Un mago, una fata

A volte  nelle favole c’è anche un personaggio … magico, che può essere un mago, una fata , o qualcuno comunque positivo e buono che ha come compito di risolvere magicamente alcune situazioni di difficoltà nella favola, aiutando i protagonisti o il protagonista a risolvere, rimuovere ostacoli, trovare finalmente quello che cercano , cambiare le situazioni con improvvisa  facilità e senza fatica.

Quanto c’è di te del ruolo di mago/ fata,  e quanto cerchi questo tipo di personaggio da favola negli altri, in Dio, nelle situazioni?

Una difficoltà che come ognuno di noi a volte potresti vivere di fondo nella tua vita, è quella di …. delegare la responsabilità della tua felicità e realizzazione a qualcuno o qualcosa che “deve” fare al posto tuo: può essere un genitore, un amico, il coniuge, un figlio, un conoscente, una persona per te saggia e importante, insomma qualcuno che “deve” fare la fatica che tu non riesci e non ti senti di fare, qualcuno che ti dia serenità e tranquillità, e sicurezza: sei tentato di dare questo ruolo di mago/fata a volte anche a Dio, che secondo te forse deve magicamente risolverti ogni cosa se ti ama, e che deve  toglierti ogni ostacolo con facilità e se possibile rapidità.

Una delle tentazioni sul rendere una persona o situazione o Dio un personaggio delle favole che deve fare il ruolo di  mago/fata  è di iniziare dentro te a considerare una persona, o Dio, quasi solo in base a ciò che ti dà o non ti dà, solo in base a ciò che fa per te o non fa per te, e se ti aiuta subito o no e come dici tu, come ti sembra meglio: e la conseguenza di rendere una persona o Dio una mago/fata che deve risolverti tutto è anche quella di … arrabbiarti e scoraggiarti facilmente con quella persona, di colpevolizzarla facilmente e spesso se quella persona mago/fata non fa ciò che le chiedi e che ti sembra urgente faccia proprio lei.

Rischi così, caro lettore, come ognuno di noi rischia,  di chiuderti in un mondo fatato, in una “favola” dove tu ti credi sempre più “quello” che non può o non sa fare neanche un pochino  ciò che si deve fare, che non ha tempo o risorse per farlo, e che si arrabbia con il mondo intero se non ottiene ciò che vuole.

Quando credi che debba esserci un personaggio nella tua vita, o parente, o amico, o conoscente, o Dio, che risolve ogni tuo problema, che fa lui ciò che tu non vuoi provare neanche a fare forse per sfiducia in te stesso, quando pensi che sarai sereno e tranquillo solo se quella persona si occuperà di te e ti starà vicino, quando per calmarti se sei arrabbiato credi che solo quella persona deve ascoltarti e può aiutarti, quando pensi che, come in una favola, quella persona ha superpoteri che deve usare per te se ti vuole bene per dimostrarti che ci tiene, anche quando ha da fare qualcos’altro, allora … stai delegando qualcun altro a scegliere e vivere al posto tuo, e rischi di stare male ogni volta che questa persona non può, non ha tempo o non vuole aiutarti come vorresti o ne senti l’urgenza, e di arrabbiarti con quella persona colpevolizzandola o chiedendole cose non giuste da chiedere, che senza accorgerti sono anche una mancanza di rispetto verso di lei. Se credi dentro di te che quella persona è colei che può darti la felicità e che se non lo fa sei infelice perché non puoi fare altro, ti metti in un atteggiamento per cui non riesci a vedere con obiettività e realismo anche i difetti, limiti, desideri, problemi e preoccupazione di quella persona, perché ti concentri troppo su quello che vuoi o pretendi da quella persona, ma così ti senti solo e la persona che si sente trattata da mago/fata certo non si sentirà tanto capita da te o tanto amata, ma forse inconsapevolmente si sentirà leggermente  usata e comunque non “vista” veramente da te per come è: e per difendersi, se sceglie di difendersi invece di amare, potrebbe anche iniziare a dirti bugie per timore delle tue reazioni di rabbia o tristezza, per timore di dirti cosa pensa veramente e cosa vuole veramente, e che forse il ruolo che le hai dato di mago/fata le sta stretto.

Vale la pena delegare a qualcuno la tua felicità? Vale la pena sentirsi sempre più incapace, poco adatto, impotente nell’affrontare le situazioni e i problemi, vale la pena sentirti senza troppe risorse e bisognoso solo di aiuto?

Certo che si può  chiedere aiuto, anche a chi sa fare qualcosa che tu non sai fare, o chiedere all’altro di collaborare, ma c’è differenza tra chiedere aiuto, consiglio, collaborazione, e chiedere invece di fare al posto tuo sempre o dare a qualcuno la responsabilità della tua felicità e serenità,  e anche della tua forza interiore. Non lasciarti ingannare dalla tentazione di dare questo ruolo di mago/fata  a qualcuno, ma chiedi a Dio, di aiutarti a tirare fuori e usare i tuoi tanti talenti, alcuni ancora neanche li conosci, e di saper chiedere con umiltà e semplicità aiuto dove è il caso di chiedere aiuto.

O forse a volte sei arrabbiato con Dio perché non ti ha risolto magicamente quel problema tanto grande, e non ti ha tolto quel dolore così troppo forte nella tua vita, non ha impedito un male, una  perdita, un cambiamento che per te è sofferenza?

Fai pace con Dio: Dio ti ama, e ti ama meglio di come credi tu.

E’ vero, Dio non ti promette di vivere senza dolori, incomprensioni, senza  prove da affrontare, fatiche, ma ti promette che sarà sempre con te, e che tu con Lui, seguendolo e fidandoti di Lui e del Suo Amore, amando come fa Lui, puoi vivere e affrontare anche le sofferenze non più come ostacoli che ti impediscono serenità e una vita bella, ma come situazioni dove imparare, anche lì, che l’amore è sempre più forte, e che l’amore sa e può vivere ogni situazione in modo diverso, l’amore può trarre pace e frutti buoni anche da ciò che sembra solo distruzione, perdita, dolore, ma che nasconde in sé sempre la possibilità di scoprire e sperimentare qualcos’altro…

Ci vuole la fede, la fiducia in Lui per scoprirlo, e Lui è sempre pronto a donarti quella fede, e quell’amore che a volte ti sembra di non poter o voler riuscire a donare, e a vedere.

C’è un altro modo-tentazione di mettere nella tua vita il personaggio del mago/fata: dare a te stesso il  ruolo di mago/fata, di salvatore delle situazioni: a tutti noi piace sentirsi capaci di fare tutto, di sentire la soddisfazione (e il potere) di rendere felici le persone, di sentirci indispensabili, e forse anche a volte come ognuno di noi tu senti in te la tentazione di renderti indispensabile di qualcuno, ma se scegli questo ruolo, inizi a considerarti migliore degli altri, più capace, e senza rendertene conto inizi, con questo ruolo di mago/fata, a fare tutto al posto degli altri, a sminuire gli altri e le loro opinioni, inizi a credere che solo tu puoi aiutare quella persona, e inizi a convincerti  che se quella persona non ti chiede aiuto o non è riconoscente verso di te e verso i tuoi sforzi e fatiche per aiutarla, è cattiva o non degna del tuo aiuto e della tua attenzione.

Entrando in una favola, la favola del mago/fata che “salva” tutti (solo Dio può salvare!), inizi senza accorgerti anche a non rispettare gli altri, l’altro, anche quando l’altro ti chiede aiuto, perché inizi a credere che “devi” intervenire in quella situazione, “devi” risolvere tu una situazione tra due persone perché loro non ci riescono, “devi” dare tu consigli che l’altro “deve” seguire se è intelligente e se ti vuole bene, e rischi anche di credere che sia una grave offesa se qualcuno non segue il tuo consiglio, che neanche ti accorgi a volte forse di dare con tono per te deciso ma in realtà impositivo.

La tentazione di guidare la vita degli altri è sempre presente, in te, in me, in ognuno di noi, ma scegliendo questo ruolo, rendi la tua vita e quella degli altri una favola artefatta, dove non ci si assume le proprie responsabilità, e dove il tuo timore nascosto anche a te stesso di non essere importante e utile agli altri diventa pretesa e sicurezza che solo tu sai dare certezze, ma in realtà a volte inizi a rendere l’altro dipendente da te, illudendoti che così ti vorrà più bene e ti stimerà di più.

Rinuncia al ruolo di mago/fata nella vita degli altri, aiutali a credere nelle loro risorse che Dio gli ha donato e gli dona, amali con rispetto, scegli di farti da parte quando hanno bisogno e desiderio di risolvere le cose da soli o con altre persone, allora ti libererai da un ruolo pesante prima di tutto per te, e potrai ritrovare la libertà e la pace interiore di amare l’altro e aiutarlo con umiltà, sapendo che non sai tutto te e non puoi tutto te, e avrai voglia di affidare a Dio, al nostro amorevolissimo e attento Padre, quella persona che ti sta tanto a cuore.

Datti la possibilità di scoprire o riscoprire che tu sei importante, anche nella vita degli altri, non perché hai sempre la risposta pronta, non perché sai fare meglio di loro, non perché gli eviti sempre ogni sofferenza, ma perché sei importante perché sei tu, Dio ti ha fatto unico, speciale, originale, mai nessuno sarà come te. E allora, se credi di essere amato, anche così come sei, se ti fidi di Dio e cammini per la strada del Suo Amore e dei Suoi Comandamenti, ti accorgi che puoi aiutare in un modo diverso, con rispetto, e anche quando soffrirai di non essere al centro dell’attenzione di qualcuno, crederai con serenità che il bene di quella persona fa bene anche a te, perché puoi gioire delle sue crescite, del suo trovare soluzioni, del suo affrontare le situazioni con amore.

Certo, non puoi evitare alle persone ogni sofferenza, ma puoi aiutarle ad amare anche nella sofferenza, e rendere la loro vita più bella di una favola, ma una vita realistica, che ha anche fastidi, sbagli, imperfezioni, ma che è guidata da Qualcuno che sempre sta con noi, e che provvede a te, a me, a noi tutti anche quando temiamo di essere soli: Dio. Dio ti ama, Dio ti aiuta, anche se a volte lo fa in modi diversi da quello che tu pensi sia il tuo bene, e … Dio aiuta e ama anche quelle persone per cui sei preoccupato, e insieme a te le ama, con rispetto e grande tenerezza.

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