Fai pace con quella persona
Eh già. Quella persona proprio non ti va giù. Ti ha ferito troppo, ti ha escluso, non ti ha capito, ti ha fatto del male. E tu ne hai sofferto e ne soffri ancora tantissimo.
Ma a un certo punto forse ti sei detto “basta, ora la escludo, tanto non capisce, tanto non capirà mai”, e sei convinto di aver già cercato troppo e in tutti i modi di farle capire che sbaglia e che ti fa del male, e che è lei, solo lei che non ti ha voluto ascoltare, e che quindi le sue occasioni per chiederti scusa e cambiare le ha avute, fin troppe secondo te.
Oppure forse ti sei abituato a pensare e credere che è meglio non parlare proprio con le persone che ti fanno del male e non ti capiscono, meglio non “sprecare” secondo te parole, tempo e attenzioni o gentilezze con chi … non ti merita.
E sempre più ti convinci a volte che dal tuo dolore deve nascere rabbia, forse perché temi che sentire solo dolore ti possa rendere troppo “debole” agli occhi di quella persona, e “attaccabile” da lei.
E pian piano a volte forse ti chiudi in un atteggiamento di lontananza, non le rivolgi la parola o a volte il saluto, oppure ci litighi ogni volta che la vedi. Oppure, se la devi comunque vedere per motivi che non dipendono solo da te, inizi forse a dirti che “si, devo essere gentile, io sono una persona educata e quindi farò finta di salutarla, parlarle, per gentilezza ed educazione, ma niente di più!”….
Però facendo così, caro lettore, dicendoti che lo farai per gentilezza ed educazione, non ti accorgi che la tua gentilezza ed educazione si è già trasformata, per le tue scelte anche interiori, in realtà in … una piccola forma di ipocrisia, di finta vicinanza, di cui tra l’altro l’altra persona si accorge istintivamente anche se a te non sembra.
Caro lettore, capisco che la parola “ipocrisia” non piace a nessuno, ma permettimi di usare questo termine, non averne paura, permettimi di parlarti (in realtà scriverti!) come farebbe un amico che ti vuole bene e che per questo ti aiuta a vedere in te stesso anche eventuali forme di ipocrisia che possono a volte nascere anche in te, in me, in ognuno di noi, pur non volendolo davvero e del tutto.
A volte forse quando sei addolorato o arrabbiato inizi a dire a te stesso che tu sei solo nel giusto e che è tutta colpa dell’altra persona, che tu con il tuo atteggiamento la stai solo “giustamente” punendo anche per farle capire che non si fa così e anche che ti ha ferito, e che tu sei più forte e non le darai la soddisfazione di vederti soffrire, ecc. ecc. in una spirale sempre più forte e triste,
Come trovare la motivazione per fare pace, come trovare la voglia di fare pace, e di perdonare quella persona? Soprattutto se la persona ti ha fatto qualcosa di molto male, su qualcosa per te molto importante, non è per niente facile.
Dove puoi trovare la voglia di perdonare e amare quella persona? Nel dolore che senti per ciò che ti ha fatto? Nel giudizio che metti convinto che quella persona ti ha fatto male solo per cattive sue intenzioni di fondo?
In quali modi puoi costruire con quella persona? Con un sorriso di circostanza? Come puoi evitare che ti faccia soffrire troppo? Evitandola? Escludendola?
E come puoi avere pace interiore e farti capire da quella persona? Rimproverandola ogni volta che la vedi o la senti? Sottolineandole solo i suoi difetti e sbagli? O?
Forse ti sembra impossibile voler arrivare a perdonare e amare quella o quelle determinate persone, eppure solo amando, perdonando, puoi ritrovare una parte di te che stavi coprendo e reprimendo, perché anche quando non te ne accorgi, ogni volta che non vuoi più trasmettere amore e comprensione a qualcuno, ogni volta che addolorato rendi il tuo dolore un muro e una giustificazione con te stesso e gli altri per evitare quella persona o farle male a tua volta, tu fai male anche a una parte di te, tu togli pace anche a una parte di te, e inizi a incattivirti pur senza volerlo davvero.
E anche se a te non sembra, l’amore e il perdono che non doni anche solo a una sola persona, toglie a te, e anche se non te ne accorgi ti influenza anche in altri campi della tua vita.
L’Unico che ti incoraggia a perdonare e amare anche chi ti ha fatto o ti fa del male è Gesù. Solo Lui sa che puoi amare e perdonare anche “mentre” soffri, solo Lui sa davvero che è un autoinganno credere che si può amare e perdonare solo quando si è amati, e che bisogna aspettare di essere amati e trattati bene per amare a propria volta. Gesù, e solo Lui, conosce il gusto della vera libertà interiore, che non dipende da cosa fanno o non fanno gli altri nei Suoi confronti, ma dal Suo voler comunque amare e perdonare, e nel Suo correggere con Amore.
Non chiuderti nella convinzione di crederti solo vittima del male di qualcuno, non chiuderti nella convinzione che tu verso quella persona non hai fatto mai niente di male, non chiuderti nella convinzione che sia meglio trattare gli altri a seconda di come ti trattano. Così perdi la tua libertà interiore.
Vuoi mettere quanto è più bello e liberante trattare gli altri con amore indipendentemente se sono bravi, se si comportano bene o male, se ti parlano oppure no?
Assapora la gioia e l’amore di amare tu per primo, assapora la gioia e la pace del perdonare per primo anche quando l’altra persona si sente nel giusto e non ti chiede perdono. La motivazione e la forza interiore per farlo la trovi solo in Gesù. Non contare solo sulle tue forze e sensazioni.
Gesù sa darti pace interiore anche mentre soffri, anche mentre sei ferito o non capito. Gesù sa rendere il tuo dolore non un masso che ti schiaccia e per il quale ti indurisci e ti incattivisci, ma una croce da portare con amore con Lui. Fidati di Lui.
E se vuoi domandati: “Io se avessi fatto del male a qualcuno vorrei essere comunque amato e perdonato? E cosa mi aiuterebbe a rendermi conto che ho sbagliato e sbaglio: la punizione dell’altra persona, il suo escludermi o reagire male, o il suo parlarmi del male che ho fatto, e di come si sente, e il suo volermi amare comunque e perdonare?”.
Se continui a voler amare l’altra persona, puoi coltivare anche una certa obiettività che invece chiudendoti nel dolore vendetta e rabbia perderesti: l’obiettività di chiederti e chiedere all’altro perché ha fatto e fa così, e la possibilità di scoprire che forse l’altra persona non sapeva che facendo così ti avrebbe ferito, o che a sua volta sta soffrendo per qualcosa, o che si è sentita a sua volta ferita e non capita da te.
Il dolore non giustifica il fare male a propria volta, ma guardare e provare a capire il dolore dell’altro e i suoi perché può aiutarti a guardare l’altro in un modo diverso, e a comprendere meglio che anche tu a volte ferisci senza accorgerti o che dietro alcuni tuoi atteggiamenti sbagliati spesso c’è un grande dolore da vivere continuando ad amare e a fidarsi di Dio e del Suo Amore.