Scoraggiarsi e riincoraggiarsi
Capita anche a voi cari lettori ogni tanto di scoraggiarvi abbastanza spesso?
A me capita varie volte, diciamo …. più volte al giorno!
Sono “capace” di scoraggiarmi anche per eventi che sembrano piccolissimi, per pusillanimità, per dettagli che guardati da altri cuori e occhi farebbero solo far fare una sonora risata o farebbero sdrammatizzare o passare accanto senza assumere una profonda attenzione all’evento e dettaglio in questione, o senza assumere una “doverosa” e seriosa aria di rimuginamento.
Ebbene si.
Sono una “campionessa” di scoraggiamento. In questo ho proprio un primato. Eh si, perché la mia specialità nel campo dello scoraggiamento è vivere (o dovrei dire con più precisione scegliere, perché in fondo è una scelta, anche se non sempre me ne rendo conto)questa condizione interiore più e più volte al giorno.
Un disastro, sembrerebbe …
in realtà guardandolo bene non è proprio così …
all’inizio, quando mi conoscevo ancora meno di oggi e avevo e coltivavo ancora più di ora l’illusorio desiderio di poter essere o diventare perfetta, mi scoraggiavo per molte più cose, miei sbagli, situazioni, sbagli degli altri o eventi, e nel momento in cui mi sentivo scoraggiata iniziavo più velocemente e facilmente a vedere tutto nero o quasi, iniziavo a sentirmi sopraffatta e soprattutto poco speranzosa di poter migliorare o cambiare una situazione o me stessa.
Ogni situazione e dettaglio che non erano come volevo speravo e desideravo io, erano ai miei occhi situazioni che non mi avrebbero potuto più rendere serena e contenta, ostacoli pesanti sulla mia strada della perfezione e felicità e quindi motivi per stare male, fermare ogni mio anelito positivo di bene e iniziativa costruttiva, anche su piccole cose.
Poi….
con il trascorrere dei momenti, dei giorni, dei mesi, degli anni, ho riflettuto un pochino di più,
ho provato a conoscermi un po’ meglio e a osservarmi con un pochino più di umiltà e obiettività e mi sono resa conto che … dovevo smettere di considerare le situazioni che non erano come le volevo come cattive e colpevoli del mio scoraggiamento, e che avevo davanti due possibilità: o continuare a considerare vero dramma irrecuperabile ogni situazione dentro e fuori di me che non era come avrei voluto, e giudicarmi incapace, impotente vittima degli eventi e senza più possibilità di essere ottimista,
oppure … iniziare a dare “diritto” di esistenza alla mia tendenza, (che nasce anche dal desiderio che tutto e tutti siano come vorrei io per timore altrimenti di soffrire troppo) allo scoraggiarmi spesso e per tante cose e situazioni: dare diritto di esistenza non per avere una scusa in più con me stessa e con gli altri per smettere di agire, amare, costruire, o per farmi compatire,
ma per far pace con questa mia caratteristica che in fondo nasce dalla paura di non avere risorse anche interiori per fronteggiare accettare o cambiare o vivere in modo diverso ciò che non è esattamente come vorrei e che mi procura in qualche modo scomodità o dolore o fastidio.
E … ho scoperto che la mia tendenza allo scoraggiarmi facilmente e velocemente, e per tante (troppe) cose, è sempre a braccetto con una mia caratteristica tendenza che non vedevo molto nella mia vita e in me stessa, troppo presa ad autocompatirmi e sentirmi impotente e impaurita:
la mia tendenza a riincoraggiarmi ugualmente in modo veloce e facilmente.
Ebbene si.
In me c’è anche la caratteristica che sembra esattamente l’opposto dello scoraggiarsi.
Sto accettando, iniziando pure a farci pace serenamente, che nel mio carattere ci sono anche queste due tendenze e modalità veloci: facile scoraggiamento e facile riincoraggiamento.
Sembrerebbe una tendenza squilibrata, e forse scientificamente un po’ lo è,
ma in realtà secondo me sono anche due modalità che possono benissimo convivere insieme, e che come due buone amiche si aiutano reciprocamente.
Proprio come la meravigliosa dinamica dell’albastellata.
Più scopro e capisco questa realtà, più noto che ho meno desiderio di autogiudicarmi male e drammatizzare troppo qualsiasi evento, o situazione che non mi piace o non si comporta come vorrei io.
Mi osservo un po’ di più e scopro ogni volta che in fondo in fondo non è un dramma così tremendo tendere a scoraggiarmi: in fondo in fondo mi basta davvero poco, pochissimo, per riprendere speranza e riincoraggiarmi.
E sto imparando, anzi mi sto allenando a imparare anche nel cuore, e non solo in teoria, che quando mi scoraggio in fondo devo ricordarmi di guardare in faccia la mia “voglia di perfezione che altrimenti come farò se le cose non sono tutto e subito ed esattamente come vorrei”, e semplicemente ricominciare a rincoraggiarmi, a fidarmi che posso farcela,
e intuire germogli di speranza e possibilità in me e nelle situazioni,
posso ricominciare anche ad accettare anche che fare fatica, cambiare una situazione o me stessa anche quando per farlo devo sentire scomodità e dolore, non è uno scandalo, non è una cosa impossibile o tremenda, ma è solo …. parte della vita.
E devo ammettere che riesco a farlo almeno un po’, quel che mi basta, e a rasserenarmi meglio quando mi ricordo che c’è Qualcuno che mi è sempre accanto, che mi ama anche quando vedo tutto nero e mi arrabbio, che mi ama e mi incoraggia e mi accetta anche quando per scoraggiamento “fuggo”, mi nascondo, mi rifugio in distrazioni, lamentele e auto compatimenti.
E’ quel Dio che conta sempre su di me, e su ognuno di voi. Sempre. Anche ora, in questo momento, in questo punto esatto e preciso della vostra vita. E della mia vita.