” pienamente in relazione con gli altri, per cui rischi di “costruire” lontananza e incomprensione invece di empatia, sincerità e comunione.
E poi, come tutti i supereroi , anche quelli che sono dentro ognuno di noi, hai alcune caratteristiche a tua disposizione che spesso usi e rendi “mezzi” da “combattimento” verso te stesso, verso gli altri e persino verso Dio, anche se dal tuo punto di vista non sono mezzi distruttivi ma solo forse modi per togliere il male, ma in realtà quando li usi per fare male avviene esattamente l’effetto contrario:
te ne evidenzio alcuni:
la parola:
la parola è un dono di Dio meraviglioso, come tutti i Suoi doni. Come la usi?
Quando la usi come un’arma inizi a “combattere” convinto di risolvere e farti capire e sentendoti superiore agli altri o più bravo nel comunicare: e allora ti senti un supereroe quando per esempio, se sei dispiaciuto per l’atteggiamento di una persona che ti ha fatto tanto dispiacere, usi le tue parole con altre persone per sminuire, sottolineare le sue caratteristiche poco piacevoli, i suoi sbagli e difetti, e dici convinto agli altri e a te stesso che secondo te le intenzioni di quella persona sono “cattive” e ti convinci di sapere perché fa o non fa così.
Ma … tu come ti sentiresti se qualcuno che hai ferito o da cui a tua volta ti senti ferito o non capito invece di perdonarti parlasse male di te convinto di sapere chi sei e perché ti comporti in un certo modo?
Ci staresti male.
A volte sei tentato forse come tutti di far capire alla persona che è “cattiva” secondo te, o di farle capire che soffri mettendoti a usare le parole per fare battute apparentemente scherzose ma che in realtà nascondono un indiretto “attacco” senza secondo te provocare un inizio di vero e chiaro litigio,(ma che in realtà provocano dei muri, perché l’altro istintivamente intuisce quando nascondi un po’ di aggressività o voglia di vendicarti), oppure aggredisci verbalmente la persona per sentirti “vincente” e secondo te “risarcito” emotivamente.
A volte poi, rischi di usare le parole come armi da “combattimento” quando ti fai influenzare dalla tua rabbia e dal tuo dolore e “getti” addosso all’altro parole amarissime, sarcastiche, scoraggianti e dure, e dentro di te ti convinci a volte che l’altro in questo modo capirà che gli parli così perché sei ferito e addolorato, o perché vuoi provocarlo , scuoterlo, aiutarlo secondo te, ma in realtà così l’altro si sente scoraggiato, attaccato, sminuito, non amato: ti sentiresti così anche tu se venissi tu attaccato con le parole.
E anche parole del tipo “ormai”, o “sei senza speranza/sei cattivo/non capisci niente/” ecc. non aiutano ma trasmettono durezza, lontananza e non amore.
A te aiuterebbe se qualcuno ti “scuotesse” così’? le parole fanno tanto male anche quando le usi come bugie per nascondere un male o un errore, bugie per far vedere una immagine migliore di te, bugie per evitare problemi o la possibilità di chiarirsi che però a volte richiede anche esprimere idee diverse, bugie a te stesso e bugie per paura.
Chiedi a Dio di usare con carità la verità delle tue parole, chiedi a Dio di usare con amore le tue parole, e con amore ancora più forte e misericordioso quando nel parlare sei chiamato anche a perdonare, a far capire all’altro se sta sbagliando, e ti sentirai più in pace con te stesso e potrai davvero aiutare l’altro a vedere in se stesso e a desiderare di cambiare ciò che va cambiato.
Azioni:
le azioni, anche quelle che sembrano molto piccole, hanno un grande effetto. Quando fai il supereroe che combatte il male (dell’altro, perché tu come tutti sei a volte tentato di vedere soprattutto il male dell’altro e non anche quello che può umanamente esserci anche in te), sei tentato di usare le tue azioni come “armi”: l’azione di non fare più cose buone e utili per quella persona se ti senti deluso e non amato od offeso (per esempio non cucinare, non pulire, non aiutare, non fare più gesti di servizio e attenzione), l’azione di dare dolore: picchiare, obbligare, imporre, mancare di rispetto convinto che la persona deve fare come dici tu, ecc. e anche le azioni fatte senza attenzione ma con poca cura e poca delicatezza.
Ma con ogni tua azione, anche quelle che ti sembrano tanto piccole ma che fatte con amore sono immense e “potenti”, puoi anche costruire, fare tanto tanto bene, amare, donare pace, gioia, speranza, puoi addirittura essere strumento per far arrivare l’Amore di Dio! Puoi cambiare le tue azioni, in azioni che fanno bene. E che pace e gioia puoi trovare, anche contemporaneamente a fatica o dolore, nell’agire per amore!
Il silenzio:
un’altra caratteristica che tu, io e tutti siamo tentati di usare come “arma” è il … silenzio.
Potrebbe sembrarti a volte che il pensare male di qualcuno o di te stesso nel silenzio dei tuoi pensieri tra te e te non trasmetta questo messaggio agli altri. In realtà se inizi a pensare male di te stesso o di qualcuno, senza rendertene conto in realtà in qualche modo il tuo comportamento, anche stando in silenzio, trasmetterà almeno in parte questo pensiero, o comunque trasmetterà un “clima” di tensione sotterranea o di freddezza e lontananza che l’altro in qualche modo percepisce anche se non sempre può intuire cosa significa: nel tuo modo di guardare l’altro, di sorridere, nel tuo modo di muoverti o di stare seduto o di fare altro in silenzio in minima o grande parte “arriva” all’altro questo “combattimento” verso di lui.
Anche il silenzio per punire e vendicarti può fare tanto male.
Anche il silenzio che vuole in realtà “accaparrare” emotivamente l’altro può fare molto male a se stessi e all’altro:
il silenzio dei musi lunghi anche per attirare l’attenzione (ma che in realtà spesso rischia di dare il messaggio di stare lontani anche se non era questo che volevi trasmettere ma proprio il messaggio contrario), il silenzio seduttivo per rendersi speciale agli occhi dell’altro, il silenzio del pensare la persona come oggetto che deve dare attenzione esclusiva a te o deve obbedire a te in cose non giuste.
Quanto forte può essere in realtà il rumore e il male del silenzio usato come mezzo per ferire o allontanare! E quanto è più bello e rasserenante il silenzio usato per tacere e non fare del male, il silenzio per contemplare o amare anche ascoltando o lasciando spazio alle parole dell’altro, il silenzio del dare importanza all’altro, il silenzio che rimane in preghiera interiore per l’altro con amore, e il silenzio della pazienza e misericordia. Solo Dio può rendere fecondo il tuo silenzio, fecondo di amore. Un silenzio che non ferisce o allontana ma costruisce e dà spazio, vicinanza e accoglienza.
Scegliere:
un’altra caratteristica che il supereroe usa per combattere è lo scegliere. Cosa ne fai di quello che sei, di come ti senti, cosa ne fai di cosa vivi, di cosa pensi, soffri o gioisci? Cosa ne fai di ciò che senti nella tua forte sensibilità? Tutto può essere usato per amare e fare del bene, oppure per vendicarsi, pretendere, ferire, “rubare”, sedurre, imporre…
Scegli se vuoi usare la tua bellezza, la tua sensibilità, le tue caratteristiche e scelte, i tuoi difetti per “sedurre” emotivamente gli altri( e sentirti quindi secondo te un forte supereroe affascinante e piacevole e ammirato), o per amarli con calore vero del cuore e aiutarli a non dipendere da te ma da Dio;
scegli se vuoi usare le tue scelte per avere tempo anche per chi è solo, malato, povero, in difficoltà, triste o arrabbiato e scoraggiato e aiutarlo con amore e attenzione, o se vuoi avere tempo scegliendo di “combattere” la noia e insoddisfazione che a volte senti per riempirti di troppa tv, videogiochi, distrazioni e beni materiali usati in modi che facilitano il tuo isolamento, la tua tentazione di avere e usare indifferenza, la tua amarezza e scoraggiamento.
Sei libero di scegliere come e cosa scegliere.
Scegli se essere un supereroe che combatte per punire, per vendicarsi e distruggere dicendo a te stesso che è l’unico modo per ottenere “rispetto” pace comprensione e obbedienza, oppure scegli di fidarti del vero Supereroe della tua vita, e cioè Dio. Dio ti invita a un “combattimento” interiore per far vincere il bene e l’amore che già ci sono in te, Dio ti aiuta a combattere il male ma con l’amore, l’unica “arma” che costruisce e non distrugge: amare. amare davvero.
Dio ti aiuta a combattere il male ma non le persone, neanche quando ti fanno del male, perché Lui sa che la persona che fa un male non è “il” male, ma una creatura amata anch’essa. Conosci qualcuno che non fa mai del male? Tutti a volte purtroppo lo facciamo, ed è da vero supereroe riconoscere e accettare con umiltà questa realtà.
Solo Dio dona solo Amore.
Tu, io, tutti siamo spesso troppo presi dai nostri pensieri, dal nostro dolore per le nostre ferite, dalle nostre rivendicazioni verso gli altri e la vita, dai nostri stati d’animo, dalle nostre paure e dai nostri criteri e modi di vedere le cose per poterci fidare solo di noi stessi e di cosa è bene per ottenere altro bene e di cosa è male: spesso confondiamo un male con il bene e il bene con un male o solo sofferenza.
Non siamo attendibili completamente neanche per noi stessi, siamo imperfetti.
E se tu, come me e come ognuno di noi, vuoi combattere da supereroe con le armi e gli obiettivi che scegli tu, sbagli il tipo di “combattimento” che c’è da fare e fai del male prima di tutto a te stesso quando rispondi al male con il male o ti convinci che fare il male per avere secondo te un bene sia l’unica e più veloce e facile soluzione.
Smetti di fidarti solo di te stesso, di come ti senti, di cosa stai soffrendo o di cosa vorresti: se consegni a Dio con la fiducia di figlio molto amato da Lui ogni tua caratteristica e ogni tua tentazione di usarla come “arma” da supereroe, e se ti fidi più di Lui e dei Suoi Comandamenti rinunciando al tuo orgoglio e alle tue paure, puoi credere e scoprire che ogni tua caratteristica e ogni cosa che vivi può essere usata per amare davvero e costruire anche quando devi combattere un male.
Pensa che bello poter usare per esempio i tuoi pensieri per pensare bene e vedere il bene nell’altro, prova a pensare all’altro con amore e speranza, con fiducia nelle sue possibilità e talenti, e questo tuo modo di pensare con “luce” arriverà in qualche modo anche all’altro e porterà luce, porterà un “clima” diverso, e comunque intanto porterà più pace interiore intanto in te …