Fai pace con la tua sensibilità
la mia sensibilità, la sensibilità di ognuno, unica e grandissima
….Quante emozioni, quante reazioni intense anche davanti a eventi della vita obiettivamente non così disastrosi o importanti … spesso forse tu vivi, come tutti noi, ogni situazione e persona e desiderio o disagio o dolore partendo dalla tua personale sensibilità.
E così nella stessa giornata a volte forse usi la sensibilità per gioire ed entusiasmarti pieno di energia, e riesci a fare tante cose; a volte d’improvviso per una notizia spiacevole, per un imprevisto o un tuo pensiero o preoccupazione “cadi” in una specie di baratro del cuore dove tutto o quasi assume un colore grigio e dove la prima persona che ti rivolge la parola o sbaglia qualcosa con te si ritrova a essere bersagliata dal tuo dolore e rabbia.
In quei momenti è come se tu chiedessi al mondo di fermarsi e capirti, di darti tutto ciò che non hai e che vorresti, per stare secondo te meglio.
Sicuramente la tua sensibilità è un grandissimo dono che Dio di ha fatto, e a volte o spesso sei tentato di renderla tua padrona, a seconda di come stai in quel momento, a seconda di quanto sei sereno, a seconda di cosa pensi su te stesso, sugli altri, sulle situazioni e su Dio, se le cose sono andate come volevi oppure no, a seconda anche se hai tutto quello che vorresti oppure no.
A volte forse sei tentato di credere che sia meglio mettere solo a tacere la tua sensibilità per non sentirti vulnerabile e poco forte secondo te, e reprimere e rimproverare rabbiosamente e duramente gli altri se esprimono emozioni troppo forti o se “osano” arrabbiarsi con te, o se reagiscono emotivamente a ciò che dici fai o pensi, sentendoti e credendoti una vittima delle loro rabbie e della loro sensibilità, considerandoli addirittura strani, esagerati o deboli.
Quante scelte e parole certe volte forse, (come ognuno di noi), usi per “buttare” addosso agli altri la tua sensibilità oppure nasconderla preferendo sembrare indifferente o poco partecipe, come se partecipare o esprimere calore e amorevolezza, tenerezza fosse qualcosa di pericoloso o poco da adulti maturi ed equilibrati!
Si, la sensibilità è anche una energia molto intensa, che se non incanali con armonia ti schiaccia e schiaccia gli altri, e rischia di imporsi agli altri stimolando in loro il senso di colpa se non fanno ciò che tu vuoi (e pretendi come diritto) da loro; ma quando ti inerpichi in questi tristi e convinti pensieri, non ti accorgi che stai dando la responsabilità di come ti senti e di cosa fai o non fai agli altri e non a te stesso, privandoti di una buona quantità di libertà interiore.
Capisco e comprendo abbastanza come facilmente una parola, un gesto, un tono non sereno di qualcuno, un evento anche apparentemente piccolo possa provocare in te, come in me, come a volte in tutti, una forte reazione emotiva, un dispiacere molto più grande dell’evento in sé, e nello stesso modo un evento apparentemente piccolo bello o una parola detta con amore, o un piccolo successo, possono suscitare in te e a volte in tutti una gioia grandissima che a volte agli altri può sembrare sproporzionata.
A volte forse sei tentato di credere che solo tu hai una sensibilità così forte e speciale, che solo tu intuisci, cogli alcuni lati delle persone e situazioni, ma così rischi paradossalmente di non usare la tua sensibilità per comprendere e amare gli altri, ma per evitare di capirli, sottovalutandoli e credendo che non possano capire, che non abbiano abbastanza sensibilità.
Ma in realtà anche gli altri, ognuno in modo e forme diverse, hanno una grande e bella sensibilità, ma a volte non la esprimono non per cattiveria, ma per una forma di pudore, di timore, oppure perché non si sono abituati a riconoscerla in loro, e a volte sembrano solo “superficiali” e concentrati solo su cose materiali o poco importanti.
Prova a credere, caro lettore, che in realtà anche loro hanno una loro sensibilità, e usa la tua sensibilità per capirli, per fare una specie di affascinante “caccia al tesoro” verso di loro con amore e rispetto e aiutarli a riscoprire che la loro sensibilità c’è ed è un dono grande, un talento da usare e mettere a frutto.
Penso che spesso o a volte la tua sensibilità, (come la mia sensibilità e la sensibilità di ognuno), sia molto influenzata da ciò che tu pensi, di te stesso e degli altri.
Se per esempio inizi a credere che una determinata situazione è da vivere solo come situazione molto brutta, rinunciando dentro di te a cercare di coltivare contemporaneamente in te oltre alla tristezza la tua libertà interiore per amare comunque, senza accorgerti del tutto inizierai a sentire rabbia, o scoraggiamento, o fastidio per ciò che stai vivendo e per quella situazione o persona.
Caro lettore, prova a cambiare alcuni modi di pensare, prova a credere nella novità che porta interiormente e a volte anche intorno a te la possibilità di amare. di continuare ad amare nonostante tutto.
Quale motivazione puoi cercare e trovare per “incanalare” la tua sensibilità e non rendertene schiavo? Dove puoi trovare la forza e la voglia di armonizzare la tua sensibilità? In un oggetto? in te stesso? Negli altri?
Certo, ci possono essere spunti per esempio anche in te stesso e negli altri, ma l’Unico che sa rendere talento e dono, e non solo un masso pesante la tua sensibilità,
è solo Dio.
Lui ti ha creato e ti ha donato la capacità di gioire e anche la” capacità” di sentire anche il dolore, che a volte è anche un campanello di allarme che stimola ancora di più a cercare la direzione giusta. O a scegliere di continuare ad amare, con ancora più motivazione, a volte.
Abbi sempre molta cura della tua interiorità, dei tuoi pensieri e del tuo cuore, abbi cura anche delle tue emozioni. Non farti ingannare scegliendo di farti influenzare “solo” da ciò che senti, non farti ingannare dalle tue emozioni a volte così forti, per le quali sei tentato a volte di convincerti che un male è un bene e un bene è un male o solo sofferenza.
Abbi il coraggio di rinnovare il tuo cuore, abbi la voglia di far “camminare” la tua sensibilità al ritmo e passo del tuo amare, non renderla idolo o schiavitù per te e per gli altri.
Quanto sei bello e luminoso quando decidi di vivere la tua sensibilità come espressione del tuo scegliere di amare davvero, del tuo testimoniare amore, e del lasciarti amare per come sei.
Abbi la voglia e la fiducia di poter usare la tua sensibilità non per ferire, escludere, punire, vendicarti, non per far pesare quanto ci sei rimasto male o quanto gli altri dovrebbero ascoltarti e obbedirti, ma usala per creare “ponti” nuovi, “strade” nuove e percorribili, usala per amare anche ciò che non è amabile, usala per costruire bellezza e comprensione dentro te e attorno a te.
Forse a volte anche tu, come succede a me e a ognuno di noi, non hai idea di quanta gioia e amore puoi donare anche attraverso l’espressione armoniosa della tua sensibilità, anche del tuo gioire e soffrire con amore.
Senza amore tutto diventa peso e imposizione, e tentazione di usare gli altri per se stessi.
C’è solo una Persona che può aiutarti, anche attraverso l’amore degli altri verso te, a usare bene la tua sensibilità, che può aiutarti a perdonare te stesso e gli altri quando ci sono ferite emotive o dispiaceri e incomprensioni, Lui solo può aiutarti a ricominciare ogni volta ad amare senza escludere la sensibilità ma orientandola al bene: Dio.
Lo so che a volte forse ti sei sentito solo e hai avuto paura o hai paura che Lui non esista davvero, che non ti capisca, che voglia solo darti sofferenze, ma in realtà penso che solo Lui è la “Bussola” per vivere bene e con pace e gioia la tua vita, coltivando pace interiore anche contemporaneamente a sofferenze a volte grandissime.
Allora, se vuoi caro lettore, inizia a chiederGLi di allenarti e imparare a guardare la tua sensibilità in un modo nuovo, come un talento e un dono da orientare ogni volta, ogni giorno, ogni momento, e “rinuncia” ad avere troppa paura della sofferenza che senti a volte quando permetti a te stesso di entrare in contatto con la tua sensibilità.
Solo Dio ti salva dall’inganno di fare scelte in base a ciò che senti o non senti, perché a volte è importante scegliere il bene anche quando non senti serenità, anche quando vorresti altro o vorresti fare solo ciò che ti sembra procurarti una soddisfazione ma che sarebbe a volte a discapito di altre persone: Dio ti aiuta a scegliere ciò che è giusto, e che riempie di pace a gioia la tua sensibilità, e non ciò che secondo te ti conviene e che è meno “spiacevole”.
Spesso anche nell’attraversare con fiducia in Dio e con amore ciò che sembra solo un problema o dolore, puoi anche lì scoprire nuove forze, una pace e una capacità di amare che non puoi scoprire prima se eviti ciò che devi fare, se eviti di amare anche quando è doloroso e difficile.
Se incanali la tua sensibilità secondo i Suoi Comandamenti, il Suo Vangelo, allora saprai essere pienamente te stesso, padrone di te stesso e non schiavo illuso e triste delle tue emozioni e paure.
E scoprirai che non hai bisogno di far finta di non sentire rabbia o dolore per amare ed esprimerti, ma che esiste un modo di esprimerti e amare, esprimendo anche come ti senti e cosa pensi, che non è distruttivo per te stesso e per gli altri e che può costruire più sincerità e vera vicinanza anche nelle diversità di carattere, di gusti, di abitudini e di… sensibilità!
