Maria, non riesco ad accettare i cambiamenti nella mia vita
Cara Maria, eccomi qua a parlarti, con cuore aperto di come sto, di cosa sta succedendo, di ciò che non voglio che cambi. Si, lo so che tutti vivono dei cambiamenti, ma quello che a volte vivo nella mia vita non mi va proprio giù. Mi immaginavo la mia vita piena di successi, di situazioni che da sole col tempo si appianavano, mi immaginavo che bastasse “desiderare” nel cuore che la mia vita fosse in un certo modo, immaginavo che bastasse quasi “magicamente” dire alle persone a cui tengo cosa voglio, cosa non voglio perché loro mi accontentassero, che gli altri fossero sempre in un certo modo verso di me, che la mia vita scorresse con una certa chiarezza e linearità. Mi immaginavo che quello che ho sempre avuto, le mie abitudini, i miei desideri, la mia mentalità, i miei valori, le mie “regole” di civiltà fossero le stesse che piacciono a tutti, che fossero “normali”, perché frutto magari di educazione o ragionamento e riflessione, ma….mi accorgo con sofferenza e a volte rabbia, che non è proprio così: spesso gli altri sembrano non tenerci a ciò che desidero da loro, oppure quella cosa a cui tenevo tanto per un imprevisto o un problema o un ostacolo si è rovinata, è cambiata. Sembra quasi certe volte che la vita mi chieda, pretenda da me una apertura, una “obbedienza” a fatiche che io proprio non riesco a fare o non voglio, perché mi sentirei snaturata, mi sembra sempre di avere meno forze e serenità di quelle che occorrerebbero per affrontare bene i cambiamenti.. Avevo messo tanto impegno, avevo tanto desiderato la mia vita come minimo perfetta, in un certo modo, invece….certe volte la quotidianità è il vero “imprevisto”, il vero e più grande stravolgimento, perché a volte…mi delude! mi spiazza, mi “obbliga” a cambiare rotta, a scoprire tempi, situazioni, modalità che non avrei mai voluto avere, vedere e vivere in quel modo: la quotidianità con le sue frenetiche cose da fare, le fatiche, la routine, il tempo che scorre velocemente e impedisce di fermarsi, di riposare davvero, di pensare…la quotidianità che a volte sembra così lenta, pesante, un tempo noioso che non passa e non cambia… la quotidianità con tutto quello che non riesco a portare a termine, con tutti gli stati d’animo miei e degli altri così mutevoli, così diversi a volte da ciò che desidero!
E in tutto questo, secondo te Maria come potrei dare retta anche a Dio?
Un Dio che si, a volte sento vicino, ma che temo sia in fondo in fondo il giudice implacabile che pretende da me perfezione, nessun cedimento, nessuna emozione, nessuna comodità; un Dio che sembra spesso così assente, lontanissimo, troppo distratto, certo non tanto desideroso di occuparsi proprio di me, dei miei problemi, dei miei desideri…
già, i miei desideri.
Ho spesso “capito” e pensato che Dio sembra quasi un tiranno che mi accetta e mi vuole bene solo se io mi annullo, solo se rinuncio continuamente ai miei progetti, a ciò che mi dà gioia e mi riempie il cuore. Ma io non sono poi così brava, nonostante lo sia in alcuni campi della mia vita, nonostante alcuni credano forse che io sono forte sempre, in realtà anche io soffro, vorrei poter a volte piangere, essere rassicurata, evitare di sentire il peso di alcuni compiti solo su di me. A volte ho pensato di affidarmi a Dio, in alcuni momenti di serenità, ma…e se Dio poi mi chiede tanto, troppo? Se mi chiede di rinunciare proprio a tutto quello che ho, che desidero e a cui tengo di più? E se Dio “peggiora” la mia vita, già a volte troppo diversa da quello che voglio?
Puoi capirmi?
Ma tu hai avuto la vita facile, tutto speciale e fantastico, senza noia o routine…
no, un momento: se ci rifletto davvero, con calma, devo ammettere che…non è vero che per te tutto sia stato facile, non è vero che ogni richiesta di Dio fosse per te subito chiara, semplice, e facile. Tu eri fidanzata, promessa sposa a Giuseppe, con un progetto di vita e famiglia in qualche modo già avviato e già desiderato, immaginato….
E cosa ti succede improvvisamente? Un angelo del Signore ti viene a salutare, dicendoti “Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te»”(Lc. 1, 28)…e la tua reazione non è immediatamente “wow, accomodati, sono talmente brava e intuitiva che sapevo che saresti venuto e che mi avresti dato un titolo tanto speciale! del resto lo sapevo già quanto sono fantastica, superiore agli altri!”…no, hai scelto con forza di rimanere nell’umiltà, e ti sei chiesta “che senso avesse un saluto come questo.”…(Lc 1, 29) …
Sei rimasta turbata, ma con un “turbamento” diverso da quello che prova a volte ognuno di noi in qualche situazione della propria vita. Infatti il tuo cuore non è ferito dal peccato originale, tu sei davvero Immacolata, piena solo dell’Amore, e così il turbamento che descrive il Vangelo è stato un domandarti come potevi anche in quella richiesta, in quella sorpresa, in quella situazione fare la volontà di Dio. Ti sei domandata, pronta ad amare come sempre, come rispondere e fare la Volontà del Signore.
Anche io rimango turbata, mi turbo, ma quando mi lascio prendere nel turbamento per varie situazioni della mia vita, il mio turbamento è qualcosa che mi dà più fragilità dove il cuore trema e per un attimo o più di attimo, un periodo, evita di amare, preferisce entrare e rimanere nel dubbio, nelle situazioni non chiare ma che sembrano darmi più comodità, facili e rapide apparenti soluzioni ai miei problemi. Il mio cuore quando è turbato preferisce spesso ricercare e ottenere consolazioni, certezze, affetto, a tutti i costi, anche rischiando di fare del male, turbare, pretendere, accecata solo dalle mie esigenze e dalla mia “fame” di attenzione.
Il tuo turbamento, Maria, il tuo cercare di capire ma sempre con amore, con apertura di cuore a Dio, alla Sua Volontà, mi testimonia che non è detto che “per forza”, “inevitabilmente” davanti ad una situazione o problema interno od esterno ci si debba “inevitabilmente” turbare e tirarsi indietro dall’amare gratuitamente, dall’amare senza interessi personali al primo posto.
Tu con il tuo cuore pronto a capire ma per amare, per gioire nella volontà del Signore, mi insegni e mi indichi che è possibile amare anche quando non si capisce del tutto, che la cosa più bella è cercare di capire “come” e dove, e in cosa “servire” Dio, come permetterGli di amarmi, come amare meglio, come potermi lasciar sorprendere dal Suo Amore e dalle Sue proposte, dai Suoi inviti che sono sempre per un bene per gli altri e anche per me, anche se a volte fatico a fidarmi e ho tanta paura. E tu questo lo sai, e vuoi e puoi, attraverso il tuo cuore fiducioso e pronto ad amare, riversare in me, nel mio cuore turbato la serenità del tuo cuore, la fedeltà del tuo cuore all’Amore di Dio, la fiducia di un cuore che anche quando si domanda qualcosa lo fa solo per comprendere e fare meglio la volontà del Signore, perché sa che è dare un senso alla propria vita e vivere felici, così.
Tu mi capisci, e ami teneramente e tenacemente questo mio povero cuore che spesso si turba per troppe cose che non capisco, che mi spaventano, che mi appesantiscono e mi fanno stare in ansia.
Ma non basta.
L’angelo Gabriele ti risponde, e quello che ti risponde non dev’essere stato facile:
“Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».”(Lc 1, 30-33)
Cara Maria, l’angelo ti ha risposto rassicurandoti, e comunicandoti un annuncio forse ancora più misterioso, una novità, un cambiamento enorme per te.
Se penso alle “risposte” che io trovo nella mia vita, spesso mi sento proprio come te, Maria : nel mio caso io mi arrabbio con Dio, perché a volte se Lo prego o Gli chiedo spiegazioni mi sembra proprio di “ricevere” risposte ancora più misteriose, i problemi spesso non si risolvono automaticamente, mi arriva al cuore un linguaggio che troppe volte giudico incomprensibile e duro per me.
“Ma allora Dio non mi capisce, e forse non mi vuole bene, se mi propone questo cambiamento, questa nuova realtà!”, è il pensiero che si agita in me quando mi sento delusa da Lui, da ciò che Gli avevo chiesto, da ciò che non ottengo, o almeno non ottengo come dico io….
E tu, invece di usare le tue energie per arrabbiarti, scervellarti, rimuginare, invece di dire a te stessa scoraggiata “questo Dio proprio non mi vuole capire, non può e non deve stravolgere i miei piani, cambiare i miei desideri!!!”, tu con la forza della vera umiltà, che non è piattezza o annullamento, domandi ancora, a quell’angelo misterioso:
“Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?.” (Lc. 1, 34)
Ti stai aprendo sempre più al Piano del Signore, dolce Maria, e ora desideri con concretezza capire, come avverrà. Non ti preoccupi più del “perché” deve avvenire, sei già al coraggio grintoso e fiducioso del “come”:
quanto tempo invece io spreco nel rimuginare, nel preoccuparmi solo del “perché”, nel ribellarmi a qualcosa che non capisco, e quante energie spreco nell’impuntarmi sul “perché”, e sul “finché le cose non saranno esattamente come le voglio io, o come sono convinta di averne bisogno in un certo modo, finché non mi sarà tutto chiaro, finché non mi vengono dati abbastanza aiuti, strumenti, possibilità, io non mi muovo, non mi fido, non amo, non mi apro a Dio, non Gli posso credere”.
Ora so.
Ora so che in tutte le volte che io non capivo, che io mi arrabbiavo, che soffrivo nel non capire, che soffrivo davanti a un cambiamento, non ero sola. Con Dio c’eri tu accanto a me, con uno sguardo tenero e forte, silenziosa ma intensamente presente e attenta a quello che vivevo e che vivo, accogliente anche nei miei stati d’animo, nelle mie resistenze al Signore, nella mia grande paura di non essere amata e protetta davvero dal Signore. E che ci sei anche adesso.
