Il supereroe sa leggere nel pensiero

Un supereroe, proprio perché è super, può riuscire anche … a leggere nel pensiero!

Tutti in fondo in fondo, caro lettore, vorremmo almeno ogni tanto saper leggere nel pensiero degli altri, forse anche per sentirci più sicuri di come ci vedono davvero e di cosa pensano di noi, e per poterci comportare in modi che possono renderli più contenti ed essere noi più capiti e più amati.

Un supereroe non ha bisogno di sforzarsi per conoscere e comprendere gli altri: con la sua capacità telepatica di leggere il pensiero sa già come sono e cosa pensano!

Anche tu, come me, e come ognuno di noi, forse a volte sei tentato di comportarti come un supereroe e ti convinci che tu “sai” in realtà cosa vogliono e cosa pensano gli altri, e come sono davvero. Ti senti più sicuro e tranquillo se puoi sapere chi è l’altro e cosa vuole o non vuole, cosa pensa e come reagirà.

Ma, guardacaso, ogni volta che “rinchiudi” gli altri nella idea che ti sei fatto di loro e delle loro intenzioni, il rapporto con te stesso e con loro si complica e si appesantisce.

Ti capisco, caro lettore, può far paura non conoscere gli altri  e ci si può sentire insicuri confusi e addolorati.

La (presunta) lettura del pensiero però produce varie “trappole” per il supereroe che è in te, in me e in ognuno di noi: se ti convinci che hai capito bene cosa l’altro intende, quali reali intenzioni ha, e cosa vuole o non vuole o cosa pensa di te, prima o poi inizi a smettere di avere vera attenzione verso di lui perché pensi di conoscerlo già bene, e rischi di giudicare ogni sua intenzione anche futura in un solo modo, e lo giudichi in uno stesso modo: ma facendo così  ti perdi tantissimo dell’altro, rischi di considerarlo quasi solo pieno di difetti o cattiveria o come una persona noiosa, o pieno quasi solo di bontà e qualità e dipendenza da te.

Se ti convinci di sapere il preciso pensiero e la precisa intenzione dell’altro,senza nemmeno chiedere all’altro se hai intuito o capito bene, rischi di  iniziare a far dipendere il tuo comportamento verso di lui da cosa pensi che pensa di te … e potresti illuderti o giudicare male.

E così non entri davvero in relazione con l’altro ma solo con l’idea che ti sei fatto dell’altro.

Il convincerti che sai “leggere” l’altro e che lo conosci bene ti porta anche a non capire più quando l’altro vuole tenersi un po’ “lontano” da te per avere suoi momenti o spazi personali e a giudicarlo  male o a crederti rifiutato come persona, oppure sei tentato di metterti in tensione per ogni frase che dice o non dice e che a te “confermano” ciò che ha nel cuore e cosa pensa.

Il leggere nel pensiero ha anche un’altra trappola: sei tentato di convincerti che l’altro ti conosce bene e che tu ti sei già fatto conoscere bene e che hai già espresso tante volte ciò che pensi e desideri, perciò se l’altro non cambia o non ti dà retta per te significa che “sicuramente” non ti vuole bene e che addirittura vuol farti del male o disinteressarsi di come ti senti e di cosa vuoi. E tu  … come ti sentiresti se qualcuno fosse quasi sempre convinto di leggerti nel pensiero e di sapere le tue intenzioni e reazioni?

Aggiungici anche un altro effetto distruttivo: se ti convinci che l’altro reagisce male, reagirà male, sarai più nella tentazione di non dirgli la verità per timore delle sue reazioni, sarai più nella tentazione di agire con finta serenità … ma chiediti come ti sentiresti se qualcuno per paura delle tue reazioni iniziasse a escluderti, a dirti bugie o a non dirti cose che invece sarebbe giusto che tu sapessi?

Caro lettore, guarda in faccia questo supereroe che è dentro di te, nel tuo cuore, e che è spesso pronto a fare al posto di Dio … consegnalo a Dio, con tutto il cuore e con fiducia, metti nelle Mani di Dio e nella Sua Misericordia la tua voglia e il tuo bisogno di conoscere e capire davvero gli altri, la tua voglia di essere amato, capito, la tua voglia di costruire rapporti sinceri chiari e  liberanti, sereni, con gli altri.

Un supereroe non accetta di non capire benissimo l’altro, non accetta di non avere un “potere” telepatico sugli altri, vuole sentirsi invincibile. E sicuro.

Invece … una creatura limitata ma bella e super amata da Dio, come siamo tu, io noi tutti, ognuno in modo unico e speciale, accetta (pur con dolore e fatica a volte) di non poter capire tutto, accetta che può fraintendere e sbagliarsi, accetta di allenarsi a comprendere e farsi comprendere.

Caro lettore, accetta che sia Dio a capire tutto e a sapere davvero le intenzioni, i desideri e i pensieri tuoi e quelli degli altri.

 Accetta con fiducia che sia Dio a sapere come amare anche quando non capisci o non conosci pienamente l’altro o ti senti ferito da lui.

Accetta, per essere felice davvero, di consegnare a Dio i tuoi rapporti con gli altri, accetta di allenarti con amore a comprenderli anche quando non li conosci o non li capisci.

Solo amando e continuando ad amare l’altro anche quando non lo capisci o non ti senti capito, puoi costruire “ponti” e donargli  con attenzione e amore la carità della verità anche quando intuisci che potrebbe reagire male.

 Ma c’è un modo di rimanere aperti anche quando l’altro reagisce male; accettare di rinunciare a chiudersi, scoraggiarsi, reagire male, e andare ancora di più verso l’altro aiutandolo nelle sue reazioni e amandolo così com’è. E capirai così anche quando è meglio tacere ma per amare..… per fare un “ponte” in più e una lontananza in meno …

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